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L’argento vivo di Federica Stufi: la pallavolista fiorentina ha la Serie A nel DNA

Da dicembre fa parte dell’Azimut Giorgione che punta da tempi non sospetti all’A2: grazie ai suoi punti l’ambizioso obiettivo può diventare realtà

Una sfida con sé stessa, con il pallone, con il gioco. È così che Federica Stufi ha spesso definito il volley, lo sport che la vede protagonista da quando è una bambina e con cui sa regalare emozioni sempre nuove. Ed è di certo una sfida quella accettata lo scorso mese di dicembre dalla giocatrice fiorentina, la “discesa” in B1 per sposare l’ambizioso progetto dell’Azimut Giorgione. Federica si è subito sentita a casa in quel di Castelfranco Veneto, facendo aumentare ancora di più la convinzione nei propri mezzi del club che punta alla Serie A.

La squadra trevigiana è infatti capolista del girone B, già sicura di partecipare ai play-off promozione e con una Stufi in più si può davvero sognare a occhi aperti. L’ennesima conferma in questo senso si è avuta sabato scorso quando l’Azimut ha affrontato in trasferta l’Enercom Crema. Il 3-1 è stato agevolato anche e soprattutto dai 14 punti di Federica Stufi, miglior realizzatrice in assoluto della partita.

È il segnale che darà il massimo fino all’ultimo, lei che è abituata ai palcoscenici prestigiosi della Serie A e che vuole conquistarla sul campo in questa ennesima avventura della sua lunga carriera. Il suo debutto da professionista risale infatti a quando aveva appena 16 anni, con la maglia del Club Italia. In seguito ha indossato anche le divise dell’Esperia Cremona, Chieri, Piacenza, Santa Croce, Villa Cortese, Forlì, Bergamo, Scandicci, Busto Arsizio, Novara, Casalmaggiore e Cuneo. In poche parole una vera e propria “nomade” della pallavolo che ha affrontato anche i momenti lontani dal campo con grande dignità, come l’anno in cui è rimasta ferma prima della diagnosi di celiachia.

Dopo l’annuncio del ritiro per la maternità, la tentazione della pallavolo è stata più forte e a 36 anni vuole ora ritagliarsi una nuova soddisfazione. Per una giocatrice che può vantare una Coppa Italia e una Champions League, una promozione in A2 potrebbe sembrare poca cosa. In realtà Federica ci sta mettendo anima e corpo, contribuendo anche a cementare un gruppo che era già molto unito. A Castelfranco Veneto ha scelto un numero a cui è molto affezionata, il 22 (è nata infatti il 22 marzo): nella Smorfia napoletana corrisponde al “matto” ed è proprio un po’ di sana “follia” quello di cui ha bisogno la pallavolo per essere davvero coinvolgente.

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