Fiorentina, Iachini: "Con lo Spezia partita complicata. Non so se Callejón andrà subito in campo"

Il tecnico dei viola ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita di campionato sul campo dello Spezia, commentando anche la conclusione del mercato

Beppe Iachini

Finita la sosta per gli impegni delle nazionali, la Fiorentina si prepara a tornare in campo, per la prima volta dopo la cessione di Chiesa alla Juventus: i viola saranno impegnati domani pomeriggio alle 15:00 in trasferta sul campo dello Spezia nella sfida valevole per la quarta giornata di Serie A.

La partita con i liguri, una prima assoluta in Serie A (nei sei precedenti sfide tra le due compagini 3 vittorie viola e 3 pareggi), è stata introdotta dal tecnico dei gigliati, Beppe Iachini, il quale ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia partendo dalla collocazione tattica del nuovo acquisto Callejón nel suo 3-5-2, un modulo in cui lo spagnolo non ha mai giocato: "Ho voluto fortemente José e la società mi ha accontentato. Ha qualità importanti e esperienza. L'ho sentito personalmente al telefono per convincerlo a sposare il progetto della Fiorentina e lui è rimasto ben impressionato dal colloquio. A livello tattico non giochiamo sempre col 3-5-2: nello sviluppo dell’azione scivoliamo a quattro. I sistemi di gioco, oggi, non sono più fissi, altrimenti si diventa leggibili agli occhi degli avversari. In mezzo al campo non sempre giochiamo a tre, ma a due, con Bonaventura che va a fare il trequartista. In fase di possesso palla giochiamo col 4-2-3-1, cercando di portare più giocatori possibili nella metà campo avversaria in fase di possesso. Se può giocare con lo Spezia? Parlerò con lo staff medico e col ragazzo, la volontà è di renderlo partecipe ma non dobbiamo correre rischi per la fretta, non possiamo rischiare problemi muscolari".

La Fiorentina tornerà in campo dopo due sconfitte consecutive che hanno creato un po' di malumore: "Siamo alla ricerca dei nostri nuovi equilibri. La squadra nelle prime giornate aveva impressionato per personalità, trame di gioco, è stato un peccato in questi 15 giorni non poter lavorare con tutti per via delle convocazioni in nazionale. Ora dobbiamo inserire i nuovi e portarli a una condizione ottimale. Avranno bisogno di lavorare sul piano fisico. Sono tranquillo, convinto che questo gruppo possa fare un bel lavoro facendo divertire i nostri tifosi, giocando un calcio giusto e produttivo. Come sta la squadra? Abbiamo ancora un altro allenamento domattina. Pezzella, Ribéry e Castrovilli sono convocabili, nella rifinitura di domani verificheremo in fondo. Borja Valero, invece, non ce la farà, bisogna aspettare ancora un po'. Poi valutiamo le situazioni dei nuovi, che devono mettersi al pari anche per evitare problemi com'è succcesso proprio a Borja a Milano".

Inevitabilmente si è parlato anche del mercato che si è chiuso il 5 ottobre: "Questa è la squadra che abbiamo, sono contento di ciò che ho e sono convinto che possiamo toglierci soddisfazioni. So solo lavorare, questa è l'unica ricetta. Provare cose nuove ora è complicato. Vedremo sul campo come sono rientrati dalle nazionali. Barreca lo abbiamo voluto fortemente, deve ritrovare la condizione ottimale perché ha fatto poco".

L'attenzione si è poi spostata sulla cessione di Chiesa e Iachini è partito dalla fascia da capitano indossata dal ragazzo nell'ultima apparizione in viola: "Mi assumo io la responsabilità, è giusto che non ricada sulla società. A posteriori non lo avrei fatto, io ho ragionato semplicemente nello sviluppo delle situazioni: gli ho dato la fascia perché mancavano Pezzella e Ribéry, e non sapevo ancora sarebbe stato ceduto. Gli è stata data per gerarchie, presenze in squadra. Mi è dispiaciuto ci sia stato questo fraintendimento. La cosa che dispiace è che era tornato al top, è stata un'operazione fatta in una certa maniera, non conta più parlare di chi non c'è. Ora dobbiamo far rendere chi è arrivato in modo da non far rimpiangere la sua partenza, sono fiducioso. Federico l'ho sentito, ha chiamato, ha salutato. L'ha fatto anche i compagni. Io l'ho visto sempre impegnarsi, altrimenti con me non avrebbe giocato. Ci possono essere stati cali, gli è toccato star fuori, ma l'ho visto sempre concentrato e in campo ha fatto le prestazioni giuste".

