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Serie D, mister Rigucci sulla stagione dello Scandicci: "Girone di andata positivo, mi aspetto più maturità in quello di ritorno"

Intervistato dal nostro sito, il tecnico dei Blues ha parlato anche dello stop ai campionati e dell'emergenza Covid: "La partita con l'Arezzo rischia di essere falsata, avrei preferito ripartire più avanti"

Intervenuto al nostro sito, l'allenatore dello Scandicci Athos Rigucci, ci ha parlato di come la squadra sta vivendo questo periodo di inattività, ma anche della stagione maturata finora e delle vicende del campionato di Serie D, che salvo imprevisti, per i Blues ricomincerà il 19 gennaio, con il recupero della partita con l'Arezzo. Di seguito le dichiarazioni del tecnico dello Scandicci:

Mister le chiedo innanzitutto come state vivendo questo periodo un po' particolare per il mondo dello sport e non solo e come sta la sua squadra?

"Ci alleniamo facendo un giro di tamponi due volte alla settimana. I ragazzi che erano positivi, finché non hanno le visite mediche non possono rientrare, e il resto è tutto un alternarsi, tra diventa positivo e chi invece non lo è, aggregando anche molti ragazzi degli Juniores. Il periodo non è facile, più che altro perché col protocollo, che adesso prevede 14 giorni di inattività dalla negativizzazione prima di fare la visita medica, siamo un po' a corto di giocatori, in vista del recupero con l'Arezzo il 19 gennaio. Purtroppo è una situazione che riguarda tante altre società, anche se noi non abbiamo i mezzi delle grandi squadre o dei professionisti".

Che tipo di allenamenti state facendo in questo lungo periodo di inattività?

"Abbiamo rinforzato molto gli allenamenti, sia a livello numerico perché non ci sono partite, sia a livello fisico e atleto. In ogni caso c'è da considerare il discorso mentale per i giocatori, perché lo scopo dell'allenamento è poi arrivare preparato alla partita, e senza partite è dura. Dobbiamo chiedergli tanto durante gli allenamenti. Al momento stiamo dando solo uno o due giorni di riposo a settimana, perché non abbiamo amichevoli né partite. Non è facile allenarsi così. Non sappiamo nemmeno quanto può durare questa situazione, perché domani possono spuntare altri giocatori positivi e quindi si ricomincia da capo".

Voi tornerete in campo il 19 gennaio per il recupero della gara con l'Arezzo. Come è messa la squadra a livello numerico?

"Al momento abbiamo 4-5 positivi, mentre un paio che si sono negativizzati, ma dovranno aspettare 14 giorni prima di fare la visita, e quindi non saranno disponibili. Rischiamo di giocare con mezza squadra. Purtroppo lo Scandicci non è l'Arezzo o altre squadre che hanno rose più lunghe. Ci gira un po' le scatole, perché così rischiamo di regalare le partite. Ci vorrebbe tra l'altro un aiuto per le squadre più piccole; basti pensare che se ti vuoi fare una visita medica adesso, puoi spendere fino a 500 euro, e sono costi che una società dilettantistica non può permettersi, o devono fare grandi sacrifici. Sinceramente avrei preferito un rientro a fine gennaio, con un regolamento che magari prevedesse che una squadra che 4-5 positivi, di avere la possibilità di richiedere un rinvio. Ripeto, con l'Arezzo probabilmente andremo a giocare con metà squadra degli Juniores, e così si rischia di condizionare fortemente le gare".

Passando al lato prettamente di campo, come fotografa questa prima parte di stagione della sua squadra, che ha alternato momenti molto positivi a strisce negative?

