La Curva Fiesole prende posizione: "Non torneremo allo stadio fino al ritorno alla normalità"

Il tifo organizzato viola contro la possibile parziale riapertura degli stadi con misure di distanziamento sociale: "Inaccettabile che qualcuno rimanga fuori per questioni di capienza ridotta"

A pochi giorni dalla partenza della stagione di Serie A 2020/2021 che verrà inaugurata dall'anticipo Fiorentina-Torino, continua il dibattito sulla possibile riapertura degli stadi con capienza ridotta, nel rispetto delle norme anti-covid. In alcuni Paesi come Francia e Germania questa ipotesi è già realtà (in Ligue 1 è già applicata, mentre la Bundesliga, che inizierà tra pochi giorni, ha già avuto l'ok dal governo che ha delegato la decisione ai vari Lånder).

In Italia il governo e il CTS, nonostante la risalita dei casi di covid, valutano la possibile riapertura degli stadi con una capienza del 20% da metà ottobre. Quella della riapertura parziale (si inizierebbe aprendo soltanto agli abbonati), tuttavia, non è un'ipotesi gradita a tutti. A Firenze, ad esempio, è netta la presa di posizione della Curva Fiesole che si è detta apertamente contro questa soluzione con un comunicato apparso sulla propria pagina ufficiale di Facebook, Fuori dal Coro.

"In merito alla possibile riapertura degli stadi con distanziamento sociale e capienza ultra-ridotta gli ultras della Curva Fiesole comunicano che non faranno ritorno sui gradoni fin quando la situazione non sarà tornata alla "normalità". - si legge nel messaggio del gruppo di riferimento del tifo organizzato viola -. Il tifo di Curva significa vicinanza e prossimità. Cantare e abbracciare la persona che si ha accanto dopo un goal. Se il momento non lo consente, aspetteremo. La Curva Fiesole non sarà mai un luogo dove stare a sedere e distanziati. Né tantomeno possiamo accettare che dei fiorentini, tifosi o ultras che siano, rimangano fuori per una questione di capienza ridotta. O tutti o nessuno. Un'ultima cosa la vogliamo dire sui "padroni del calcio": per anni hanno provato ad uccidere la passione dei settori popolari con leggi liberty cita, trattando gli ultras come un male da estirpare. Oggi si scopre invece che senza quel calore e quella passione è propria delle tifoserie, lo "spettacolo del calcio" non ha alcun senso. Una lezione da non dimenticare in futuro!".

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