Venerdì, 19 Luglio 2024
Calcio

Fiorentina, Ferrari e Pradé ufficializzano Palladino: "Ha le nostre stesse ambizioni. Vogliamo migliorare ancora"

il Direttore Generale e il Direttore Sportivo hanno incontrato la stampa al Viola Park per illustrare i programmi del club per l'immediato futuro

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La Fiorentina ha indetto una conferenza stampa presso il Wind3 Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park, in cui hanno preso la parola il Direttore Generale Alessandro Ferrari e il Direttore Sportivo Daniele Pradé. A sorpresa è stato ufficializzato il nuovo tecnico Raffaele Palladino (che si lega ai viola con un accordo biennale con opzione per il terzo, ndr), il quale ha fatto capolino in sala stampa posando con la maglia gigliata e rilasciando alcune brevi dichiarazioni, in vista della presentazione ufficiale che avverrà nei prossimi giorni.

"Ringrazio Rocco Commisso - ha detto Raffaele Palladino -. Ho avuto l'onore di parlarci telefonicamente e mi ha colpito il suo grande entusiasmo, la sua passione, la sua umanità. Mi ha trasmesso energia, sono felice di averlo conosciuto. Ringrazio il Dg Ferrari e il Ds Daniele Pradè che mi hanno voluto fortemente qui. In due minuti abbiamo trovato l'intesa su tutto. Sono davvero felice di essere nell'ambiente Fiorentina, orgoglioso, motivato, carico, in questo momento rappresento un club glorioso con una grande storia. Mi rendo conto di essere arrivato in una società importante è che darò tutto me stesso per questa società e dare grande gioia ai tifosi che hanno una grande passione per questa maglia".

Il Direttore generale Ferrari ha poi letto un messaggio di Commisso, in cui il presidente viola ha ringraziato staff tecnico, squadra e tifosi, e in cui ha fatto ammenda per alcune situazioni, tra cui il mercato di gennaio.

Smentite categoricamente le ipotesi di vendita della società: "Rocco lo ha ribadito più volte - ha detto Ferrari - quando ci sarà da vendere il club lo deciderà lui. Il presidente è contentissimo di essere a Firenze, continua a dedicare salute, soldi e lavoro a questa società. Non c'è nessuna trattativa. Con quali prospettive si riparte? Vogliamo migliorare costantemente, la base è quella dell'Europa per il terzo anno di fila. L'ottavo posto non ci soddisfa, vogliamo andare più in alto, festeggiare coi tifosi, vincere qualcosa. Il Viola Park è al centro della nostra società, ci consente di vivere tutti i giorni insieme, fare scelte mirate, far crescere uomini e donne dal punto di vista professionale e umano".

Su quale sia il programma per alzare il livello: "Non siamo soddisfatti dell'ottavo posto, cerchiamo di mettere insieme il lavoro di tutti, degli scout, del settore giovanile su cui stiamo iniziando a investire tanto. Il budget? Al presidente interessano operazioni di cui siamo convinti tutti. Dobbiamo essere bravi a individuare le persone giuste per alzare l'asticella e l'area aziendale dovrà valutare se sono fattibili. Siamo preoccupati dal tema stadio, perché da quel punto di vista è impossibile parlare di programmazione"

Si è parlato anche della questione stadio: "Chiederemo di non iniziare i lavori al Franchi, troppo complesso senza avere la copertura finanziaria e senza sapere quando finiranno. Dobbiamo poterci organizzare, non abbiamo avuto ancora risposte, come ha già detto il presidente faremo il possibile per limitare al massimo i danni. Nessuno dell'opposizione ci ha presentato nulla. Il tema stadio è delicatissimo, non è politico, ma di struttura. Il Franchi è un monumento con l'intervento del Comune, ma se devono iniziare i lavori devono finire con uno stadio completo al 100%, fare il centenario nel 2026 con le gru e i cantieri è un pensiero che non ci sfiora. Speriamo ci sia una presa di coscienza. Una volta aperto un cantiere c'è il rischio vada avanti per anni".

Sul budget per il mercato e il monte ingaggi: "Una cifra non c'è, è un discorso di operazioni. Il monte ingaggi è già importante, dobbiamo rivedere col mister chi resta e chi no, fare delle valutazioni. Non voglio essere evasivo, ma dobbiamo vederci col mister per analizzare le situazioni tecniche per valutare cosa c'è in casa".

