Giovedì, 17 Giugno 2021
Concerti Via Galoppatoio dei Barberi

Patti Smith a Firenze: il concerto all'anfiteatro delle Cascine | FOTO

La sacerdotessa del rock non poteva scegliere modo migliore per festeggiare i 40 anni del suo primo, grande album

Patti Smith mentre rompe le corde della sua chitarra

Giacca, gilet e pantaloni neri, sotto una camicia bianca come i suoi capelli, senza un velo di trucco, ma carica di empatia ed energia. Così Patti Smith, la sacerdotessa del rock, è salita sul palco, allestito all'anfiteatro delle Cascine, con la sua band: Lenny Kaye alla chitarra e Jay Dee Daugherty alla batteria, compagni di musica dal 1975 che hanno partecipato alla registrazione di Horses, il figlio Jackson Smith alla chitarra e Tony Shanahan al basso.

Una donna che non ha bisogno di scenografie per ipnotizzare la platea: balla, saluta i fan, si sposta da un angolo all'altro del palco. Senza neanche un minuto di stop Patti, Lenny, Jay, Jackson e Tony hanno creato un'atmosfera unica, quella che solo le grandi band riescono a donare. Il pubblico è da subito partecipe. Incitato a cantare, saltare, ballare, lasciando che il rock s'impossessi dei movimenti per celebrare tutti insieme i 40 anni del disco battesimo della Poetessa, Horses. L'album, uscito nel 1975 fu un salto nel futuro: poesia e rock per la prima volta insieme e senza stonature.

Dopo l'inizio scoppiettante con "Gloria" di Van Morrison, e la sua celebre frase "Jesus died for somebody's sins but not mine", Patti e i musicisti ci accompagnano in un mondo più "reggae" con "Redondo Beach", per poi passare a "Birdland", "Free Money", "Kimberly", "Break it up". Ed ancora "Privilege (Set me free)"; la complessa e bellissima, "Land" divisa in Horses/ Land Of a Thousand Dances, La Mer(De); "Elegie" un inno per ricordare chi non c'è più.

Arriva poi la famosa "Because the nightscritta insieme a Bruce Springsteen e dedicata al marito.

Un finto addio, 2 minuti dietro il tendone nero del palco ed eccoli riemergere, impugnare i loro strumenti e suonare un unico, lungo bis: "People have the Power" sulle cui note si scatena una Patti Smith incontenibile, le corde della chitarra sembrano burro tra le sue mani, ne strappa alcune e su quelle rimaste continua a suonare posseduta dalla musica, regalando uno spettacolo unico.

Una forza della natura con una carica esplosiva, la "passionaria di Chicago" non delude mai.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Patti Smith a Firenze: il concerto all'anfiteatro delle Cascine | FOTO

FirenzeToday è in caricamento