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Domenica, 14 Aprile 2024
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Clima: a Firenze un "laboratorio sui mutamenti e la biodiversità", progetto da 4,5 milioni di euro

In città selezionate dieci aree per sperimentare azioni di contrasto

Dieci aree di Firenze da trasformare e studiare, per vedere gli impatti del cambiamento climatico su Co2, isole di calore, qualità dell'aria e biodiversità. Un'operazione da 4,5 milioni, interamente messi a disposizione del progetto dalla Fondazione Capellino fino al 2032, e un team di ricerca per un progetto "unico a livello internazionale", tanto che la città "diventerà un laboratorio a cielo aperto" così da realizzare "un modello di riferimento a livello nazionale e internazionale per lo studio e la sperimentazione di interventi di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico nelle aree urbane, in particolare favorendo il ritorno della biodiversità in città". Sono questi gli obiettivi del protocollo d'intesa siglato tra l'amministrazione e la fondazione, e che vedrà partner sia il Cnr-Ibe (per la parte progettuale, scientifica, esecutiva e di monitoraggio), che l'Università di Firenze per l'arboricoltura. Saranno quindi identificate 10 aree cittadine particolarmente significative per sperimentare azioni di mitigazione, scelte in relazione a caratteristiche omogenee per morfologia e materiali urbani: si va da zone ad alta densità edilizia, tipica dei centri storici, a zone via via più aperte comprensive anche di elementi vegetali, fino a comprendere aree industriali e commerciali (per esempio parcheggi) dove verranno sperimentati interventi di mitigazione prevalentemente 'nature based'. Quattro aree sono già state individuate e verranno analizzate nei prossimi mesi per poi procedere a progettare: piazza Artom; il piazzale antistante l'ingresso della Mercafir, lungo viale Guidoni; piazza Bartali; piazza Ferraris.

Inoltre è stata individuata un'area laboratorio 'pilota' a cielo aperto per la creazione di un habitat che valorizzi la biodiversità urbana, ovvero la sponda destra dell'Arno, quella che va da ponte all'Indiano all'autostrada. Qui sarà sperimentato un sistema di analisi e monitoraggio, il più possibile replicabile ed esportabile in altri contesti urbani, indirizzato a supportare scientificamente gli effetti della natura in città, dove una piccola fauna e la flora possano collaborare nel ristabilire un equilibrio nella biodiversità. "Le città sono le responsabili in Europa dell'80% delle emissioni e dell'inquinamento pur essendo il 2% della superficie, sono quindi causa del problema e la soluzione al tempo stesso. Dove, se non nelle aree urbane che si trovano ad affrontare quotidianamente i disastri causati da nubifragi e fenomeni atmosferici violenti, si può vincere davvero la battaglia contro il cambiamento climatico?", chiede il sindaco, Dario Nardella. "Sono orgoglioso che Firenze diventi un luogo di ricerca per il futuro delle città. Il fatto che questo progetto di portata internazionale viva di scienziati ed esperti fiorentini, è la dimostrazione che la città ha enormi risorse di sapere e conoscenza", aggiunge l'assessore all'Ambiente, Andrea Giorgio. "Da Firenze nasce un esempio che servirà a tutte le altre città: un'alleanza tra privato e pubblico, tra scienza e amministrazione, per progettare, studiare e verificare le migliori soluzioni possibili". (Fonte Agenzia DIRE)

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