"La squadra è molto giovane e per questo abbiamo peccato di inesperienza in alcune partite dove ci meritavamo molto di più. Poi ci sono state anche partite che meritavamo di perdere, perché abbiamo fatto molto male. E' un po' il dna delle squadre giovani. Penso che nel calderone, ci manca qualcosa a livello di punti per le partite che abbiamo fatto. In ogni caso, insieme alla società, reputiamo sia stata una prima parte di stagione positiva. Non dimentichiamoci poi che abbiamo avuto alcune assenza importanti, come Meucci e Kernezo per infortunio. I giovani vanno fatti sbagliare e vanno fatti crescere".

Che seconda parte di stagione dobbiamo aspettarci dalla sua squadra?

"Mi aspetto una squadra un po' più matura, visto che in alcune partite del girone di andata non abbiamo fatto punteggio pieno per mancanza di esperienza e di mentalità, che ti crei giocando e crescendo. Mi aspetto di regalare meno agli avversari. Spero di recuperare i giocatori che ci mancano, perché così facendo il livello tecnico sale. Sarà una seconda parte di sofferenza, dove dovremo lottare fino all'ultima giornata. Poi se la salvezza dovesse arrivare prima del previsto, possiamo anche puntare a qualcosa di più".

Dal mercato avete pescato Andrea Jukic, giocatore di grande esperienza. Ci dobbiamo aspettare altri movimenti in entrata o in uscita?

"In uscita non penso proprio che ci saranno movimenti, perché puntiamo sui giocatori che abbiamo da inizio anno. In entrata si, perché numericamente in rosa ci mancano un paio di giocatori. In ogni caso non prenderemo giocatori tanto per far numero, ma giocatori che servono alla causa dello Scandicci. Ora si aprirà il calciomercato dei professionisti, e vedremo se ci sarà qualche opportunità, magari di tesserare qualche giovane che finora ha avuto poco spazio. Insomma, se ci sarà l'occasione giusta, prenderemo qualcuno, altrimenti punteremo forte sui giocatori che già abbiamo, perché sono ragazzi validi, e siamo sicuri della scelta che abbiamo fatto, soprattutto a livello umano. Un esempio è proprio Jukic. E' un giocatore importante, io l'ho già allenato quando ero al Gavorrano, e aveva fatto una quindicina di gol nel girone di ritorno. Adesso sta bene fisicamente, e spero che ci possa dare una grossa mano. Ci aspettiamo tanto da lui".

Quest'anno l'obiettivo è quello di mantenere la categoria. Per i prossimi anni c'è in cantiere la volontà e il progetto per ambire a qualcosa di più?

"Il Presidente è una persona molto ambiziosa. Ci viene a trovare tutti i giorni, e come tutti i presidenti vorrebbe arrivare il più in alto possibile. E' una persona che ci tiene tanto allo Scandicci. Stiamo aspettando un po' l'esito di quest'anno. Abbiamo puntato molto sui giovani, però sono giovani forti. Per il prossimo anno, vorremmo provare a migliorare i risultati, con l'obiettivo di aggiungere qualcosa in più ogni anno. Speriamo poi che presto si sblocchi anche la situazione dello stadio nuovo, che sicuramente darebbe uno stimolo in più".

Nel vostro girone c'è un'altra società fiorentina, il San Donato Tavarnelle, che sta facendo una stagione straordinaria, condita da numeri che neanche in Serie A hanno. Da addetto ai lavori cosa ne pensi? Può farcela a vincere il campionato?

"Io sono stato allenatore del San Donato, e posso dire che negli anni scorsi hanno sempre speso tanto e cambiato tanto. L'anno scorso hanno avuto la bravura di prendere il migliore allenatore che c'è in questa categoria, ovvero Paolo Indiani, in assoluto l'allenatore più forte di queste categorie, e in più hanno confermato il blocco della passata stagione. Inoltre gli hanno data la scelta di prendere i giocatori giusti. Hanno calciatori importanti per la categoria, e questo gli sta permettendo di fare grandi cose. Spero per loro che possano arrivare in alto. Ci sono tanti giocatori che conosce, e mi farebbe paicere per loro. Se lo meritano".

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