Scontri tra lavoratori cinesi e polizia a Sesto, Rossi: "Chi ha sbagliato pagherà"

Il sindaco Falchi: "Irremovibili su legalità". Stella: "Ritirare i permessi di soggiorno"

Foto Twitter

Dopo i violenti scontri di ieri sera all’Osmannoro sono stati arrestati due cittadini cinesi con l'accusa di resistenza a  pubblico ufficiale e lesioni: l’imprenditore 49enne che si è ribellato di fronte ai controlli, ferendo anche lievemente un poliziotto e un carabiniere, e un suo dipendente, 46enne, che ha ostacolato l’arrivo dell’ambulanza.

I due questa mattina sono stati sottoposti per direttissima a processo nel tribunale di Novoli, davanti al quale una cinquantina di connazionali si sono riuniti (dopo un primo momento all’interno del Palazzo di Giustizia) per esprimere solidarietà ai due fermati, esponendo uno striscione con la scritta: “Legge uguale per tutti, vogliamo giustizia”.

Dopo gli scontri di ieri nella zona industriale di Sesto Fiorentino, fioccano i commenti politici. “Quanto accaduto preoccupa molto. Sul rispetto delle regole e della legalità, specie nei luoghi di lavoro, saremo irremovibili”, commenta il neo sindaco di Sesto Fiorentino, eletto meno di due settimane fa, Lorenzo Falchi, che ieri sera si è recato sul luogo degli incidenti intorno alle 21, rimanendoci per tutto il tempo dell’intervento delle forze dell’ordine.

"Un controllo della Asl in un'azienda cinese a Sesto Fiorentino provoca una rivolta e scontri con le forze dell''ordine. Sia chiaro che il progetto della Regione Toscana per la sicurezza sul lavoro e la legalità andrà avanti”, scrive il presidente della Regione Enrico Rossi su Facebook, che conclude: “Chi ha sbagliato dovrà pagare”.

“Vengano ritirati i permessi di soggiorno ai cittadini cinesi coinvolti, chiuse immediatamente le ditte irregolari, fatti controlli a tappeto contro ogni forma di abusivismo”, chiede Marco Stella, Forza Italia, vicepresidente del consiglio regionale della Toscana.

Intanto, proseguono gli accertamenti di Digos e forse dell’ordine sui cittadini cinesi che ieri sera hanno partecipato agli scontri: circa 300, dopo un’iniziale protesta che aveva coinvolto “solo” i 60 dipendenti della ditta ispezionata.

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