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Sabato, 4 Dicembre 2021
Calcio

Fiorentina, Italiano: "Perdere mi fa andare in bestia. Con lo Spezia gara speciale ma voglio vincere"

Il tecnico dei viola è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida casalinga contro i liguri che ha guidato nelle ultime due stagioni

Vigilia di Fiorentina-Spezia, una partita come le altre per i viola, non per il loro tecnico Vincenzo Italiano che per due stagioni ha guidato i liguri prima a una storica promozione e poi a una altrettanto memorabile salvezza, prima di spiccare il volo verso Firenze.

L'analisi pre-partita del mister dei gigliati è partita proprio dal suo legame speciale con gli aquilotti: "Per me non è una partita come le altre. Sono stati due anni straordinari in cui ho conosciuto un ambiente e persone fantastiche. A livello emotivo non sono partite facili da affrontare ma si scende in campo per vincere. Non mi vedo assolutamente come un nemico della gente di La Spezia".

Lo Spezia, oggi guidato dall'ex nazionale azzurro Thiago Motta, secondo alcuni esprime ancora un calcio nel solco del lavoro messo in atto da Italiano nel suo biennio: "Credo che ognuno abbia il proprio modo di interpretare il calcio, sinceramente non mi sono mai posto il problema di vedere se lo Spezia propone qualcosa del passato o meno. Quello che conta per noi è ripartire subito dopo una sconfitta".

Italiano non ha ancora digerito la sconfitta dell'Olimpico contro la Lazio, quinto ko in campionato: "Sto iniziando a non accettare questo tipo di sconfitte che a mio parere sono immeritate. Quando sento il triplice fischio sto male. Cinque sconfitte sono tante, perdere mi fa andare in bestia. Se non le puoi vincere, non le devi nemmeno perdere. Una prestazione così all'Olimpico non può finire con una sconfitta".

Il calore del Franchi deve diventare un fattore a vantaggio della squadra: "Quando venivo qui a Firenze da giocatore il pensiero della partita cominciava già da qualche giorno prima, pensavo a come come non subire il blasone e il calore della piazza. Mi auguro che da qui alla fine del campionato potremo toglierci tante soddisfazioni in casa".

Nelle ultime partite la Fiorentina ha avuto qualche problema a far gol: "Abbiamo il secondo possesso palla in Italia e i 15 punti che abbiamo in classifica, in buona parte sono dovuti a questo aspetto. È inconcepibile che la Fiorentina non abbia mai tirato in porta pur riuscendo a far filtrare 5 o 6 volte il pallone nell'area avversaria. Dobbiamo sicuramente avere maggiore concretezza, crescere in intraprendenza. Con più furore agonistico non avremmo perso due trasferte 1-0. È importante analizzare le partite nel complesso: la responsabilità non è solo di Vlahovic, abbiamo tre accattanti e portiamo tanti giocatori nella metà campo avversaria, centrocampisti e terzini compresi".

Italiano si è poi soffermato a parlare di alcuni singoli: "Castrovilli è un giocatore con caratteristiche molto diverse rispetto ai compagni di reparto. Ha una grande conduzione palla al piede. Deve aver fiducia e pretendere di più da sé stesso, non può accontentarsi di una buona prestazione, deve essere più esigente con sè stesso. Fisicamente va recuperato, perché l'infortunio è stato brutto. Gli abbiamo concesso un'ora di gioco e sta ritrovando la forma fisica. Bonaventura? Ha giocato sempre, per questo ho cercato di dargli un tempo di riposo perché ha sempre spinto. Con tre gare in una settimana è giusto attuare rotazioni. Per noi è importante, è l'unico centrocampista ad essere andato in gol, è con quelli come lui che dobbiamo alzare le percentuali sotto porta sfruttando meglio i traversoni. Con più fame la Fiorentina poteva avere più goal all'attivo. Saponara ha già stretto i denti contro il Cagliari, perché dopo la gara aveva un po' di dolore al ginocchio. L'ho rischiato per quei 20' finali con la Lazio, perché può essere determinante. Col Cagliari abbiamo visto come la prestazione dei tre davanti determina il giudizio sulla squadra. Il resto della squadra trae vantaggio dal rendimento degli attaccanti e coi rossoblù il tridente è stato fantastico".

Le tante gare a pochi giorni di distanza hanno complicato il lavoro degli allenatori: "Con queste partite ravvicinate non c'è possibilità di preparare la partita curando ogni dettaglio. Si concentra tutto in un solo allenamento e questa è la difficoltà più grande. L'altro aspetto riguarda la gestione delle energie, con poche ore di recupero. Preparando una gara con più giorni di lavoro mi sento più tranquillo".

Sul rendimento un po' incostante dei suoi: "La Fiorentina per giocarsela con le otto davanti, deve andare a mille all'ora sempre. Se non entra in campo con furore e abbassa la guardia, la squadra ne risente. Quando non riusciamo ad esprimerci come a Venezia, si vede, e lì andiamo in difficoltà. Non dobbiamo mai sottovalutare la partita, nemmeno con lo Spezia. Domani non sarà una partita semplice".

Ultimamente si discute tanto degli arbitri e del rapporto con gli allenatori, con un notevole incremento delle espulsioni nelle ultime giornate: "Non sono mai stato espulso in quattro anni di panchina. Provo a instaurare un dialogo corretto con loro, ho rispetto della classe arbitrale. Nell'arco di un campionato si verificano situazioni a favore e altre in cui c'è da recriminare. Ognuno si comporta a modo suo, io proseguirò sulla linea della serenità".

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