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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Green Pass europeo: il certificato verde Covid-19 per viaggiare senza divieti

Ha votato l'ok al alla certificazione digitale con Qr Code che permetterà di spostarsi in Europa. Chi può averlo, come funziona e che differenza c'è con le certificazioni verdi

Ieri il Parlamento europeo riunito ha votato a favore dell’introduzione del Green pass europeo. Ovvero del certificato digitale Covid-19 che è già realtà in nove paesi europei e che consente di viaggiare tra i Paesi Ue senza dover fare tamponi o quarantene se si è vaccinati oppure se si è guariti dal coronavirus. E anche in alcuni di quelli che pur non essendo "soci" dell’Ue aderiscono al progetto: Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein

Il certificato verde Covid-19 per viaggiare dal primo luglio senza divieti

Questo programma entrerà concretamente in funzione dal primo luglio. Da qui a quella data, infatti, tutti i governi dell’Unione dovranno adeguare i propri sistemi informatici e i propri uffici per distribuire il "certificato verde" e renderlo in grado di essere letto dalla "piattaforma" tecnologica predisposta da Bruxelles. Sostanzialmente il pass sarà composto da un Qr code a lettura ottica che sarà riconoscibile in tutta Europa. 
Quindi i "Green pass" emessi dal singolo Paese verranno inseriti nel Gateway, la piattaforma comunitaria che raccoglie i dati di tutti i certificati

Chi ne ha diritto?
 

  • I vaccinati - dopo quattordici giorni dall’iniezione che immunizza, il pass  durerà nove mesi. 
  • i guariti dal Covid - Per loro la durata sarà di sei mesi. 
  • Chi ha eseguito un tampone - Il pass in questo caso durerà 48 ore.

Chi rilascia i documenti  


Sarà cura dell’ente che vaccina, della struttura che ha curato il malato e del laboratorio che ha effettuato il tampone, rilasciare il primo documento. Per quanto riguarda l’Italia, è già attivo il Green pass nazionale, per passare da una regione e l’altra (soprattutto quando alcune delle aree erano considerate ancora rosse). 

Al momento non è attiva la soluzione europea. Solo nove Paesi, infatti, si sono già collegati a Gateway in modo permanente. Si tratta di Spagna, Germania, Grecia, Bulgaria, Lituania, Danimarca, Croazia, Polonia e Repubblica ceca. E allo stato sono stati emessi oltre un milione di certificati. L’Italia è pronta a collegarsi alla piattaforma comunitaria. Ha già compiuto tutte le prove tecniche e deve fare l’ultimo passaggio. Nei prossimi giorni il sistema sarà dunque operativo anche nel nostro Paese. E sarà collegato a due App già abbastanza diffuse: Io e Immuni. Per la prima, scaricata da molti italiani per partecipare al cashback, si accede con lo Spid o con la carta di identità elettronica. Va tenuto presente che dal prossimo mese tutti gli Stati membri dovranno accettare questa procedura.
Nell’attesa che il primo luglio entri in vigore il certificato vaccinale Ue gli Stati si organizzano con regole proprie, vediamo quindi quali sono le regole vigenti al momento da noi e nel resto d’Europa

Dove si usa il certificato verde in Italia
 
Il pass serve per visitare gli anziani nelle case di riposo così come per partecipare, a partire dal prossimo 15 giugno, a banchetti di nozze e unioni civili. Vale anche per i rinfreschi di battesimi, comunioni e cresime. Il certificato è indispensabile anche per spostarsi nelle regioni che malauguratamente ritornino in zona arancione o rossa. Il green pass è poi indispensabile per un cittadino europeo che voglia entrare in Italia, bypassando la quarantena obbligatoria. 

Come funziona all'estero 

Ogni Paese Ue ha approvato una propria normativa sul passaporto vaccinale. Per andare in Francia da oggi basterà esibire alla frontiera francese il solo certificato vaccinale (con la seconda dose somministrata da almeno 14 giorni). In alternativa potremo entrare nel Paese con l’esito di un tampone negativo processato almeno 72 ore prima dell’arrivo. Stesse regole per chi intenda visitare la Grecia. Per andare in Spagna servirà un test molecolare (effettuato entro 72 ore dalla partenza). I tamponi rapidi non sono validi. 

Assai rigida la disciplina britannica. Non solo bisognerà esibire all’arrivo l’esito di un tampone molecolare negativo, effettuato nelle 72 ore precedenti (tradotto in inglese, francese o spagnolo). Ci si dovrà sottoporre anche a un isolamento di 10 giorni durante il quale scatteranno due tamponi.

L’ingresso negli Stati Uniti è vietato ancora a chi si trovava in uno dei Paesi dell’area Schengen (tra cui l’Italia) nei 14 giorni precedenti l’arrivo. 

Le regole per il rientro in Italia  

L’iter da seguire per ritornare a casa da un viaggio all’estero dipende dal Paese di partenza. Chi arriva da uno Stato dell’Unione (oppure dal Regno Unito) dovrà esibire un tampone negativo (vecchio al massimo di 48 ore) oppure trascorrere dieci giorni in isolamento fiduciario (con test finale). Se si parte dagli Usa, bisognerà mostrare l’esito di un test negativo effettuato nelle 72 ore precedenti, comunicare il proprio ingresso in Italia ed effettuare una quarantena di 10 giorni con test finale.

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