Sciopero per la Gkn: in migliaia alla protesta in Piazza Santa Croce / VIDEO - FOTO

Dopo essersi raccolti in Santa Croce hanno sfilato sui Lungarni per manifestare solidarietà ai 422 dipendenti licenziati

L’odore acre dei fumogeni, rullio di tamburi e cori per gridare che qui non ci si arrende. Questa mattina in migliaia si sono presentati in Santa Croce per partecipare allo sciopero indetto dai sindacati confederali per proteggere i 422 lavoratori della Gkn dopo che un fondo d’investimento inglese, Melrose Industries, ha deciso di chiudere il sito produttivo di Campi Bisenzio. 

Gli operai, accompagnati anche dalle famiglie, si sono fatti sentire almeno quanto la protesta sotto la prefettura dei giorni scorsi quando la proprietà - collegata in video - tramite avvocato ha ribadito la sua scelta al tavolo convocato dal ministero dello Sviluppo Economico. 

La manifestazione di oggi è stata chiamata "Firenze difende il lavoro". Il corteo dei lavoratori è stato aperto da un maxi striscione con su scritto il loro motto, ripreso dalla Resistenza, "insorgiamo". "Siamo entrati in piazza con la bandiera dell'Anpi e quella originale della brigata Sinigaglia perché i ventenni bui a volte capitano nella storia, ma c'è un giorno in cui finiscono. E io non so se questo è il giorno, ma so che abbiamo l'obbligo di provare a insorgere, di provare a trasformare questa lotta in una mobilitazione più generale, altrimenti non ci salviamo. E Firenze suoni la Martinella per dire che entriamo in guerra e che bisogna liberarsi. Insorgiamo insieme", ha gridato Dario Salvetti, della Rsu aziendale. 

In piazza sono scesi anche amministratori locali, associazioni e partiti. Tutti hanno voluto manifestare il proprio dissenso e stringersi al fianco degli operai contro una scelta che si abbatterà sull’intero territorio. A sostenere i metalmeccanici anche la bandiera viola Giancarlo Antognoni. Dopo gli interventi sul palco i lavoratori hanno sfilato sul Lungarno.

“Questa piazza dice chiaramente che Firenze e la Toscana non accettano il comportamento oggettivamente vergognoso di chi si è rapportato a 422 lavoratori e alle loro famiglie nel modo più arrogante, senza nemmeno un tavolo di discussione ma con una mail che sostanzialmente li metteva a casa, saltando ogni procedura negoziale e garanzia della dignità dei lavoratori” ha tuonato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

“E’ stato perpetrato un atto di violenza inaudita - ha chiosato Paola Galgani (segretaria generale Cgil Firenze) - non solo verso i lavoratori e le lavoratrici della Gkn, ma anche verso un’intera comunità e verso le istituzioni che la rappresentano. E oggi la piazza di Firenze ha dato una risposta importante fatta di lotta, mobilitazione e solidarietà, per questa e per tutte le altre tante vertenze, e così si andrà avanti. Abbiamo bisogno che la politica si riappropri del proprio ruolo, non è possibile che un qualsiasi amministratore delegato conti più dell’interesse generale. Si può fare: lo ha dimostrato il sindaco di Campi Bisenzio firmando un’ordinanza che prima ancora che un atto amministrativo è un atto politico, di chi sceglie da che parte stare”.

"Oggi qui in Piazza S. Croce - ha affermato il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - perché è qui che la politica deve stare, anzi sono sorpreso di essere solo fra gli esponenti politici nazionali. La vertenza Gkn è importante perché rischia di essere un precedente. L'idea che paghino i lavoratori, quelli per cui il Paese è rimasto in piedi nel momento più duro, è inaccettabile".  

Il sindaco di Firenze e della Città Metropolitana, Dario Nardella, ha chiesto l’intervento del premier per risolvere la situazione. "Bene i ministri Orlando, Giorgetti, la viceministra Todde", ma ora sulla Gkn è il turno del premier Mario Draghi.  "Sarebbe auspicabile che intervenisse con la sua autorevolezza il presidente del Consiglio Draghi", ha spiegato ai giornalisti, "perché se questa vicenda passa indolore, con i licenziamenti, si può creare un pericolosissimo precedente su come si gestiscono le relazioni sindacali e sui comportamenti dei fondi finanziari, che hanno il controllo di importanti gruppi industriali". Insomma, si chiede un intervento deciso del governo. Il punto, infatti, è che le istituzioni si trovano di fronte a "un fatto inedito, nelle forme e nei modi. I proprietari si nascondono dietro un filtro costituito perlopiù da avvocati, e questo rende praticamente impossibile una vera negoziazione". Detto questo per il sindaco quella di Firenze è stata "una risposta forte, civile e democratica". E ha aggiunto guardando i gonfaloni dei Comuni sfilare accanto alle bandiere dei sindacati: "Tra istituzioni e lavoratori non ho mai visto così grande coesione come in questo momento. È un messaggio fortissimo non solo all'azienda, che finora si è comportata in modo inaccettabile e inqualificabile, ma anche la governo".  

Schierato con la fascia tricolore indosso c'era anche il sindaco di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, che nei giorni scorsi aveva firmato un'ordinanza per impedire ai tir di raggiungere lo stabilimento e portare via i macchinari dalla fabbrica. Che in piazza ha messo tutti in guardia: "Questa vicenda durerà ancora a lungo. Serve quindi la massima attenzione, perché rappresenta uno spartiacque non solo per l'area fiorentina, ma per il Paese".  

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