Ponte Vecchio chiuso per la Ferrari ma il permesso arriva il giorno dopo

L'atto per la concessione del suolo pubblico per il "Ferrari Cavalcade" porta la data di due giorni successivi all'evento, quella di lunedì primo luglio. Grassi e De Zordo: "Come è possibile farlo rispettare il giorno dopo?"

L’atto per la concessione del suolo pubblico per poter allestire sul Ponte Vecchio la ''Ferrari Cavalcade'', il ricevimento esclusivo per i top client del Cavallino per il cui svolgimento lo storico ponte è stato chiuso per diverse ore, porta la data di due giorni successivi all'evento, quella di lunedì primo luglio. Ad accorgersene sono stati i consiglieri comunali di opposizione alla giunta del sindaco Matteo Renzi Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, i quali sottolineano anche che il documento obbligava comunque a “lasciare sempre liberi 3,5 metri lineari sul ponte”.

LA VICENDA ARRIVA IN SENATO

“Come è possibile farlo rispettare il giorno dopo?”, chiedono i due consiglieri. La vicenda aveva diviso i commercianti, tra i quali i titolari delle botteghe orafe del ponte, e suscitato polemiche tra cittadini e turisti i quali avevano lamentato che nessuno aveva preventivamente informato della chiusura del ponte, durata dalle 17 alle 23 di sabato 29 giugno, orario durante il quale nessuno tranne gli invitati potevano attraversarlo.

RENZI: "VICENDA IN TRIBUNALE"

“Come si può ritenere che siano state rispettate tutte le norme e i regolamenti se anche le autorizzazioni sono successive all'evento? Ormai a Firenze con l'Amministrazione Renzi tutto può accadere, ma temiamo che in questa occasione si sia superato ogni limite di decenza. Sulla vicenda il Sindaco Renzi ha fatto una pessima figura e ha utilizzato mezzucci della peggior politica per coprire il suo operato, come annunciare 120.000 euro per coprire un buco di bilancio sulle vacanze per i ragazzi disabili quando non c'erano né i soldi né il taglio, utilizzando la Città e i suoi monumenti, sfruttando il proprio potere discrezionale per accaparrarsi nuovi supporter e facendo favori a soggetti economici forti che magari potrebbero nel momento giusto restituire il favore”.

“Il Comune – replica l’assessore allo sviluppo economico Sara Biagiotti ha agito rispettando le procedure e nel momento in cui si è realizzata la manifestazione tutte le autorizzazioni erano materialmente presenti. L’atto finale per la concessione del suolo pubblico per lo svolgimento dell’evento e' un atto dovuto, costituito dalla somma di più documenti e procedimenti che erano stati formalizzati per il giorno dell’evento”.

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