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Scandicci, licenziamenti o tagli ai salari: i lavoratori della Commprove scioperano

Angelini (Fiom): proposte inaccettabili, la riduzione parta da quelli dei manager

Un incontro, quello che si è tenuto ieri in Provincia, che doveva chiudere positivamente la vertenza dei lavoratori della Commprove di Scandicci, ditta che si occupa di materiali elettrici per produttori e grossisti, aperta alla fine di marzo con un procedura di mobilità per 9 lavoratori, invece, tutto da rifare. Una vera e propria doccia fredda, come se tutti gli incontri svolti in sede sindacale e istituzionale non avessero avuto luogo.

Durante l'incontro l'azienda ha fatto marcia indietro su tutto e ha ribadito la volontà di arrivare a licenziamenti senza l'utilizzo degli ammortizzatori sociali o in alternativa la riduzione strutturale del salario.

“Negli anni passati infatti – ha commentato Stefano Angelini della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze, - il management si è concentrato su una gestione di tipo speculativo, in ottica di aumento del valore dell’azienda e vendita al miglior offerente. Dal punto di vista tecnico-organizzativo invece, nonostante le sollecitazioni e gli allarmi lanciati dai lavoratori, nessun serio intervento è stato effettuato per migliorare l’efficienza dei reparti, introdurre nuovi metodi e tecniche, ridurre gli sprechi”.

Tutta questa situazione, inoltre, arriva in un momento di crisi finanziaria e ed incertezza e di rapporti delicati con i clienti come spiegano dalla Rsu dell'azienda "la procedura di mobilità attualmente in corso non sarebbe in nessun caso risolutiva di questi problemi, i quali a nostro avviso sono di carattere organizzativo e gestionale."

Un "no" secco alle richieste dell'azienda arriva dal segretario della Fiom Cgil di Firenze Stefano Angelini: "Le proposte avanzate stamattina sono inaccettabili perché non risolutive della situazione e perché volte a far ricadere i maggiori disagi esclusivamente sui lavoratori. Chiediamo con forza un incontro ai vertici aziendali per aprire una discussione sul piano industriale e proponiamo che, se una riduzione dei salari fosse inevitabile, questa parta dalla riduzione del salario dei manager e dei costi delle consulenze, dall’azzeramento dei benefit”.

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Al termine degli incontri di ieri, i lavoratori hanno scioperato per tutto il resto della giornata e si riservano la possibilità di mettere in campo nuove iniziative.

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