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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Calcio

Italiano alla vigilia di Juventus-Fiorentina: "In una partita così bisogna essere perfetti. So quanto ci tiene la piazza"

Il tecnico dei viola è intervenuto in conferenza stampa nel pre-gara della sfida di campionato in casa dei bianconeri

Ritrovata la vittoria battendo in casa lo Spezia, la Fiorentina ha raggiunto quota 18 punti nella classifica di Serie A, mantenendo a tiro i piazzamenti validi per l'Europa.

La squadra di Vincenzo Italiano è ora attesa dalla trasferta di Torino contro la Juventus, in programma sabato pomeriggio alle 18:00 all'Allianz Stadium. Contro i bianconeri è una sfida sempre molto sentita e soprattutto in questa stagione, in cui la Fiorentina mostra un gioco offensivo e quella di Massimiliano Allegri pare invece in difficoltà (proviene da due ko di fila in Serie A e ha 3 punti in meno rispetto ai viola), provare a ottenere un risultato positivo è d'obbligo.

Nella conferenza stampa della vigilia, il mister dei gigliati Vincenzo Italiano ha iniziato la sua analisi rispondendo a che partita si aspetta con la Juve: "L'ho detto domenica scorsa alla fine della partita, nel bene o nel male la Juve ha sempre qualità, non muore mai. Lo avete visto anche in Champions che prestazione ha fatto. Arriveranno con una fiducia diversa rispetto alle gare di campionato. Affrontiamo una squadra che ha una qualità esagerata in avanti con giocatori rapidi e tecnici. Da questo punto di vista dobbiamo stare attenti e dobbiamo affrontarla come abbiamo fatto in queste 11 partite dove quasi sempre abbiamo approcciato bene. In una partita così bisogna essere quasi perfetti. Specialmente quando si arriva prima della sosta, ai ragazzi chiedo sempre di dare qualcosa di più".

Il tecnico contro i bianconeri festeggerà le 50 partite in Serie A: "Sono contento di quello che ho ottenuto in questo anno e mezzo nella massima serie. Penso che sia uno dei campionati più difficili, se non ti prepari bene rischi di perdere tutte le partite. Qui si preparano diversamente le partite, ogni squadra a livello strategico riesce a mettere in difficoltà. Sono felice dell'esperienza maturata finora e spero di togliermi tante soddisfazioni con questa squadra, penso si possa fare bene ne abbiamo le qualità. Su questo batterò perché riuscire ad ottenere risultati in questo sport non è facile ma quando si riesce si vive una gioia indescrivibile.

In molti vedono questa partita come un esame di maturità: "Con la Juve so quanto ci tiene la piazza, anche i ragazzi che sono qui da qualche anno. L'abbiamo preparata bene, sarà il campo a dare l'ultimo verdetto. Siamo ancora alla 12ª giornata, è un test difficile, vediamo a che punto siamo. Ci sono 3 punti a disposizione, cercheremo di arrivare pronti".

A proposito di che Juventus aspettarsi, Italiano ha mostrato di non fidarsi del momento negativo dei bianconeri in campionato: "Non so come si presenterà la Juventus ma ha tante frecce, tanti giocatori pericolosi, di qualità, inventiva, guizzo. L'allenatore cercherà di mettere tutta la qualità per vincere e indirizzare la partita. Noi proveremo a essere gli stessi, avere la nostra mentalità, a volte ci riesce di più, altre meno. Ma se uno vuole intraprendere una strada deve pensare anche di andare a Torino a giocarsela. Poi se gli avversari saranno bravi a tenerci nella nostra metà campo, dovremo cercare di tenere botta. Cercheremo di farlo anche con la Juve. Vedrete ancora una volta la Fiorentina cercare di fare quello che ha fatto nelle scorse partite. Proveremo a ottenere il massimo a livello di prestazione".

A Torino mancherà Nico González, ancora alle prese col covid: "Nico non ci sarà, questa è una certezza. Il reinserimento in squadra dopo il covid? Dipende da quanti giorni si sta lontani dal campo. In questo momento è capitato a Nico, manca da un po', appena tornerà ad essere a disposizione sarà difficile rimetterlo subito in campo. Proveremo a rimetterlo a regime quando sarà a disposizione. Per noi è un giocatore importante, non metterlo nelle giuste condizioni sarebbe una mossa sbagliata".

Sul 3-0 dello scorso anno: "Me la ricordo bene, fu un'importante vittoria per la Fiorentina, giocare per tanto tempo in superiorità numerica fu un vantaggio sfruttato bene dalla squadra e so che si era festeggiato tanto. Noi cercheremo di fare quello che dobbiamo cercare di continuare a fare per tutto l'arco della stagione, avere la nostra identità, pensare alla prestazione, perché senza quello non ottieni nulla. Chiedo sempre questo ai ragazzi, poi le partite sono sempre diverse. Cambiano di settimana in settimana figuriamoci dopo tanti mesi ma l'avversario resta la Juve, una squadra forte che va affrontata bene. Sono curioso di vedere come ne verremo fuori".

