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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Calcio

Olympiacos-Fiorentina, Italiano alla vigilia: "Bravi a tornare in finale. Vogliamo un epilogo diverso da Praga"

L'allenatore della formazione viola ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della finale di Conference League in programma mercoledì 29 maggio allo stadio Agia Sophia di Atene

Vincenzo Italiano ha parlato alla vigilia di Olympiacos-Fiorentina, seconda finale di Conference League consecutiva per la sua squadra: "In queste partite le probabilità di vittoria sono al 50%. Forti noi, forti loro perché siamo arrivati in finale. Dobbiamo provare a giocare come si gioca in una finale. Un po' di esperienza ce l'abbiamo, dobbiamo mostrarla domani. La mia vigilia? La sto vivendo con grande attesa, come dicono i ragazzi è una rivincita. Abbiamo avuto la capacità di arrivarci e in Europa non è semplice. Serve la massima attenzione. Dobbiamo fare di tutto per non commettere errori, essere concreti, concentrati. La finale va giocata col fuoco dentro e con la massima applicazione. L'anno scorso l'epilogo fu negativo, quest'anno proveremo a farla finire diversamente sapendo che l'avversario è forte e preparato e che sarà una partita tosta".

Olympiacos-Fiorentina: probabili formazioni e dove vederla in tv 

Una delle domande poste al tecnico ha riguardato il momento di Dodô: "Da quando è rientrato nessuno si aspettava di ritrovarlo in questa condizione, già pronto per prestazioni di alto livello. All'inizio abbiamo cercato di gestirlo ma quando è tornato a 100% si è espresso ai suoi livelli. A Bruges ha fatto una grande partita, conosce queste partite, averlo recuperato è un'arma in più. Lì abbiamo anche Kayode che ha fatto una grande stagione e Faraoni, ha dato una grossa mano dal suo arrivo".

Interrogato su cosa abbia detto per caricare la squadra, Italiano ha risposto: "Ciò che mi hanno sempre sentito dire in questi tre anni, dentro e fuori dal campo, è che non dobbiamo mai perdere l'identità. A maggior ragione in queste partite devi dimostrare il tuo credo calcistico che ti ha portato fino in finale, adattandolo alle caratteristiche che richiede questa partita. Attenzione al dettaglio, furore agonistico, quello non deve mancare, la partita è importante".

Il maggiore pericolo della formazione greca è rappresentato da Ayoub El Kaabi, capocannoniere della competizione con 10 centri, e autore di 32 reti complessive in stagione: "Come fermarlo? Con le catene (ride ndr). Arriva con grande fiducia, nelle ultime gare in Europa lui e la squadra hanno fatto un grande percorso. Hanno fatto prestazioni grandiose battendo in semifinale una delle favorite per la vittoria finale. Sta segnando con regolarità, è pericoloso dentro e fuori dall'area. Sappiamo che è un punto di forza dei nostri avversari insieme ad altri, proveremo a limitarlo con attenzione e abnegazione. Scendendo in campo senza queste caratteristiche possono metterci in difficoltà".

Pur non giocando nel proprio stadio, gli ateniesi dell'Olympiacos giocheranno a casa loro: "Quando si scende in campo tutto passa in secondo piano, si è undici contro undici. Metà stadio sarà per la Fiorentina, metà per l'Olympiacos che è nella sua città, ma questo non cambia nulla. Da quando fischia l'arbitro. Loro non hanno viaggiato, hanno avuto più tempo per prepararla ma quando si scende in campo è 50:50, vincerà chi avrà più fuoco dentro. Bisogna pensare solo a noi, l'Olympiacos l'abbiamo studiato, non ci resta che dare tutto ciò che abbiamo".

A Italiano è stato chiesto come mai in questi anni la squadra non abbia fatto così bene in campionato come nelle coppe: "Il percorso in Europa qualcosa toglie inevitabilmente. La Conference si gioca di giovedì, c'è poco tempo per recuperare, preparare le partite, pur ruotando e mettendo gente fresca. Devo dire che la concentrazione avuta in Europa in campionato ogni tanto ci è mancata ma non abbiamo fatto così male in Serie A, un settimo posto e due ottavi posti, volevamo qualcosa in più ma rimane una doppia finale europea che è motivo di grande soddisfazione. In Europa abbiamo trovato strategie diverse specialmente nella seconda gara, a presentarci in maniera corretta. Questo ci ha portato due volte in finale. Serie A, Conference, Coppa Italia, Supercoppa, il nostro cammino è stato positivo. Quando sono arrivato a Firenze presentarmi davanti a una platea del genere era impensabile. Domani abbiamo l'opportunità di raggiungere una gioia che rincorriamo da tempo. Concentriamoci solo su domani e sul fare una grande partita".

