Chianti: pioggia di investimenti per l'energia 'green'

Dalla scuola ‘intelligente’ di Barberino Val d’Elsa alle due centrali a cippato a Greve e San Casciano per il riscaldamento di impianti sportivi

Il Comune di Greve in Chianti ha scommesso sull’energia del bosco. La centrale a cippato di via Colognole è la prima della Toscana progettata e realizzata con l’obiettivo di rispondere al fabbisogno energetico e riscaldare una piscina comunale e gli impianti sportivi connessi attraverso l’utilizzo delle biomasse legnose di provenienza chiantigiana. Cippato vergine di qualità che, bruciando in un impianto costituito da due caldaie telegestite della potenza complessiva pari a 500kWt, si trasforma in energia pulita e produce l’1 per cento di cenere, rispetto al volume complessivo delle biomasse, da utilizzare come ammendante in grado di restituire sali minerali alla terra da cui proviene.

“L’amministrazione comunale, considerata la riduzione dei costi generali legati alla gestione della piscina alimentata dal nuovo impianto – ha commentato il sindaco Paolo Sottani - accede ad importanti benefici economici, risparmieremo in termini di spesa oltre 20 mila euro all’anno nell’attività di conduzione della piscina”. Ma gli investimenti nei Comuni del Chainti per l'energia 'ecologica' non sono finiti qui.

La scuola primaria di Barberino Val d’Elsa si estende su una superficie complessiva di oltre 3mila metri quadri ed è caratterizzata da soluzioni architettoniche volte a favorire il risparmio energetico come le aperture a vetro, l’impianto di riscaldamento radiante a pavimento alimentato da sonde geotermiche, le batterie fotovoltaiche e i pannelli solari termici sulla copertura per la produzione di acqua calda sanitaria. La nuova struttura- costata sette milioni di euro - si compone di dieci aule. I 122 bambini iscritti alla primaria Andrea di Barberino hanno a disposizione una biblioteca, vari laboratori, tra cui quello di pittura, musica, scienze, una sala riservata agli insegnanti, un refettorio, un’aula magna/palestra.

La centrale a biomasse di Cerbaia, attiva da sette anni, ha una potenza pari a 348 kw ed è costata circa 250mila euro, di cui oltre 100mila euro finanziati da contributi regionali. E’ un investimento che permette al Comune di risparmiare 10mila euro l’anno. L'impianto riscalda la scuola primaria, la scuola per l'infanzia e il centro socio-culturale di Cerbaia. La tecnologia dell'impianto permette di sfruttare materiale legnoso proveniente dai residui dei tagli boschivi e delle potature potature di frutteti, di viti e di olivi, poi trasformato in cippato.

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