Disperazione Eataly, precari in sciopero all'ombra del Duomo

Due giorni di protesta il 30 e 31 agosto con volantinaggio davanti al negozio di Firenze

Sciopero fuori, servizio regolare all'interno. Questa è la dura vita del precariato. Affacciarsi alla finestra e limitarsi a fotografare di nascosto i "compagni" che rivendicano "Dignità" ed in mano stringono lo striscione "Mai più precari".
"Siamo stati presi in giro" spiegano Samuele De Santis ed altri ragazzi che volantinano in via Martelli a Firenze nel primo dei due giorni di sciopero proclamato grazie al supporto della confederazione Cobas provinciale, rappresentata da Alessandro Nannini.

"Avevano promesso lavoro, quello sicuro, che ti permette di pensare a una famiglia. Poi la fastosa inaugurazione con Matteo Renzi ed Oscar Farinetti. Tante parole ed oggi a distanza di pochi mesi siamo qui, mentre abbiamo visto sparire la metà dei nostri colleghi e siamo in tanti con il contratto in scadenza". Delusione, disperazione per aver creduto nel 'modello' Eataly che sembra essersi rotto sul più bello, alla vigilia di nuove aperture nazionali ed internazionali.
Una questione di "mancati rinnovi" contrattuali? Non solo. Se così fosse la soluzione potrebbe essere trovata formalmente, come accaduto in altre piazze d'Italia. Quel che colpisce sono le parole spese sulla mancata applicazione di una filosofia aziendale che puntava a fare la differenza.



"Le persone? Non esistono! Non abbiamo un trattamento dignitoso sul posto di lavoro, altro che Armonia, pensate che conosciamo i nostri turni solo il giorno prima". Alle selezioni si sono presentati veramente in tanti, colloqui conoscitivi tesi ad appurare le competenze teoriche e pratiche nella sublime arte della ristorazione. Chi è stato preso ha fatto salti di gioia. I giovani di oggi, dinamici, spigliati, pronti ad essere inseriti in un team. Che ne sanno dei diritti sindacali? A quanto pare qualcosa è sopravvissuto se oggi, a pochi passi dal Duomo di Firenze, davanti alla domanda di un passante "Cosa vi hanno fatto?" la risposta non è "Licenziati - Non assunti - Mandati via.." ma "Ci costringono a girare con questi grembiulini assurdi e a sorridere, mentre non riusciamo a coprire tutto il lavoro che ci sarebbe da fare".

"A Firenze Eataly lavora prevalentemente con i contratti interinali", lo ha affermato la Filcams-Cgil, che nelle ultime ore ha lanciato la sfida ad Oscar Farinetti chiamando al tavolo l'Azienda che i lavoratori hanno detto "Abbiamo visto solo il giorno dell'apertura, poi è stato impossibile riunirci o portare avanti una qualsiasi politica sindacale".

"Siamo stati contattati da altri ragazzi di Roma, dove a breve ci sarà movimento e anche da Bologna". Sonia Sovilla, segretaria della Filcams bolognese, parla però di una situazione tranquilla sotto le Torri, i lavoratori sarebbero stati assunti a tempo indeterminato ed i rapporti ditta-azienda sarebbero consolidati grazie ad una pressante presenza del sindacato sul posto di lavoro. Bologna ha scioperato a Pasqua, un'ora di stop per il mancato rinnovo di un giovane lavoratore, spiega la segretaria della Filcams: per il resto 38 ore settimanali e contratto fisso per tutti. 

Posto che vai Eataly che trovi. A Bari ad esempio l'apertura è stata travagliata per motivi burocratici, tanto che Farinetti si è spazientito "Così mi passa la voglia di investire in Italia". Dopo pochi mesi dall'apertura i sindacati si sono fatti sentire: "Su 170 dipendenti, 160 sono interinali, fuori da ogni parametro", ma la replica non si è fatta attendere "Con una licenza di apertura di 6 mesi non si possono fare contratti a tempo indeterminato". 

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