Scandicci Scandicci / Via del Parlamento Europeo

Scandicci, abbandonato da oltre 20 anni: cosa farà il Governo del Palazzaccio?

Doveva essere il centro di calcolo dei 740 del Centro Italia, poi l'arrivo dei lettori ottici l'ha messo ko. Da allora molti appelli e missive sono partiti da Scandicci, ma ancora nessuna risposta

Il governo italiano opta per il passaggio di alcune proprietà demaniali non utilizzate al Comune di Firenze e a Scandicci non può che venire il mente il Palazzaccio. Infatti la struttura non è nell'elenco dell'accordo Pinotti - Nardella, che prevede progetti di riqualificazione per otto immobili dismessi. Come ad esempio la Caserma Gonzaga, che sorge proprio al confine tra i due comuni. La domanda sorge spontanea: cosa farà del gigante di cemento il governo dell'ex presidente della Provincia, ora premier, Matteo Renzi? 

STORICO - Una classica storia all'italiana, quella che vi vogliamo raccontare ed ha per protagonista una vera e propria cattedrale nel deserto, un edificio che doveva essere il centro del Ministero della Finanze, ma che per adesso è solo un sorvegliato speciale. Questa storia inizia a Scandicci all'uscita del casello autostradale dell'A1 tra il 1991 ed il 1994.

Tre piani di cemento armato, costati la bellezza di circa 120 miliardi di vecchie lire, un vero e proprio monolite che per tutti gli scandiccesi è diventato il “Palazzaccio”. In teoria doveva diventare il centro per la gestione dei "740" delle regioni del Centro Italia, ad oggi è solo un edificio enorme, abbandonato, e che forse non sarà mai completato. Si parla di 28.700 metri quadrati di superficie edificata su un lotto di 58.000.

I lavori procedono alacremente per i primi anni per quello che doveva diventare il bunker del Ministero delle Finanze. Poi il progresso tecnologico e l'arrivo della lettura ottica delle dichiarazioni dei redditi  - quindi tutte i modelli 740 cartacei non avevano più bisogno di una casa - fa stoppare i lavori. L'edificio non è più una priorità.

I lavori sono fermi da quasi vent'anni, del caso se ne è occupato anche Striscia la Notizia: il Gabibbo in persona è arrivato a Scandicci per ben 2 volte. La prima nel 1999. Poi la nuova incursione a ottobre del 2013, ma anche questa volta nulla si è mosso.

Nei progetti iniziali la struttura, che sorge in Via del Parlamento Europeo all'interno della zona industriale di Scandicci, doveva essere appunto il centro di calcolo del ministero delle Finanze, come era successo anche in altre regioni Lombardia, Lazio ed anche Veneto.

Da Scandicci ogni anno sono partite, missive, lettere, appelli ai vari ministri, dei vari governi che si sono succeduti, per capire, chiedere che il palazzo delle Finanze fosse utilizzato. Nel 2003 fu siglato dal sottosegretario all'Economia e dall'allora sindaco Giovanni Doddoli un protocollo d'intesa per la valorizzazione della struttura. Un accordo in cui veniva previsto che il Demanio si impegnava a presentare un progetto di riutilizzazione dell'intera struttura ed in più si impegnava anche a vendere l'edificio e a versare al comune di Scandicci una percentuale degli oneri di vendita. Poi è stata la volta di Padoa Schioppa nel 2007, poi Giulio Tremonti, ed il Palazzaccio resta sempre lì costruito all'85%. 

In seguito l'area è passata a Fintecna e non è stato più venduto. Giorno dopo giorno, mese dopo mese le voci sulle possibili destinazioni si sono susseguite. Prima gli uffici della Asl, poi polizia e guardia di finanza. Addirittura sbucò fuori anche il nome dei fratelli Della Valle, ma fu un altro buco nell'acqua. Stesso copione con Ferragamo e Targetti.

Dall'ultimo protocollo è passato più di un anno, del 15% nessuna traccia, e il gigante di cemento piano piano sta andando in decadenza. Non si riesce a venderlo, specialmente adesso, con la crisi economica che non dà respiro, anche se è inserito nel regolamento urbanistico 2012-2017, dove vengono previste anche nuove destinazioni d'uso. Il caso rimane aperto ed il Palazzaccio rimane lì come esempio di come vanno le cose in Italia.   

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