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Palestre e sport, la protesta: "Non fermate la riforma. Vogliamo essere ascoltati!" / VIDEO

Il Comitato italiano scienze motorie: "Serve un albo per tutelare gli operatori del settore"

 

Questa mattina proteste nelle piazze toscane del Comitato italiano scienze motorie. In Santa Maria Novella hanno manifestato laureati in scienze motorie e diplomati Isef che hanno avanzato delle richieste al governo. La prima richiesta è quella di avere un interlocutore nel nuovo governo, infatti lo Sport non ha un ministero dedicato come nel Conte bis ma la delega sarà tenuta dal premier o presa in carico da un sottosegretario. “Vorremmo avere una figura di riferimento che abbia margini di manovra - spiega Anna Goddi del comitato”. 

La protesta di questa mattina vuole portare un po’ di chiarezza, facendo emergere lati più sanitari connessi all’ambiente delle palestre strettamente legati alla figura del chinesiologo. “Non pensate che il nostro mondo sia solo il fitness. Tutt’altro. In stallo ci sono persone con patologie varie: disabilità psicologica, cardiopatici, diabetici e malati oncologici”. “Con loro non esiste il rischio assembramenti, in quanto si lavora in gruppi contenutissimi, spesso in un rapporto di uno a uno”.

Ambito, peraltro, in forte sofferenza a causa delle chiusure imposte per arginare il Covid-19. Per questo il comitato chiede anche una tutela per i gestori delle palestre. “Concordiamo con il rinvio del pagamento delle tasse, ma se non si può lavorare sarà dura pagarle anche nei prossimi mesi”. Il problema interesserebbe, secondo le stime riportate, circa il sessanta per cento delle strutture italiane. 

Il comitato, creato nel 2016, con 80mila leve nell’intero sistema, chiede anche maggiori tutele per gli operatori del settore. “Manca un albo, un ordine professionale che possa rappresentarci e portare ad una regolamentazione anche per quello che concerne i fini pensionistici”. Nel settore spesso si lavora con contratti a collaborazione sportiva che però non sempre contemplano tutele come malattia e ferie pagate. 

Inoltre si chiedono riforme strutturali. Come l’introduzione di una figura ad hoc nella scuola primarie: “Proprio quando si è bambini serve l’attività, infatti è in questa fase che c’è un’esplosione nell’apprendimento”.

Infine una corsa contro il tempo per non perdere il lavoro già fatto. Il comitato chiede che non vada perduta la riforma dello sport, in scadenza il 28 febbraio, bloccata dalla crisi di governo, che interessa il professionismo femminile, l’ingresso dei paralimpici nei gruppi militari sportivi, il riordino delle disposizioni in materia di enti sportivi e la disciplina tributaria degli enti. 


  

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