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Fiorentina, ecco Vincenzo Italiano: "Opportunità fantastica. Voglio dare un'identità alla squadra"

Il nuovo tecnico della prima squadra viola è stato ufficialmente presentato alla stampa. Tra pochi giorni la partenza per il ritiro di Moena

Vincenzo Italiano

Già a lavoro da qualche giorno al Centro sportivo 'Davide Astori', in attesa di partire per il ritiro di Moena, questa mattina la Fiorentina ha mosso un altro passo importante verso la nuova stagione presentando il nuovo tecnico Vincenzo Italiano.

Arrivato al posto di Gennaro Gattuso, anche lui allenatore emergente ma con un pedigree sicuramente più pesante in virtù del passato da campione del mondo, Italiano è stato scelto dopo aver impressionato alla guida dello Spezia con cui ha conquistato la promozione in Serie A e la salvezza nel campionato successivo. Ora la grande occasione in viola. Ecco le sue prime parole da tecnico dei gigliati.

Fiorentina: il calendario della stagione 2021/2022

Inizialmente ha parlato Joe Barone: "Oggi presentiamo Vincenzo Italiano, una scelta che parte da molto lontano. Ho avuto modo di parlare con lui già alcuni anni fa, quando guardavo le partite del Trapani. Su di lui ci siamo concentrati e in lui abbiamo cercato l'uomo e l'allenatore. Valori come la trasparenza, la sincerità. Vincenzo è siciliano come me. Ci piace molto il suo calcio basato sulla velocità e sulle geometrie, ha fatto crescere i giocatori e fatto sentire importanti tutti. Tutti noi dirigenti abbiamo individuato in lui la persona giusta per far crescere la Fiorentina e far divertire il popolo viola. Non vediamo l'ora di tornare sul campo e vedere la squadra, speriamo ci sia l'affetto dei nostri tifosi, lavoriamo con la Lega e la Federazione per farli tornare. Insieme a Commisso vogliamo ringraziare i tifosi per l'accoglienza riservata a Italiano. Desidero esprimere la nostra vicinanza agli operai della GKN che stanno affrontando un momento difficile".

Dopo è toccato al ds Daniele Pradè: "Sono felice che vincenzo sia qui con noi, io e Burdisso gli chiediamo un'identità ben precisa. Di essere riconoscibili, sapere che c'è la Fiorentina in campo. Sono sicuro che insieme inizieremo un bel percorso".

Finalmente ha preso la parola Vincenzo Italiano: "Dovremo iniziare ad andare forte da subito, dopo aver visto il calendario. Per me il calcio è uguale in tutte le categorie, cambiano la qualità dei giocatori e la velocità, in A è tutto ai massimi livelli. La scelta di venire a Firenze è stata fatta col cuore. In questi anni ho ottenuto risultati importanti, ringrazio la società perché per me è una grande opportunità. Cercheremo di far diventare la Fiorentina una squadra temuta, rispettata e organizzata. Da ex calciatore quando arrivavo a Firenze per giocare ero sempre nervoso, non dormivo. Sono contento perché è un percorso fatto di soddisfazioni, ogni anno sono migliorato e ho avuto la possibilità di allenare giocatori più forti. Sto iniziando a conoscere i ragazzi, per me è un'opportunità grandiosa. Non ho smesso da tanto, il calcio per me è una ragione di vita. Ho iniziato a 15 anni ho smesso a 37, il calcio mi ha dato tutto. Anche da allenatore, al primo anno in A, pur con tante difficoltà anche se ci davano per spacciati, abbiamo cercato di stravolgere i pronostici. Il calcio mi dà soddisfazione ogni giorno, guardo tante partite, cerco di migliorare sempre. Ho 43 anni, spero di allenare il più a lungo possibile, è quasi più stancante ora di quando giocavo. Essere in questa fantastica città è qualcosa che va riportato in campo, sento di aver tanto da dare".

