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Omicidio di via Rocca Tedalda, la polizia: "Così l'abbiamo catturato"

Le parole di Antonino De Santis, capo della squadra mobile fiorentina

 

La polizia di Stato ha fermato l’uomo ritenuto responsabile dell’omicidio di Fulvio Dolfi, avvenuto in via Rocca Tedalda lo scorso 16 luglio.

E' un uomo di 74 anni, originario di Cagliari, un vicino di casa della vittima, che la squadra mobile ha rintracciato e fermato il 24 luglio scorso, con l’accusa di omicidio aggravato dall’aver commesso il fatto con crudeltà. Si chiama Bernardino Lai.

Erano stati i cani di una vicina di casa che avevano fiutato la porta di ingresso dell’appartamento con insistenza, unito al fatto di non vedere il padrone di casa da qualche giorno, che ha ingenerato il sospetto nella donna che fosse successo qualcosa di grave.

L’arrivo della polizia sul luogo ha tramutato il sospetto in certezza una volta che è stato trovato il corpo senza vita del proprietario dell’appartamento.

I segni sul cadavere, trovato con evidenti ferite di arma da taglio, hanno subito mostrato una morte violenta, corroborata dall’aver rilevato, da parte della polizia scientifica intervenuta sul luogo, tracce di sostanze ematiche estranee alla vittima.

Ma è stato la capillare perquisizione dell’edificio che ha rilevato ancora tracce di sangue nell’appartamento di un vicino di casa non presente sul posto, così come il rinvenimento di un coltello subito sequestrato e che, già prima delle analisi scientifiche, era stato ritenuto possibile arma del delitto.

Non solo: il sopralluogo ha anche rilevato ulteriori tracce ematiche in diversi punti della scena del crimine che erano stati oggetto di tentativi di ripulitura.

Gli indizi portavano tutti in un’unica direzione: quella del vicino di casa non presente nella propria abitazione al momento dell’intervento di polizia.

Le indagini tecniche e l’attività info investigativa hanno poi permesso di localizzarlo, scoprendo che si era recato in Sardegna per poi fare rientro a Firenze ed è stato proprio in quel momento che è stato fermato, sorprendendolo con ancora evidenti segni di lotta sul corpo.

L’uomo si trova attualmente associato al carcere di Sollicciano dopo la convalida del fermo e della contestuale applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

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