Martedì, 15 Giugno 2021
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Fiorentina, Prandelli: "Rossi un amico sincero. A Bergamo non saremo vittima sacrificale"

Il tecnico viola ha parlato alla vigilia della partita in trasferta contro l'Atalanta e ha ricordato anche Paolo Rossi, grande amico scomparso pochi giorni fa

Cesare Prandelli

Alla vigilia di Atalanta-Fiorentina, gara dell'11ª giornata di serie A in programma domenica alle 15:00 al Gewiss Stadium di Bergamo, il tecnico dei viola, Cesare Prandelli, ha parlato in conferenza stampa.

Prima di analizzare la difficile partita in casa dei bergamaschi, Prandelli ha speso alcune parole per l'amico Paolo Rossi, scomparso il 9 dicembre scorso per un tumore ai polmoni. L'allenatore dei gigliati ha partecipato con commozione all'addio dell'eroe di Spagna '82, recandosi alla camera ardente allestita presso lo stadio Romeo Menti di Vicenza: "Il calcio a volte passa in ultima posizione. Paolo era un amico sincero e leale, riusciva a essere ironico come pochi ed era molto sensibile. Di lui ricordo bene quanto fosse felice quando è diventato papà. Il mio pensiero va alla sua famiglia".

Il focus si è poi spostato sulla partita con l'Atalanta: "Al momento parliamo una delle squadre più forti d’Italia, gioca un calcio all’avanguardia. Noi però non dobbiamo andare lì nei panni della vittima sacrificale. Anche le grandi squadre possono avere delle imperfezioni, dei momenti in cui sono vulnerabili".

L'ultima volta che la Fiorentina è scesa in campo, lo ha fatto in casa contro il Genoa e pur giocando una partita discreta (certamente non esaltante) ha rischiato di perdere quello che al momento è uno scontro salvezza, scenario evitato solo dal pari a tempo ormai scaduto: "Il gol di Milenkovic dimostra la nostra intenzione di cambiare, riscattarci. Perdere sarebbe stato ingiusto, avremmo avuto da recriminare. C’è un’immagine che raffigura l’esultanza di tutto il gruppo. Conosciamo le difficoltà, ma sappiamo che non siamo soli. Domani dovremo avere una sana paura, ma al tempo stesso essere consapevoli di poter far male attraverso una nuova mentalità. L’allenatore è il responsabile di un’idea di gioco, di un progetto tecnico. Tensione in casa Atalanta? Non posso di certo entrare nel merito ma non penso che un'eventuale frizione possa cancellare quello che di bello hanno costruito. Essere sotto attacco fa parte del nostro lavoro, così come capire come uscirne. Ci vuole unità. Se si scende di categoria lo si fa tutti. La fortuna del giocatore è che quando scende in campo non deve pensare a nulla".

Alcuni giornalisti hanno paragonato l'Atalanta odierna alla prima Fiorentina di Prandelli: "C'è qualche similitudine. Loro hanno avviato un progetto concreto, lungo anni. Se c'è continuità di pensiero tutto diventa più facile. Le infrastrutture? Le nostre proposte ce le ricordiamo tutti. L’Atalanta ha un centro sportivo all’avanguardia, il nostro probabilmente sarà anche meglio. Sono fattori di rilievo nel calcio: i giocatori entrano in un bel centro sportivo per allenarsi e si sentono parte di un progetto solido da tutti i punti di vista. 15 anni fa i calciatori sceglievano la Fiorentina anche per questo, adesso ci perdiamo in polemiche inutili anche su banalità".

Prandelli, infine ha fatto il punto sulle condizioni della squadra: "Ribéry ha dato la sua disponibilità di massima. Sappiamo che chi va in campo deve dare il 110%. Callejón? Con le cinque sostituzioni possiamo gestire anche le autonomie limitate, poi le critiche per le sostituzioni le me le prendo io. José può essere criticato, ma col Genoa ha creato due palle-gol. Bonaventura? Doveva essere in campo già con il Benevento, poi ha avuto un problema muscolare ma per me è un titolare, anche quando parte dalla panchina. Castrovilli? Fino a venerdì ha svolto un lavoro di recupero molto interessante. Ieri è sceso in campo con noi, è disponibile, valuterò se impiegarlo o meno".

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