OBIETTIVI - "Le ultime quattro stagioni sono state ricche di soddisfazioni. Ho ottenuto sempre qualcosa in più. Qui a Firenze si inizia per fare sempre meglio rispetto all'anno precedente, l'obiettivo è ottenere un'identità e cercare di creare tanto senza concedere molto. Così si possono ottenere risultati. Smettere di giocare è stata dura ma il richiamo della panchina mi incuriosiva, poi da ex centrocampista ero ancora più attento. Ho iniziato da vice, poi i ragazzi, ho fatto una gavetta che mi è servita. Gli errori mi hanno consentito di modificare il mio stile, mi hanno fatto crescere. Quando sei calciatore pensi a te stesso, quando sei allenatore pensi H24 a come far rendere la squadra. Sogno? Nell'immediato veder crescere e divertirsi questi ragazzi. Le vittorie non le può garantire nessuno, ci sono fattori imponderabili ma impegno, fame e passione si vedranno".

IDENTITÀ - "Quando parlo di identità dico essere spesso aggressivi, sapere cosa fare con la palla. Avere un'idea comune. Si può parlare di numeri e moduli ma conta l'atteggiamento in campo e che tutti ci credano".

MERCATO - "Il quadro è chiaro, valutare bene la rosa in questi giorni, andare in ritiro e dopo un paio di settimane fare il punto della situazione. Conoscevo i ragazzi da avversario ma è importante conoscerli dal punto di vista caratteriale. Avremo un paio di settimane per valutare. La Fiorentina per me è già di livello, si può migliorare senza dubbio ma valutiamo prima i componenti della rosa. Il regista? Mancano sei nazionali, c'è Pulgar che ha fatto questo ruolo per tanti anni. Devo ancora conoscerlo, nella mia idea di calcio l'asse centrale deve essere fatto da gente di personalità che vuole la palla tra i piedi, avere voglia di determinare. Valutiamo tutti, vedremo il da farsi.Gonzalez? Un giocatore che avete visto tutti, è un titolare dell'Argentina, ha vinto la Copa America. Nel tridente penso possa essere una freccia importante, ha un gran mancino, è veloce, sa colpire di testa. Penso sia stato un grande acquisto. Quando una squadra ha a disposizione tre giocatori che hanno vinto la Copa America, uno che ha vinto gli europei, penso che disponga già di giocatori di ottimo livello. Con la società ci siamo detti che se si potrà miglioreremo, senza guardare solo la qualità ma anche caratteristiche come l'avere il fuoco dentro. C'è bisogno di gente che senta il giglio sul petto, voglia di rivalsa, ambire a qualcosa di diverso".

SPEZIA - "Penso che quello che è stato fatto in questi due anni sia storia. Se c'è stata una persona che ha avuto rispetto e affetto per quella piazza si chiama Vincenzo Italiano. Col mio staff abbiamo ottenuto risultati straordinari. Tutti i tifosi hanno sofferto per la mancanza sugli spalti, per loro è stata dura non poter festeggiare la promozione e la salvezza. Ho visto che ci sono state persone deluse e amareggiate. A gennaio eravamo stati abbandonati, poi quando si ottengono risultati l'allenatore è un fenomeno. Si fanno certe scelte, si va oltre i contratti. L'affetto e l'amore che ho per quella piazza rimarrà per tutta la vita, mi dispiace per la reazione di tante persone, ma per loro ho lasciato il cuore".

RICETTA PER IL DIVERTIMENTO - "Ho già parlato con i ragazzi. Se riescono a divertirsi loro si divertirà il pubblico. Per me da giocatore la prima cosa era dare soddisfazione ai miei tifosi. Dobbiamo difendere bene ma attaccare benissimo. Attaccare tanto, segnare un gol in più degli avversari, altrimenti è dura. La mentalità che dobbiamo ricercare è questa. Il divertimento è far gol, gioire, abbracciarci. Ho detto a Castrovilli che la cosa più bella di guardare l'Italia era vedere l'affiatamento del gruppo. Si può essere inferiori ad altri ma se ci si impegna i risultati si ottengono. La Fiorentina vinse il campionato dopo gli europei? Tocco ferro (ride ndr). Da piccolo avevo la figurina di Socrates. Il calcio è indecifrabile, si parte per un obiettivo magari ne raggiungi un altro. Cercheremo di essere una squadra vera e ottenere il massimo. Sputeremo sangue a ogni partita, dopo 4 giorni di allenamento non ho più la voce. Questa opportunità è importante per me, deve esserlo anche per i calciatori".

