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Cesare Prandelli

Cesare Prandelli

Prandelli: "Vedremo una Fiorentina diversa. Penseremo prima di tutto a difenderci"

L'allenatore viola è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del turno infrasettimanale di Serie A con il Sassuolo valevole per la dodicesima giornata di Serie A

La brutta sconfitta subita domenica pomeriggio a Bergamo contro l'Atalanta ha aumentato ancora di più la preoccupazione per il momento sportivo della Fiorentina. Il club viola, ora occupa il quart'ultimo posto nella classifica di Serie A e ha un margine di soli tre punti sulla zona retrocessione. 

Finora la cura Prandelli non ha portato i suoi frutti: il tecnico che aveva già allenato i gigliati dal 2005 al 2010, da quando ha preso il posto di Iachini, ha ottenuto un solo punto in quattro partite ottenendo un pari e tre sconfitte. L'impresa si sta dimostrando più ardua del previsto, ma il mister di Orzinuovi, intervenuto in conferenza stampa, ha indicato la strada da seguire per venirne fuori: "In questo momento non ci dobbiamo vergognare di lottare più di quanto si potesse pensare e difenderci. Voglio vedere una squadra che si renda conto della situazione molto delicata in cui ci troviamo. Il primo obiettivo è non subire, poi provare a costruire qualcosa davanti. In questi giorni i ragazzi hanno reagito agli stimoli e mi hanno dato risposte positive. Domani vedremo una Fiorentina diversa dalle ultime".

Dopo il tonfo in casa dell'Atalanta la società ha scelto di portare la squadra in ritiro: "È stata una proposta della dirigenza pienamente condivisa da me e anche dai giocatori, nessuno ha obiettato. Hanno tutti accettato convinti che qualche discussione e qualche ora spesa in più possa aiutarci a cambiare registro".

A Bergamo ha destato scalpore l'esclusione dai titolari di Ribéry e Callejón: "In questo momento abbiamo bisogno di tutti, non è un problema di nomi. Ci vogliono giocatori a posto di testa e gambe. Giocando ogni tre giorni non possiamo permetterci di giocare sempre con la stessa formazione, serve una fisicità pari alla squadra avversaria. Contro il Sassuolo sarà una partita completamente diversa. Affronteremo una delle migliori squadre del campionato, con idee di gioco precise. Dovremo tirar fuori tutto ciò che abbiamo, essere squadra in tutti i frangenti per contrastare il loro palleggio".

In molti si sono chiesti se Prandelli, prima di accettare di allenare i viola per la seconda volta, fosse al corrente delle gravi difficoltà della squadra: "Da fuori si ha una percezione molto diversa. Quando si va in campo ad allenare, invece, si capiscono le difficoltà. In questo momento devono venir fuori gli uomini. Mi auguro che tutti siano capaci e responsabili di capire la situazione: la disponibilità c’è ma dobbiamo trovare ancora più convinzione. Ora non dobbiamo pensare alle aspettative che c’erano, bisogna che ci caliamo immediatamente. In passato questo club ha vissuto anche retrocessioni clamorose. Rendendoci conto che siamo in una situazione particolare ne possiamo uscire insieme, se ci mettiamo a dare le colpe e cercare i responsabili rischiamo di complicare le cose".

Il Sassuolo è una formazione che gioca più sotto ritmo rispetto all'Atalanta ma è comunque un avversario molto temibile: "La paura va bene solo se è sana. Io credo che la squadra la squadra avrà una reazione forte per superare queste difficoltà. Avremo di fronte una squadra tecnicamente molto forte, non possiamo permetterci reazioni di pancia, dobbiamo ragionare di squadra, muoverci tutti insieme per riconquistare il pallone. Voglio una Fiorentina ordinata, che svolga le due fasi in maniera compatta e corale. Vorrei vedere la squadra con un unico pensiero. Nessuno può risolvere la partita da solo, se non a ridosso dell’area di rigore avversaria, ma prima bisogna arrivarci. I leader? Ci sono, ma in questo momento c’è bisogno della consapevolezza da parte di tutti. In questi giorni le risposte ci sono state, da uomini. Domani voglio vederle sul campo. Problema tattico o di testa? Le due cose vanno di pari passo. In questo momento dobbiamo cancellare tutte le aspettative che c’erano e calarci velocemente nella nostra realtà".

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