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Vi presento "il mostro ecologico di Scandicci" e i suoi 18 ettari di cemento | FOTO

Cinque maxi capannoni che sorgeranno tra via del Padule, via Newton e via Charta 77 ed a cui stanno lavorando dal 1978. Alessandro Martini, il consigliere di Più Scandicci: "Mostro di cemento sull'ambiente e sulle colline"

“Un mostro ecologico alle pendici della Collina di San Martino alla Palma” è l'allarme del consigliere comunale di Più Scandicci Alessandro Martini che questa mattina ci ha portato a fare un giro dell'immensa costruzione. Una visita in cui il consigliere comunale denuncia lo stato di avanzamento dei lavori del progetto del Comune di Scandicci previsto per l'aerea denominata PA4 Padule e si chiede se in un momento di crisi economica come questa è utile portare avanti un progetto iniziato ben 35 anni fa con condizioni socio economiche molto diverse.

Il progetto Villaggio Artigiano – spiega il consigliere Martini di Più Scandicci declinazione locale di Più Toscana - risale al 1978. Era stato ideato quando c'era l'effettiva esigenza degli artigiani di Firenze di venire via dalla città per allargarsi nella zona periferica, per una questione di spazi, costi e anche opportunità logistiche. Ad oggi dopo 35 anni in un contesto economico come quello che abbiamo adesso che significato ha continuare in un progetto del genere?”.

Il complesso di cui parla Martini a termine dei lavori sarà formato da 5 edifici, tutti maxi capannoni su una superficie di circa 18 ettari, un'enormità, che sorgerà tra via del Padule, via Newton e via Charta 77.

“Si tratta di un complesso faraonico – continua Martini - per il quale una volta terminato non c'è alcuna certezza venga abitato da imprese o artigiani. La cosa che mi turba di più è l'effetto che ha questo “mostro di cemento” sull'ambiente e sulle colline difronte. Dove abbiamo la villa storica degli Antinori e la chiesa di San Martino alla Palma. Due gioielli storici un vanto per tutto il territorio di Scandicci”.

 

Il consigliere di Più Scandicci, inoltre, sottolinea che ha fatto molte interrogazioni sulla questione, ma che le risposte non sono state soddisfacenti, solo una volta l'assessore alle attività produttive Giorgi ha risposto, che dietro il progetto ci sono investimenti privati.

L'altra perplessità del consigliere Martini è che si “costruisce un'opera così faraonica quando ci sono già strutture industriali non utilizzate”. Vicino all'enorme cantiere infatti , ci sono una serie di capannoni industriali dismessi, a partire dalla Ex Isi, per passare poi alla Matec, Moranduzzo, ed all'Ex Superpila e la Fera Spa”.

“Sarà l'ennesima cattedrale nel deserto – sottolinea nuovamente il consigliere Martini - con un impatto ambientale preoccupante. Trovo strano che nessuna associazione ambientalista si sia interessata, sia venuta a controllare la situazione, quando a volte se si taglia un albero per fare un parcheggio succede il pandemonio”. La richiesta del consigliere è semplice, "ridimensionare il progetto investendo le risorse risparmiate in altri settori come quello del sociale”.

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