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Trasporti pubblici e rientro a scuola: il modello Toscana funziona / VIDEO

Il sistema messo in piede regge bene la prima settimana di apertura

 

Il sistema di trasporto pubblico locale regge bene la ripresa delle scuole superiori (per adesso limitata al cinquanta per cento) dopo la conclusione delle festività natalizie. Un obiettivo sudato, 21mila gli studenti che sono tornati a scuola nella sola città metropolitana, volto ad evitare assembramenti alle fermate e sui mezzi. 

Un piano che ha sfruttato di scaglionamenti di orari e ha visto un dispiegamento di centinaia di operatori tra polizia municipale, steward, facilitatori, volontari e forze dell’ordine. 

Alla ripresa delle lezioni (lunedì scorso, ndr) l’assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli aveva spiegato come la Regione Toscana, tra le poche ad aver riaperto la didattica in presenza insieme ad Abruzzo e Val d'Aosta, avesse compiuto uno sforzo consistente per far funzionare tutto al meglio. “Abbiamo aggiunto 329 bus sulla base delle richieste delle Province e della Città metropolitana”.

Delineando come siano anche stati superati dei limiti strutturali: “La Toscana ha poco meno di 3000 bus e di certo non avremmo potuto raddoppiare la nostra dotazione, visto il limite di capienza al 50%. Ma organizzando, affinando, confrontandoci, collaborando con gli assessorati alla salute ed alla scuola è stato risolto”. 

Sul fronte dei trasporti la pandemia ha ovviamente cambiato le carte in tavola, imponendo delle corse mezze vuote e non al massimo della capienza, una situazione che sta portando ad un completo ripensamento del servizio. 
 

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