Ancora sul mercato, in particolare sul mancato arrivo di un regista e di una punta: "Nella logica delle cose partendo Badelj, volevamo dei cambi anche in virtù delle cinque sostituzioni, della situazione covid. Durante il mercato abbiamo capito che Amrabat vuole giocare davanti alla difesa, lo fa anche in nazionale. Avendo già qui lui, dobbiamo farlo migliorare in questo ruolo. Non giochiamo sempre a 3 in mezzo, anche a 2 con Bonaventura che va sulla trequarti. Sofyan si adatta bene. Per la punta non ci sono state occasioni di un certo tipo ma noi siamo contenti dei nostri tre attaccanti, non a caso sono rimasti qui, hanno tutti prospettive interessanti. Prendete Caputo, un giocatore che ho avuto: da ragazzo segnava di meno, ora a 32 anni viaggia a 18-19 gol di media a campionato. Gli errori fanno parte di un percorso di crescita dei ragazzi, la Fiorentina ha in casa attaccanti che possono essere il futuro della società".

Iachini ha poi risposto alle domande sullo Spezia, avversario di domani: "Partita più difficile non ci poteva essere. L'ultima partita è stata critica per il mercato, non c'è stata una preparazione mentalmente adeguata al campionato. Lo Spezia prepara questa partita da due settimane, noi invece ci siamo ritrovati solo ieri. Lo Spezia si conosce, ha un ottimo allenatore come Vincenzo Italiano che è stato un mio giocatore e so cosa può dare. Non ci sono squadre materasso, ci sono squadre che si stanno assestando. Ho cercato di richiamare l'attenzione dei ragazzi sulla partita, sulle insidie che ci riserverà questa partita. Dovremo fare un calcio veloce e qualitativo, loro sono bravi ad aspettare e ripartire".

Spazio anche per chiarire la situazione di Pezzella, fuori per problemi fisici in questo avvio di stagione e al centro di voci di mercato fino alle ultime ore della sessione estiva: "È legato alla Fiorentina, è serio, ha sofferto per non poter giocare per l'infortunio, il mercato non centrava nulla. Privercene ci è costato molto, Pezzella è il capitano, è una guida importante per tutti, per il gioco, il carisma, le linee difensive. Non avevamo dubbi sulla sua professionalità e sull'attaccamento. Fascia? Inutile creare casi, gli avversari sono quelli che non hanno la maglia viola. Pezzella è il capitano, non è andato via, io non faccio il mercato, non conosco le situazioni al 100%. Valuto il lavoro in settimana, i comportamenti, se c'è serietà e si merita, sarà capitano come è sempre stato. Sapete tutti il ruolo dei procuratori nel mercato, fa parte del gioco, ci dobbiamo abituare, quest'anno poi la situazione è stata ancor più particolare".

Hanno fatto discutere le dichiarazioni del presidente Commisso, che in un'intervista rilasciata a La Nazione, ha definito 'uno schifo' la prestazine dei suoi nella sconfitta interna con la Sampdoria, parole che sollevano dubbi sul futuro di Iachini: "Se vi ricordate, terminata la partita con la Samp ho detto che avevamo fatto passi indietro. Se a Milano avessimo vinto staremmo parlando di un'altra situazione. Il calcio è fatto di episodi. Col presidente, il primo a dire che non siamo brillanti sono stato io. Abbiamo avuto la stessa valutazione della partita con la Samp. Voci sul mio futuro? Da quando sono qui penso a lavorare sul campo, a cercare ogni giorno di fare il meglio per la Fiorentina, una squadra a cui sono legato non solo professionalmente ma dal punto di vista umano. Inseriamo al meglio i nuovi, recuperiamo chi è stato fuori, e riprendere a giocare. Le voci le lascio scivolare, andiamo in campo senza pressione. Il presidente è sempre con noi al campo, la sua figura ci dà forza, ha parole di grande incoraggiamento. Siamo persone vere, ci diciamo le cose alla luce del sole e senza troppi fronzoli. Lavoriamo per fare il massimo".

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