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Martedì, 17 Maggio 2022
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‘Pezzi’. Un raccolta di racconti tra voglia di giustizia sociale e Paradiso

Il libro è un frizzante collage di undici “Pezzi”, racconti emozionanti con l’insolita caratteristica che le emozioni tramesse dall’autore a chi legge possono essere tra di loro in grande contrasto: si inizia dall’amore, dominante nella prima storia e in parte della seconda, ma presente in sottotraccia in ogni pagina; si continua con la paura, che accompagna il lettore dalla seconda e per le successive cinque fiabe noir; si finisce con la gioia, in primo piano negli ultimi quattro brani della raccolta.

La prima carta giocata da Domenico Rosa in questo libro pubblicato nel 2016 per le edizioni Tabula Fati, è quella dell’amore. Le coppie di innamorati di cui si parla delle prime due storie vivono la loro passione in città, ma in entrambi i casi almeno uno dei protagonisti è originario di quell’Abruzzo tanto amato dall’autore in cui sono ambientati in modo più o meno esplicito tutti i “Pezzi” del libro. Nella prima storia il nobile sentimento è più forte dei contrapposti ideali politici e consente ai due amanti di regalarci un piacevole dialogo, dove le loro visioni agli antipodi forse si incontrano in un comune desiderio di libertà e giustizia sociale. Col secondo brano l’amore lascia il posto alla paura e inizia il viaggio tra fantasia e realtà in cui siamo condotti nella parte centrale della raccolta.

La seconda emozione predominante è la paura, ma usata diversamente da come fanno di solito gli artisti statunitensi nelle loro opere noir a cui siamo abituati: qui la paura è vista come campanello d’allarme che può aiutare a sconfiggere una maledizione, ma anche nei “Pezzi” in cui la magia nera arriva ad uccidere uno dei personaggi principali, il timore scaturito in chi legge ispira pensieri purificatori: la morte è parte della vita stessa, un passaggio necessario che ci conduce alla vita eterna. È in questa parte del libro che sono più evidenti i dualismi tra filosofia e stregoneria, tra Paradiso cattolico e paradisi artificiali, tra Fede e credenze popolari ed è evidente l’influenza di Roberto Carlo Deri, autore col quale Domenico Rosa ha ripreso e approfondito alcuni di questi temi nel libro “Avventure in Abruzzo”.

Gli ultimi quattro “Pezzi” sono il regno della gioia. Nonostante i contesti e i periodi temporali notevolmente diversi tra loro, c’è un buon motivo per aprire il cuore a un sorriso in ognuna di queste storie, che si tratti del ritorno di un parente che tutti credevano morto in guerra, del racconto di un napoletano in grado di trasmettere buon umore anche dal letto di un ospedale, o di una moderna zingarata tipica dell’ambiente fiorentino che l’ha ispirata. Forse però è nel brano “Gino e la volpe” che emergono al meglio le doti comiche dell’autore: non a caso, nel 2014 il centro culturale Firenze-Europa “Mario Conti” ha gratificato la lezione di Gino, il campione delle carte da gioco che si dice sia in grado di far ridere anche un morto da dentro la bara, con la segnalazione d’onore al Premio Firenze.

- Domenico Rosa, abruzzese di Quadri, ha vissuto per circa sedici anni a Firenze dove si è laureato in Storia contemporanea. Nel 2009 ha pubblicato il saggio ‘Fiume dannunziana. Tra irredentismo e fantasia’ (Eclettica Edizioni, Massa). È autore con Roberto Carlo Deri di ‘Avventure in Abruzzo. Tra natura e mistero’ (Tabula fati, Chieti 2015). Già redattore di cronaca nera per “Il Sito di Firenze”, attualmente si trova in Irlanda per l’anno di noviziato con la comunità religiosa dei Missionari del Sacro Cuore di Gesù. È incammino verso la vita consacrata.

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