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Fiorentina, la malaria colpisce Kouame: ecco quando potrà tornare l'attaccante

L'analisi del dottor Gori, responsabile del reparto malattie infettive del Sacco di Milano

Il periodo nero della Fiorentina continua anche fuori dal campo. Ai pessimi risultati dell'ultimo mese e mezzo per i viola si è aggiunta un'altra grana, ovvero quella legata a Christian Kouame. L'attaccante, impegnato fino alla scorsa settimana nella Coppa d'Africa che lo ha visto trionfare con la Costa D'Avorio, è rientrato a Firenze sabato scorso. Dopo qualche allenamento individuale al Viola Park, ha partecipato martedì ad un evento benefico a Signa per gli alluvionati a Campi Bisenzio. Poi, nella notte tra martedì e mercoledì, l'ex Genoa ha cominicato ad accusare i primi sintomi della malaria, come febbre e spossatezza. Dopo il test positivo il calciatore è stato quindi ricoverato. 

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Una notizia che di certo non fa felice Vincenzo Italiano, in quanto Kouame rappresenta una soluzione in più parti del reparto offensivo. Ma quando potrà rientrare a pieno regime il calciatore? Difficile dirlo con chiarezza. A fare un quadro clinico della situazione è stato il dottor Andrea Gori, direttore/responsabile malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano intervistato dalla Gazzetta dello Sport. "Ovviamente dipende dalla gravità della malattia e varia da soggetto a soggetto - spiega Gori -. In linea di massima, se trattata correttamente come sarà sicuramente per Kouame, nel giro di una settimana dovrebbe passare tutto. Bisogna aggiungere qualche giorno in più per recuperare del tutto: fra 15 giorni il giocatore dovrebbe rivedere il campo. Succede spessissimo che le persone africane quando tornano al loro paese di origine contraggano la malattia. Questo perché quando vengono in un Paese indenne dalla malaria, come ad esempio l’Italia, loro sono protetti: l’hanno fatta due, tre, quattro volte da bambini e il loro fisico ha sviluppato l’immunità. Il problema è che dopo qualche anno questa immunità svanisce e il corpo ritorna vulnerabile. Così quando vengono punti dalla “famosa” zanzara la riprendono".

Il professore del Sacco tranquillizza anche sul rischio contagio. "Nessun rischio perché la malaria non si trasmette per contagio diretto ma soltanto attraverso le punture delle zanzare infette, che non sono presenti in Italia. Strascichi? Se curata correttamente, come sarà in questo caso, no. Quando la malattia sparisce, lo fa del tutto". 

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