Omicidio a Scarperia: funerale e lutto cittadino per il piccolo Michele

E' ancora a Solliciano il padre Niccolò Patriarchi

Oggi Scarperia-San Piero a Sieve piange la morte del piccolo Michele, ucciso a coltellate dal padre lo scorso 14 settembre nella loro casa di Sant'Agata. L'uomo, Niccolò Patriarchi, sarebbe stato colto da un 'raptus d'ira' e prima di finire il piccolo Michele, di appena un anno, avrebbe tentato di uccidere la compagna Annalisa e la loro figlia più grande (di 7 anni).

In forma strettamente privata si è tenuto il funerale di Michele mentre alle 11 tutto il Comune si è fermato per ricordare il piccolo. In Piazza dei Vicari hanno suonato le sirene delle vetture delle forze dell'ordine mentre sono state abbassate le saracinesche in tutti gli esercizi commerciali del paese dalle 10 e 45 alle 11.

"Ci fermiamo un minuto per la memoria di Michele ma anche per sostenere la piccola Virginia", ha detto il sindaco di Scarperia-San Piero a Sieve Federico Ignesti che ha trattenuto a stento le lacrime. Il gonfalone del Comune sarà listato a lutto per tutto il giorno. 

L'amministrazione comunale ha riferito che si costituirà parte civile nel processo contro Patriarchi.

Proprio questa mattina il tribunale per i minorenni di Firenze sta ascoltando in udienza gli operatori dei servizi socio-sanitari della Società della Salute dei Mugello che in passato hanno avuto in cura Niccolò Patriarchi.

I giudici hanno anche sospeso la potestà genitoriale per Patriarchi e gli incontri padre-minore con la figlia più grande che era presente al momento dell'uccisione dei fratellino. Il tribunale, dopo aver ascoltato gli operatori e una psichiatra dei Centro cognitivo comportamentale di Firenze che ha avuto in cura Patriarchi, deciderà sulla revoca definitiva della responsabilità genitoriale sulla figlia richiesta dalla procura per i minori.

Ci sono ancora molto interrogativi in merito alle condizioni psichiatriche del 34enne. I motivi per cui sia scoppiata una lite così violenta rimarranno ignoti a lungo. I vicini spesso sentivano urlare i due ma nessuno si sarebbe aspettato una tragedia simile. Nella casa di Sant'Agata, dove è successa la tragedia, ci sono ancora i sigilli dei carabinieri e le macchie di sangue sul muro. Qualcuno ha lasciato dei girasoli all'ingresso dell'abitazione.

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