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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Calcio

Le parole di Commisso al FT finiscono al centro di un'inchiesta della Procura federale FIGC

Il Procuratore capo della Federcalcio, Giuseppe Chinè avrebbe aperto un fascicolo per valutare se le dichiarazioni del patron viola siano lesive nei confronti di altri tesserati

Potrebbero costare caro le parole pronunciate da Rocco Commisso in un'intervista al Financial Times. Nella giornata di ieri, infatti, il Procuratore capo della Procura federale della FIGC, Giuseppe Chinè, ha aperto un'inchiesta sulle dichiarazioni del patron della Fiorentina.

L'apertura del procedimento - come spiegato da fonti della Procura citate dall'ANSA - è volto "a verificare se si tratti di dichiarazioni lesive nei confronti di altri tesserati".

Commisso nell'intervista al quotidiano economico aveva usato toni forti e coloriti. Nel mirino del magnate italo-americano sono finiti lo stadio Artemio Franchi, definito "la cosa più 'schifosa' che sia mai stata inventata" e priva di storia, puntando successivamente il dito contro la burocrazia, rea di farlo "impazzire".

Oltre a rivendicare le somme investite nel club viola (circa 340 milioni di euro), Commisso ha parlato anche dell'affaire Vlahovic, sostenendo come il serbo debba riconoscenza alla Fiorentina. Poco eleganti anche i commenti sulla questione plusvalenze, indagine che coinvolge tra le altre la Juventus: "Negli USA gli azionisti farebbero causa a tutti quei figli di.., scusate il linguaggio". E ancora: "Chi altro ha fatto quello che ho fatto io in Italia? Vuoi che li elenchi? Non gli Agnelli. Il nonno, forse, non i nipoti. Non Gordon Singer al Milan. Non quel ragazzo alla Suning. Usano i soldi degli altri".

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