SLOGAN - "Nessun limite o solo orizzonti è stata la mia frase scritta a Trapani al primo giorno. Quando sono andato via c'era ancora sulla lavagna, è stato uno slogan che ha portato bene. Alla Fiorentina mi sono permesso di dire DIFENDIAMO BENE, ATTACCHIAMO BENISSIMO. Dovremo essere spavaldi ma non folli. Dovremo essere diversi dalle altre squadre. Arrivando qui sento una grande responsabilità addosso, devono sentirla anche i calciatori. Io posso incidere durante la settimana e in campo la domenica, il mio obiettivo è farci elogiare dai tifosi quando ci incontreranno per strada".

VLAHOVIC -  "Lo conoscevo da avversario. Ci ho parlato, mi piace condividere con i ragazzi ogni giorno. Credo di aver di fronte a me un attaccante straordinario, ha una fame incredibile, si vede da subito. Cercherò di sfruttare tutte le sue caratteristiche. Gli chiederò cose diverse, devo essere bravo io a convincerlo. Ci vuole disponibilità, rispetto dei ruoli e sacrificio. Nei prossimi anni diventerà un attaccante di valore assoluto".

OBIETTIVO EUROPA - "Gli obiettivi sono quelli di migliorare rispetto all'anno precedente. La Fiorentina deve andare oltre il quattordicesimo o quindicesimo posto, per la sua storia è una squadra che merita una classifica diversa. Dobbiamo migliorare ciò che si è fatto in precedenza, sia essa la posizione, il numero dei gol fatti e subiti. Non dobbiamo porci limiti ma cercare di essere diversi e propositivi".

TRATTATIVA - "Quando chiama la Fiorentina è un orgoglio per qualsiasi calciatore o allenatore. Poteva essere un qualcosa di più veloce, tutto non nasce per caso. Credo nei segni del destino, l'aver sposato questo progetto per me è la scelta giusta e non è stata difficile. L'importante è che si sia arrivati a questo epilogo.

CALENDARIO - "Per me tutte le gare sono difficili, non conta affrontare neopromosse o big. Le prepareremo tutte come fossero finali di Champions".

DIFESA - "Per me linea a quattro, ho sempre cercato di difendere alto perché secondo me così si subisce meno. Per me abbiamo una difesa di livello con i giocatori che abbiamo, deve diventare di altissimo livello, questo spetta a me. Non dovranno avere paura di osare, dipenderà dalle mie capacità e dalle loro disponibilità".

MANCATI RINNOVI - "Io su queste cose mi faccio da parte, sono temi in cui decide la società. La Fiorentina ha giovani importanti, una squadra deve avere un mix giusto di anziani e giovani spavaldi. Questo deve avere una squadra, alcuni giovani in questi quattro giorni mi hanno già colpito. Ribéry? Parliamo di un campione, parlano per lui i suoi trofei, la sua carriera. Ha dato tanto ma anche questo è stato un discorso della società, è qualcosa di precedente al mio arrivo. Vedendolo in tv, per me è sempre stato un calciatore straordinario".

MODELLO COME ALLENATORE - "Ho avuto tanti allenatori e da quasi tutti ho preso qualcosa, sia nei discorsi, sia negli interventi tattici o nella gestione di determinati momenti. Alcuni di loro sono stati fonte di ispirazione e mi hanno spronato a intraprendere la carriera da allenatore. Tra questi c'è Prandelli, è stato il primo a darmi fiducia. Ancora non l'ho sentito ma lo farò presto, so che vive qui e che è un grande tifoso. Lui insieme ad altri mi ha lasciato tantissimo".

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