Commisso: "Contento di aver trattenuto Chiesa. Mercato ok, ora dateci tempo"

Il presidente viola, accompagnato da Pradè e Barone ha fatto il punto sul calciomercato appena concluso e sulle prospettive future del club

Rocco Commisso, Joe Barone e Daniele Pradè

Si è concluso ieri sera un calciomercato che ha visto la Fiorentina protagonista di tanti movimenti in entrata e in uscita. La squadra viola dopo la sessione estiva è cambiata moltissimo e in tarda mattinata il presidente Rocco Comisso accompagnato dai dirigenti Joe Barone e Daniele Pradè ha tenuto una conferenza stampa a chiusura della sessione di mercato estiva.

"Quando sono arrivato ho detto un po' di cose ho detto che ci saremmo dovuti muovere molto rapidamente - ha esordito il patron viola -. Al tempo stesso ho anche ribadito che non avrei fatto promesse che non sarei stato in grado di mantenere".  E poi aggiunge: "Abbiamo confermato Montella, ho promesso che avrei trattenuto Chiesa e così è stato. Ci sono state tante fake news, come quella dell'esonero di Montella. Lui resta con noi, questa è la verità. Certo speriamo che le cose ora vadano meglio. Come avevo detto servirà tempo, ma qualcosa l'abbiamo già fatto". 

Felice di aver trattenuto Chiesa

Sulla sessione di calciomercato appena finita: "Abbiamo concluso 45 operazioni. Se non avessimo operato in fretta avremmo corso il rischio di non avere una squadra. A giugno ho deciso di rischiare e ho chiuso coi Della Valle senza neanche fare la due diligence. Sono felice di vedere che la gente apprezza il lavoro fatto e per questo capisco che sto facendo bene. Ho visto un grande sforzo da parte di tutti e sono felice del trattamento ricevuto, dai tifosi ma anche dai lavoratori. Aver trattenuto Chiesa è una buona notizia: l'idea è costruire la squadra attorno a lui. Avevo detto che sarebbe rimasto un anno almeno, ma la verità è che ho in mente un progetto più a lungo termine per lui".

Nuovo stadio e campagna abbonamenti

Confermata la volontà di costruire un nuovo stadio: "Abbiamo parlato di stadio e centro sportivo. Siamo alla ricerca di terreni ma è un'operazione che richiede tempo. Le opzioni sono tante. Il Franchi è un monumento, ma lo era anceh lo Yankee Stadiumd di New York, poi è stato abbattuto. Io vorrei fare qualcosa di nuovo, vediamo se sarà possibile ma comunque le alternative non mancano. DI certo voglio fare qualcosa che renda i fiorentini orgogliosi. Il tema del centro sportivo è più semplice, sarà una questione più rapida". Commisso ha poi commentato il dato relativo alla campagna abbonamenti: "A oggi ci sono circa 25.700 abbonati. Siamo la quarta squadra per abbonati in Italia. Mi ha colpito il lavoro che è stato fatto nel calcio italiano. Io stesso credo di poter dare tanto al movimento aiutandolo a crescere. Serve essere orgogliosi dell'Italia, il calcio italiano deve tornare al top".

Ribéry la trattativa più difficile

Dopo il presidente è intervenuto Joe Barone: "Per me era il primo mercato, è stato bello lavorare in sinergia con Pradè e il resto dello staff. Abbiamo iniziato con tantissimi giocatori, oggi abbiamo una rosa di 28. La trattativa più complicata? Sicuramente quella di Franck Ribery. Aveva tante squadre dietro". L'uomo di fiducia del presidente ha ribadito la fiducia in Montella: "Quelle che sono uscite sono notizie false. Sta facendo un grandissimo lavoro. Purtroppo abbiamo iniziato male, ma abbiamo una rosa importante con giovani di buon livello e altri giocatori più esperti".

Fiorentina: un progetto costruito sui giovani

Parola anche a Daniele Pradè, direttore d'orchestra del mercato viola: "Sono qua per prendermi le responsabilità, nel bene e nel male, in quanto uomo mercato. Avevo chiesto pazienza, ora chiedo comprensione. Abbiamo deciso di lavorare sui giovani. Sono come piantine che vanno annaffiate e fatte crescere. Siamo una delle squadre con l'età media più bassa d'Europa. È il nostro modo di lavorare e di far capire che stiamo facendo qualcosa di nuovo. Ovviamente abbiamo dovuto prendere anche dei giocatori esperti, per aiutare i giovani a crescere. Il presidente mi ha dato carta bianca col budget, avevo una cifra molto più alta. Tuttavia, spendere tanto per spendere non serve. C'è il mercato di gennaio e c'è un anno di transizione sportiva da portare avanti". 

Ghezzal preferito a Oudin

La Fiorentina ha operato secondo quelle che erano le sue possibilità: "Siamo stati chiari: avevamo detto che Chiesa non era in vendita e alla fine è rimasto. E le altre società hanno fatto lo stesso. Udinese e Sassuolo (in relazione agli obiettivi De Paul e Berardi ndr) sono società solide, Politano e Suso non erano in vendita per Inter e Milan. L'unico che abbiamo lasciato andare è Raphinha per una questione di costi. Abbiamo fatto una scelta fra Ghezzal e Oudin: il primo ci dava caratteristiche che non avevamo".

A Montella il compito di dare identità alla squadra

L'avvio in campionato non è stato positivo con due sconfitte tra Napoli e Genoa e lo score di Montella, da quando è tornato tecnico dei viola è ancora a secco di vittorie, tanto che qualcuno è arrivato a metterne in dubbio la permanenza: "Le due sconfitte mettono amarezza. Col Genoa c'è stato un black out, ma alla fine potevamo pure pareggiare. Perdere col Napoli ci sta. Vincenzo deve costruire, ci deve dare identità e deve far crescere questi ragazzi".

Pedro e Duncan acquisti di prospettiva

Riguardo agli ultimi due acquisti il ds viola ha precisato: "Pedro è stato preso per colmare l'uscita di Simeone, fosse rimasto non avremmo preso un'altra punta. Aveva diverse offerte ma noi non abbiamo mai messo pressione. A quel punto abbiamo preso Pedro. Avrà bisogno di tempo, di un periodo di adattamento. Sono certo che piacerà, è molto elegante anche se molto alto. E' un '97, convocato dalla Nazionale brasiliana e che se non si fosse fatto male sarebbe andato al Real Madrid". Sull'inglese Bobby Duncan: "Lo seguivamo da tempo. Lavorerà con la Primavera, ma vogliamo vederlo anche con la prima squadra".

Mercato tutto sommato soddisfacente

Nonostante non tutti gli obiettivi siano stati centrati, Pradè si ritiene soddisfatto del mercato appena concluso: "Inizialmente avevamo così tanti calciatori che non ci stavamo capendo più niente. Durante la tournée americana abbiamo capito che potevamo puntare sui nostri giovani. Sono soddisfatto al'80%, avrei voluto fare un colpo per il presidente che me lo chiedeva e questa è una cosa strana, solitamente se il presidente mette soldi il ds li spende tutti. Ad ogni modo è solo l'inizio di un percorso".

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