Tentata violenza sessuale: "Mentre tentava di violentarmi ha cercato di strangolarmi"

Lo ha raccontato ieri al gip la donna che lo scorso 24 agosto si è svegliata nel suo letto con il vicino disteso nudo sopra di lei

Ha confermato la versione resa ai carabinieri il giorno dopo la tentata violenza sessuale subìta dal vicino, un cittadino peruviano di 22 anni. Ma anche aggiunto un particolare “inedito”: l'uomo - probabilmente ubriaco quando si è introdotto nel suo appartamento, è salito sul suo letto, si è spogliato e ha tentato di violentarla - avrebbe anche tentato di strangolarla, afferrandola al collo e stringendola con violenza.

La vittima, una cittadina giordana di 35 anni, è comparsa ieri mattina negli uffici del gip Maurizio Caivano del tribunale di Firenze per l'incidente probatorio in cui ha cristallizzato la sua versione su quanto accaduto lo scorso 24 agosto: 5 minuti da incubo, durante i quali la donna ha lottato con tutte le sue forze per scampare alla violenza sessuale. Il suo vicino, difeso dall'avvocato Maurizio Muncibì, è stato descritto come una persona “taciturna e gentile” dalla donna, che lo conosce da tempo. “Mai mi sarei aspettata un simile atteggiamento da lui” avrebbe aggiunto.

Secondo quando ricostruito dai militari che dopo la denuncia della donna - ascoltata all'ospedale di Careggi, dove si era recata subito dopo i il tentato stupro - sono rusciti a rintracciare il responsabile e arrestarlo per tentata violenza sessuale e violazione di domicilio, quest'ultimo sarebbe penetrato nell'appartamento nel modo più semplice: con le chiavi di casa.

Le avrebbe prese alla madre, con cui abita, che si occupa delle pulizie dell'appartamento in cui è avvenuta la tentata violenza. A “incastrare” il 22enne sarebbero stati, tra l'altro, alcuni graffi trovati sul suo corpo dai carabinieri coordinati dal pm Christine Von Borries. Segni inequivocabili della resistenza della donna allo stupro.

Intanto l'uomo continua ad attendere dietro le sbarre, a Sollicciano, il giorno in cui verrà processato. La sua difesa ha chiesto al gip che la misura della custodia cautelare in carcere cui è sottoposto venga attenuata in quella degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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