Fiorentina, Prandelli: "Non ci saranno stravolgimenti ma voglio una squadra coraggiosa"

Il nuovo tecnico viola ha parlato alla vigilia della partita in casa con il Benevento

Cesare Prandelli

Alla vigilia della partita in casa con il Benevento, match che segnerà la ripresa della Serie A dopo la sosta per le nazionali, il neo-tecnico della Fiorentina Cesare Prandelli, pronto al suo secondo esordio in viola, ha introdotto in conferenza stampa la sfida con i sanniti.

"Domani vorrei vedere principalmente voglia di vincere, rimanere uniti anche nei momenti difficili - ha esordito il tecnico -. Certamente non posso pretendere di vedere già con precisione ciò che ho in mente ma ho trovato giocatori molto disponibili. I nazionali ci hanno raggiunto ieri e hanno fatto solo un paio di allenamenti ma anche loro si sono messi a disposizione. Ogni volta che cambia un allenatore i primi giorni sono un po' traumatici ma vorrei vedere una squadra che ambisce alla vittoria".

Prandelli ha parlato delle sue sensazioni riguardo all'ambiente che ha trovato al suo ritorno in società: "Ho trovato una società molto coesa, c'è un ambiente molto professionale, anche sotto l’aspetto medico. Trovo ci siano tutte le componenti per programmare qualcosa di importante. Mi ha sorpreso la determinazione di Joe Barone e Daniele Pradè, ma in generale di tutti coloro che ruotano intorno alla squadra".

Il nuovo allenatore dei gigliati vuole una squadra più coraggiosa: "Voglio coraggio nell’attaccare l’area avversaria con un uomo in più, quando giochiamo il pallone in zone di campo difficili, coraggio vuol dire anche personalità. Gli attaccanti? Per me l'attaccante deve avere fiuto del gol, saper chiudere le azioni ma essere un riferimento in fase di costruzione. Non possiamo pensare di cambiare in continuazione, dobbiamo dare continuità alle idee. I ragazzi vengono dalle nazionali, avremo modo di lavorare insieme. In seguito sceglierò come giocare".

A Prandelli è stato chiesto cosa vorrebbe rivedere della sua vecchia Fiorentina: "È un capitolo nuovo. Voglio ritrovare una squadra che sia un orgoglio per i tifosi, la città. Uscire dal Franchi o tornare a Firenze avendo dato tutto. Se speravo in un ritorno? A mente lucida non ci credevo ma nei miei sogni mi ritrovavo spesso col mio fischietto viola. Ora sono qui, si ricomincia, è una nuova storia e mi auguro di essere nuovamente protagonista".

Il tecnico ha parlato anche delle dichiarazioni di Commisso, polemico verso stampa e politica: "Sono sempre stato dell'idea che quando parla un presidente non bisogna commentare ma solo ascoltare. Il nostro presidene viene da una cultura e da una mentalità diversa. Non sopporta le bugie. La società sta programmando il futuro, ha investito 80 milioni per il centro sportivo, punta a costruire lo stadio. Teniamocelo stretto, sta investendo tanto. I tifosi stanno vedendo cosa sta succedendo, se un tifoso sogna può farlo in grande".

Spazio poi a delle osservazioni su Ribéry e Callejón: "Ribéry è un trascinatore, vuole vincere, anche nelle partitelle. È un calciatore straordinario. Vorrei che non fosse il nostro unico riferimento, vorrei vederlo anche in altre zone del campo, ha possibilità realizzative ma soprattutto sull'ultimo passaggio, da parte sua c'è grandissima disponibilità. Callejón deve avere una condizione che possa reggere. Se dovessimo fare un percorso sarebbe molto lungo, lui sta già iniziando per conto suo, dopo qualche giorno lo monitoreremo e decideremo cosa fare. Ora sta cercando la condizione fisica".

Relativamente al Benevento di Pippo Inzaghi, Prandelli ha dichiarato: "È una squadra che ha cattiveria e voglia di lottare su ogni pallone, oltre a una discreta capacità di sviluppo delle azioni e nelle transizioni. Dovremo mettere in campo gli stessi principi del Benevento cercando di sfruttare le nostre qualità superiori, ma dobbiamo dimostrarle sul campo. Formazione? Non voglio dare nessun tipo di vantaggio all’avversario. Anche il discorso della difesa a quattro: i cambiamenti vanno fatti con gradualità, non posso stravolgere tutto in pochi giorni. I cambiamenti riguarderanno solo situazioni di gioco, non farò stravolgimenti. Il sistema di gioco conta fino a un certo punto, ciò che è centrale è l’interpretazione".

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