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Cesare Prandelli

Cesare Prandelli

Fiorentina, Prandelli: "Obiettivo 40 punti al più presto. Finora è mancato il salto di qualità"

Il tecnico ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della delicata partita interna contro il Genoa: "Questa squadra ha carattere e lo dimostrerà

Tornato alle sue mansioni da allenatore già da un paio di giorni dopo i tamponi negativi e il via libera dell'ASL, Cesare Prandelli ha parlato in conferenza stampa alla vigilia di Fiorentina-Genoa, posticipo della decima giornata di Serie A, che lunedì sera alle 20:45 chiuderà il turno.

Qualcuno ha definito la sfida con i Grifoni il primo di una serie di potenziali spareggi salvezza: "È una partita determinante - ha detto il tecnico viola - la vogliamo giocare da Fiorentina, dovremo essere lucidi e capaci di variare le situazioni di gioco. Dobbiamo vincere, ci vorrà pazienza, in settimana ci siamo preparati per questo obiettivo".

Partite del genere non possono essere affrontate con il timore che i viola hanno mostrato nelle ultime uscite: "La paura l’abbiamo conosciuta e l'abbiamo affrontata, penso che i giocatori abbiano capito. Bisogna giocare a viso aperto, senza timore, ma non mi piace definirla una una partita da vita o morte, è importante per il nostro campionato. Il nostro obiettivo è arrivare a 40 punti, prima ci riusciamo e meglio è ma sappiamo che sarà un cammino di preoccupazione e che durante la partita non possiamo abbassare la testa, arretrare ma affrontare le difficoltà. Giocare da Fiorentina, dobbiamo avere carattere e determinazione. In questo momento ci mancano i tifosi, mancano a tutti ma a Firenze sappiamo quanto possa aiutare la squadra. Dobbiamo essere bravi a fare quello che faremmo con i tifosi allo stadio, senza abbassare la guardia, pensando solo a raggiungere la vittoria".

Ribéry e Callejón, i due elementi di maggiore esperienza nella rosa a disposizione di Prandelli, devono ancora prendere per mano la squadra: "Sono due giocatori giusti che possono dare i tempi giusti e l'intensità ma bisogna tenere presente che fino a un mese e mezzo fa c’era un calciatore (il riferimento è a Chiesa ndr) che palla al piede portava la squadra al limite dell’area, adesso non c’è per cui dobbiamo pensare da squadra, dobbiamo palleggiare e ripartire velocemente senza un giocatore che faccia la differenza nella profondità. Dobbiamo essere più squadra e secondo me abbiamo già fatto i primi progressi".

Sulla settimana resa difficoltosa dalla positività al covid, il tecnico ha raccontato: "La società mi ha messo a disposizione tutto il necessario. Ho coordinato i miei collaboratori e svolto gli allenamenti programmati, ero collegato in diretta. L’ho vissuta con grande difficoltà ma mi consideravo comunque un privilegiato, visto il momento difficile per tutti, ma l’ho vissuta in maniera meno preoccupante perché ogni giorno mi facevano i tamponi e sono risultato negativo. 

Prandelli ha parlato anche dello scarso utilizzo di Cutrone, un giocatore sul quale circolano già voci di una possibile uscita a gennaio: "A Patrick non si può rimproverare nulla, neanche in allenamento. In questo momento, solo per una questione tecnica, ho scelto una punta diversa dalle sue caratteristiche. Se un giocatore è motivato e pensa alla squadra deve avere pazienza e trovare il momento giusto per entrare a partita in corso. Se uno pensa a sé stesso diventa più complicato, non mi riferisco solo a Cutrone, ma a chiunque si senta messo un po' da parte e io non ho mai messo da parte nessuno, se uno non è contento di rimanere alla Fiorentina per me può andare via. Nessuno ha chiesto di andar via, qui c'è una società seria che vuole programmare, devo avere a che fare con gli uomini prima che con i calciatori. Non posso entrare nella testa di tutti ma io non trattengo nessuno. La squadra mi segue".

A detta di molti la squadra sembra non avere ancora trovato qualcuno in grado di trainarla in questo momento non semplice: "Nei momenti di difficoltà vengono fuori i leader, quelli che hanno esperienza, che percepiscono prima degli altri le difficoltà. Sono convinto di avere una squadra che può gestire queste pressioni. Penso a giocatori come Pezzella, Ribéry, Caceres, Callejón, loro possono far crescere i giovani. Se ci troviamo in questa situazione la società non ha colpe. Le strategie messe in atto in estate hanno ricevuto critiche positive, se le cose non stanno funzionando è perché alcuni che dovevano fare il salto di qualità hanno fatto fatica. Dobbiamo tornare con i piedi per terra, attrarre giudizi positivi. In società ci sono persone presenti, con qualità umane e gestionali. Teniamoci stretto Rocco Commisso, non vorrei si stancasse di tutte queste critiche. In un anno hanno già progettato il Centro Sportivo più bello d’Europa e vogliono dotare la Fiorentina di uno stadio. Non criticate la società. Piuttosto fatelo con me e con la squadra".

L'allenatore viola ha parlato anche della percezione che ha del gruppo: "Il gruppo è determinante per far sì che nella difficoltà tutti abbiano le stesse risposte. Il gruppo deve essere coeso, granitico e affrontare le difficoltà a viso aperto. Le critiche? A Firenze siamo abituati a vivere con le critiche, anche nel mio primo periodo le abbiamo affrontate. I tifosi vogliono sentirsi rappresentati da questa squadra". 

Prandelli ha parlato anche del Genoa, squadra che ha guidato nello scorso campionato: "Maran ha sempre fatto giocar bene le sue squadre. Il Genoa è interessante, davanti ha due giocatori temibili, può giocare con più assetti, stiamo cercando di capire quale potrebbe essere la loro formazione ma al tempo stesso dipende tutto da noi. Mi auguro si arrivi con la tensione giusta, dovremo essere lucidi riguardo le cose da fare in campo. In queste partite la squadra può dimostrare di superare le difficoltà e pensare di iniziare un percorso nuovo e interessante. Mi prendo le responsabilità, questa squadra ha carattere e lo dimostrerà". 
 

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