Il tecnico dei gigliati ha risposto anche a proposito di quanto sia cambiato in questi tre anni in panchina a Firenze: "Il mio sogno era arrivare in Europa con la Fiorentina e ci sono riuscito. Per me era la prima esperienza, il mio bagaglio di conoscenze è cresciuto notevolmente. Aggiungiamoci le finali, la preparazione, l'attesa. Con i ragazzi abbiamo modificato tantissime cose in campo, ho scoperto cose nuove. Non mi sono fatto mancare nulla, a livello personale e di squadra, non so se sono cresciuto o migliorato ma sono diverso dal 2021. Praga? Affrontata nel migliore dei modi ma per alcuni episodi non abbiamo gioito. Non voglio rivedere quelle facce domani. Per quello l'interpretazione della gara dev'essere come fosse l'ultima. Siamo stati bravi a ripresentarci qui, nessuno ci dà la certezza di esserci di nuovo. Praga ha fatto male a noi e a tutta Firenze. Sappiamo cosa si vive quando non si vince una finale".

Sul collega Mendilibar: "Con il suo arrivo hanno trovato la quadra. Era il terzo allenatore, con Mendilibar hanno messo a posto tutto andando forte soprattutto in Europa. Hanno battuto avversari di livello. Sono organizzati, sanno pressare, hanno giocatori esperti e di qualità. Il fatto di essere in finale la dice lunga sul loro valore. Ci fa paura il loro entusiasmo, giocando con qualità possiamo creargli delle difficoltà".

Dovesse presentarsi lo scenario dei rigori la Fiorentina non si farà trovare impreparata: "Li abbiamo provati, sono una possibilità. Abbiamo tanti calciatori con la personalità giusta per calciarli. In Coppa Italia abbiamo passato due turni ai rigori, in campionato ne abbiamo sbagliato qualcuno che ci è costato qualche punto in classifica. Fioretto? Non ci ancora ho pensato,Se dovesse capitare qualcosa ci inventeremo".

In più di un'occasione i cronisti presenti hanno cercato di strappare risposte sul suo futuro al mister ma anche questa volta Italiano non si è sbilanciato: "Il telefono è spento, ho il silenzioso e non ascolto nulla, l'unica attenzione è concentrarmi sulle partite importanti. Non voglio distrarmi e pensare ad altro. Tutto può accadere, il calcio dà poche certezze, pensiamo a questa partita e poi valuteremo. Questa finale è la chiusura di un cerchio? Secondo me è stato fatto un gran lavoro ma essendo di nuovo qui dobbiamo aggiungere qualcosa a questo percorso straordinario sotto tanti punti di vista. Nessuno sa quale sarà il futuro, bisogna fare di tutto per mettere la ciliegina sulla torta".

Dall'eventuale vittoria della Fiorentina dipende anche il record che potrebbe vedere l'Italia presente in Europa con ben nove squadre nella prossima stagione: "Abbiamo anche questa responsabilità. Sarebbe davvero spettacolare: da quando seguo il calcio non credo ci siano mai state nove squadre della stessa nazione in Europa. Abbiamo questa responsabilità di dare questa gioia al Torino. Cercheremo di andare forte anche per dare al calcio italiano. Penseremo ai nostri amici di Torino".

Infine il mister dei gigliati ha risposto a proposito dell'incontro con Commisso, arrivato ad Atene insieme alla sua famiglia e a quella di Joe Barone: "Il presidente è carico come sempre. Lui al contrario mio non soffre i viaggi in aereo. È sempre un piacere vederlo. Appena è arrivato ha fatto un discorso alla squadra. Trasmette il suo entusiasmo, la fiducia che serve per questi impegni. È superfluo aggiungere che domani il sudore va gettato per lui, per Joe Barone, e per le loro famiglie. Non meritava momenti brutti come la tragedia che abbiamo vissuto in questo periodo".


 

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