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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Calcio

Fiorentina-Viktoria Plzen: le parole di Italiano e Kouame alla vigilia

Il tecnico e l'attaccante dei viola sono intervenuti in conferenza stampa alla vigilia della gara di ritorno dei quarti di finale di Conference League in programma giovedì 18 aprile alle 18:45 allo Stadio "Artemio Franchi"

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Vincenzo Italiano è intervenuto in conferenza stampa accompagnato da Christian Kouame alla vigilia della gara di ritorno dei quarti di finale di Conference League in casa contro il Viktoria Plzen.

"Dovremo far molto meglio rispetto all'andata - ha esordito il tecnico della Fiorentina -. Provare a segnare proponendo nella loro metà campo ciò che non ci è riuscito nella partita d'andata. Dobbiamo riempire l'area con tanti uomini, provare sfruttare le palle inattive. Sappiamo che il Viktoria è una squadra che subisce pochi gol, ma possiamo metterli in difficoltà".

Al mister dei gigliati è stato chiesto quali siano le sue sensazioni prima di questo incontro decisivo: "Penso che siamo davanti a una delle settimane più importanti da quando ci sono io e tanti ragazzi che lavorano con me. In palio ci sono l'accesso a una semifinale europea e a una finale di coppa, che per ora accantoniamo. Ultimamente in casa stiamo lavorando molto meglio, anche sotto il punto di vista dell'attenzione. Domani possiamo metterle in difficoltà il nostro avversario. Spero che lo stadio ci trascini e non si pensi ad altro perché vogliamo vincere".

L'allenatore del Viktoria Plzen Koubek ha definito la Fiorentina il "Barcellona d'Italia" per via del suo stile di gioco orientato al palleggio. "Non ho letto molto - ha risposto Italiano -. Siamo stati bravi a gestirli all'andata e credo che si riferisca a questo. Ci ha fatto un bel complimento, lo ringrazio. Mi auguro che le nostre capacità vengano fuori anche domani. Chory è un attaccante forte fisicamente che va limitato in tutti i modi. Domani potrebbe essere una gara di tipo diverso in base agli episodi".

Sulla condizione di Arthur: "In questo momento ha qualcosa in più in termini di condizione. La gara d'andata gli è servita per prendere ritmo ma abbiamo ancora tempo per valutare sia lui che il modo in cui impostare la partita".

Il cammino dello scorso anno alza di molto le aspettative sul finale di stagione dei viola: "Non sento il percorso nelle coppe come un obbligo dettato dalle due finali dell'anno scorso. In giro ho visto tanti striscioni che esortano a recarsi allo stadio domani e la cosa non può che rendermi felice. I ragazzi ci tengono ad essere sostenuti e anche la città l'ha capito. Domani possiamo andare avanti. Vincendo raggiungeremmo la semifinale di una competizione importante il cui livello si è alzato. È ora di stringerci tutti".

Sul digiuno di gol di Belotti: "Andrea prima o poi troverà lo spiraglio giusto. Finora abbiamo trovato sulla nostra strada portieri fenomenali. Con il Genoa l'ho sostituito soprattutto per non appesantirlo. Mi auguro che domani possa avere l'opportunità per cui vivono gli attaccanti. Il lavoro che fa non può non essere ripagato".

Vista la difficoltà a far gol con gli attaccanti, a Italiano è stato chiesto come mai la squadra non provi di più la soluzione da fuori area: "È una soluzione che possiamo sfruttare, ma non tutti possono calciare da 25-30 metri. Mandragora e Duncan sono due che possono farlo. I ragazzi sono liberi di farlo e di cercare altre soluzioni".

Molti gol che la Fiorentina subisce vengono imputati alla linea difensiva alta voluta dal tecnico: "Bisogna soffermarsi su qualche numero. Rispetto al primo anno subiamo molti meno gol, un dato che ci fa piacere e che vorremmo mantenere tale. Per essere aggressivi e vicini alla porta una volta recuperata la palla, la linea va tenuta alta. Sono diminuite anche le espulsioni, un altro problema per cui eravamo criticati lo scorso anno. Le abbiamo azzerate. Nell'arco di un campionato ci può stare subire diversi tipi di gol. La nostra mentalità consiste nell'aggredire vicino all'area avversaria. Dobbiamo alzare ulteriormente il livello d'attenzione in questo finale di stagione".

Infine Italiano ha risposto a un'altra delle accuse a lui rivolte dalla critica, ossia quella di avere uno stile di gioco che non favorisce le punte: "Se in questi mesi le nostre punte non hanno fatto gol continuità la responsabilità maggiore è dell'allenatore e della sua proposta, delle soluzioni che non trova. quando prepariamo le partite lo facciamo per assicurare il maggior numero di rifornimenti agli attaccanti. Ma ci siamo arrivati con altri giocatori. Lavoriamo per trovare soluzioni diverse, collettive o individuali. Serve qualcosa in più. In precedenza i miei attaccanti gioivano di più, da qualche tempo sembra ci sia una maledizione. Ma se continuiamo ad avere percentuali alte in zona offensiva qualcosa di più può arrivare. Stamattina abbiamo fatto del lavoro specifico su questo".

Queste invece le parole di Christian Kouame: "Quest’anno per me è stato bello perché ho vinto la Coppa D’Africa con la Costa d'Avorio ma mi piacerebbe vincere un trofeo anche con la Fiorentina. L'anno scorso abbiamo giocato e perso due finali, abbiamo voglia di rivincita. Vogliamo Vincere per noi e per Joe che ci teneva moltissimo a vincere qualcosa. Dobbiamo essere bravi a giocare da Fiorentina. Solo così potremo vincere qualcosa".

All'ivoriano è stato chiesto se inconsciamente la squadra abbia fatto una privilegiando il cammino nelle coppe a quello in campionato. "Non credo si possa parlare di una scelta. Eravamo quarti in campionato, quindi non abbiamo scelto. In questa fase siamo un po’ indietro ma abbiamo l’opportunità di vincere un trofeo. La nostra non è stata una scelta".

Sul legame con Firenze: "È un legame forte con questa terra, dove sono arrivato dieci anni fa. Potremmo parlarne per ore ma io voglio solo vincere, conta solo questo".

Si è parlato anche della situazione legata al rinnovo contrattuale: "Non influisce, non penso al mercato. Di queste cose se ne occupa il mio agente con la società, lascio fare a loro. Il mio unico pensiero è di giocare e dare il massimo. Quest'ultimo conta moltissimo per noi. Non bado alle voci, non penso al rinnovo, ci sarà tempo per parlarne. I miei pensieri sono rivolti alla Fiorentina e al campo".

Interrogato sul suo rapporto con Italiano: "Sono grato al mister. Al ritorno dal prestito in Belgio non sapevo se sarei rimasto o partito, lui mi ha convinto a restare. Ha sempre creduto in me, e per uno come lui non potevo non dare tutto. Mi ha sempre fatto sentire la sua fiducia. Se domani dovessi segnare per me sarebbe il massimo. Gli sarò sempre grato per avermi dato fiducia".

Con Kouame si è tornati sulle due finali perse dello scorso anno: "Perderle entrambe è stata dura. Ci sono alcune partite, però, ad esempio l'andata col Plzen, che l'anno scorso avremmo perso. Per la troppa voglia di vincere subivamo gol e perdevamo. Quest’anno siamo più intelligenti. A volte non vinciamo ma neanche perdiamo. Possiamo giocarcela domani in casa. In particolar modo nelle coppe lavoriamo così, se non si può vincere meglio non perdere. Il mio ruolo preferito? Non importa dove gioco: io entro in campo e penso solo a dare tutto".

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