Italiano ha risposto anche sul clima pre-partita in città e sulla pressione che deriva da una partita del genere: "L'unica cosa per quanto riguarda la partita di domani è che al momento del fischio domenica contro lo Spezia c'era già gente che mi urlava 'Mister ricordati che c'è la Juve', questo mi dà l'idea di quanto ci tenga la gente a questa partita, ma ci teniamo anche noi. Penso che alla 12ª giornata è una partita importante ma che vale 3 punti, è un altro test importante per noi e per loro, è ancora presto per collocarci in una dimensione diversa da quella che vogliamo ricercare. Tutti ora pensano a questo, col cambio di tante panchine molte squadre cercano ancora la loro identità. Anche noi siamo un cantiere aperto dove bisogna migliorare e crescere, per noi è importante questa partita ma per la nostra crescita lo è ancora di più".

Sul momento di Vlahovic: "Io penso che stiamo parlando di un ragazzo che in 11 partite ha fatto 8 gol, abbiamo avuto qualche gara dove non siamo riusciti a seguirlo adeguatamente e a metterlo nelle condizioni di sfruttare il suo potenziale. Non dipendeva da situazioni fuori dal campo. Il ragazzo si è sempre impegnato, in campo dà l'anima e quando non ha la palla rincorre tutti. Quando siamo in possesso cerca di rendersi pericoloso e nella scorsa partita oltre al gol su rigore siamo riusciti a metterlo nelle condizioni di lavorare bene in area. Penso che un attaccante che arriva da una tripletta sia un attaccante al massimo dell'autostima e della fiducia. La partita richiede un'attenzione e uno stimolo diverso. Vedere arrivare Dusan a questa partita con questo entusiasmo ci dà fiducia. Voci sulla Juve? Non leggo tantissimo ma ho visto di tante altre squadre tra cui inglesi, Juve e Milan, per ora sono solo voci e situazioni che per me sono poco credibili. Lui è concentrato sul campo e ci tiene a far bene".

In un'intervista Biraghi ha paragonato Italiano a Conte: "È un accostamento che mi fa piacere, poi quando lo dicono i calciatori vale ancora di più, ringrazio Cristiano per questo. Perdere non piace a nessuno, non ottenere la vittoria mi fa star male, se si può evitare cerco di farlo quasi sempre ma col passare degli anni uno deve lavorare anche dopo le sconfitte, perché queste fanno maturare mettere a posto situazioni su cui magari hai delle convinzioni e che invece vanno modificate e aggiustate. Se i ragazzi lo hanno percepito mi auguro che i ragazzi provino a non farmi stare male (ride ndr). Differenze tra allenamento e partita? Durante la gara bisogna essere ancora più concentrati. In allenamento si fanno partitelle, esercitazioni, si simula ciò che succede in gara per velocità e difficoltà ma non è mai simile a ciò che capita in partita dove bisogna essere concentrati, percepire il pericolo. Nella partita il minimo errore può essere fatale. Le richieste sono le stesse, cercare in quell'ora e mezza di essere super attenti. In questa settimana ci siamo preparati sulle difficoltà che può crearci la Juve e su dove possiamo limitarli e metterli in difficoltà".

Il tecnico ha risposto anche a una domanda su Sottil: "Ha qualità fisiche importanti, cambio di passo, velocità, uno contro uno, qualità che per un esterno sono importanti e uniche e possono fare la differenza. Deve crescere in concretezza, essere più nel vivo in area di rigore, spesso non riesce a riempire l'area e affiancare l'attaccante. Ne ho visti tanti esterni d'attacco che devono lavorare su questa situazione, possono riuscirci solo nel lavoro. Nel nostro sistema gli esterni sono attaccanti, poteva avere qualche gol in più e anche qualche assist. Deve essere più esigente per sé stesso, se inizia a far gol diventa un uomo squadra, aiuta ad indirizzare le partite. Ci arriverà, è intelligente, capisce bene le situazioni, è ancora giovanissimo e ha tutto il tempo di migliorare".

Infine, sulle scelte di formazione: "Tutti si sono guadagnati la conferma. La difesa è un reparto più delicato rispetto ad altri. Hanno lavorato bene, anche durante la settimana, fino all'ultima partita meritavano di essere riproposti. Tutti al momento di andare alla riconquista lavoriamo bene, ripieghiamo sotto la linea della palla. I ragazzi hanno capito che il sacrificio è alla base di tutto e questo sta dando buoni risultati. Nelle ultime tre partite abbiamo preso un solo gol. Sono contento anche dell'apporto dei subentrati, Odriozola e Callejón sono entrati con la giusta motivazione e applicazione, questo mi ha fatto felice, se la Fiorentina lo capisce può ottenere ancora di più".

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