Ferrari ha parlato anche di come è stato recepito dalla società il comunicato dei tifosi dopo la sconfitta in Conference: "Nella lettera del presidente c'è il dispiacere per Atene. Per me che arrivo dalla comunicazione, non andare ai microfoni dopo la partita è stato un errore, ci siamo fatti prendere dalla rabbia. Un presidente che ammette gli errori è raro. Questa è trasparenza. Ricomporre? Possiamo farlo lavorando, mostrando serietà, sogni e ambizioni".

Su come colmare il gap con le società che fanno debito: "Serve controllo efficace, ci sono organi competenti che fanno questo, il governo ne aggiungerà un altro. Oltre il controllo, se ci sono situazioni irregolari bisogna intervenire, sapere cosa si rischia, non fare sconti a nessuno. Questo speriamo facciano la Figc, la Lega, il governo, la competizione deve essere equilibrata e con regole rispettate da tutti".

Relativamente a nuovi innesti nell'area aziendale: "Col presidente ci siamo dati tempo per chiudere la stagione e impostare la nuova, ragionando sulle figure che mancano o possono essere spostate. Io ringrazio lo staff comunicazione, da due mesi stanno andando avanti da soli, sono un gran buon team. Vediamo se ci saranno necessità".

Ferrari e Pradè in conferenza

Fiorentina, Pradè: "Ringrazio Italiano. Palladino ha il fuoco dentro. Nico? Resta al 99%"

Daniele Pradè è partito dal commiato a Italiano: "Ringrazio Vincenzo e il suo staff, abbiamo lavorato benissimo insieme, oltre all'aspetto professionale c'è quello umano e quando le due cose vanno di pari passo si lavora bene. Gli auguro il meglio. Perché Palladino? Avevamo anche la possibilità di prendere un nostro figlio come Alberto Aquilani, ma Palladino in questo momento rappresenta l'ambizione. Quelle poche parole che ha detto bastano per capire il fuoco che ha dentro che è lo stesso che abbiamo noi. Non abbiamo ancora metabolizzato la sconfitta. Servirà tempo, ma serve nuova energia anche a noi".

Sui profili da proporre al nuovo mister: "Quest'anno abbiamo fatto un lavoro attento sullo scouting, ringrazio Burdisso che in questi tre anni è stato importantissimo per me. Le nostre strade si dividono, capisco le sue motivazioni di crescita, confrontarsi con altre situazioni. Cambiando allenatore abbiamo le idee chiare, condivideremo con lui, le decisioni le prenderemo io il presidente, Ferrari e il mister. Vogliamo migliorarci, è un ottavo posto amaro, siamo arrivati a -1 dal settimo e a -3 dalla sesta. Abbiamo lasciato tanto per strada, perso partite con squadre inferiori, che oggi avrebbero dato una luce diversa alla stagione. Castrovilli, Bonaventura, Duncan, Kouame? Non c'è stato modo di parlare di situazioni dei singoli. Kouame opzione esercitata, è un giocatore della Fiorentina".

Uno degli obiettivi di primaria importanza sarà reperire un centravanti da doppia cifra: "Cerchiamo un grande centravanti, è stato uno dei miei errori principali non sostituire in maniera adeguata Vlahovic, tutti quelli che sono venuti dopo di lui, però, hanno fatto il loro dovere, non posso dirgli nulla. L'attaccante è una priorità del nostro mercato".

In che modo potrà essere alzata l'asticella: "Dobbiamo guardare il fair play finanziario che è restrittivo, ma ci sarebbe da parlarne a lungo, specie per una società come la Fiorentina. Alzare il livello non è facile, davanti hai dei carri armati, ma siamo solidi. In Italia sta cambiando qualcosa, pensare che oggi ci siano squadre competitive come Fiorentina, Atalanta, Bologna, vuol dire che c'è un cambiamento del modo del lavoro. Abbiamo mantenuto una grande identità, ogni partita che abbiamo giocato è stata per vincere, ora dobbiamo raggiungere le imprese. Proveremo a sbagliare il meno possibile e a portare idee. Ce la metteremo tutta. Abbiamo scelto Palladino perché abbiamo ambizione".

Sullo spirito di rivincita e di rivalsa: "Questa è una Fiorentina che ha fatto 3 finali. In passato abbiamo ricostruito, ora c'è bisogno di aggiungere. Abbiamo basi solide, sono il primo a riconoscere errori, ma ci sono anche cose fatte bene. Siamo la squadra che ha giocato più partite in Europa. L'entusiasmo c'è, ed è tanto, se si unisce quello del presidente a quello dei tifosi, si crea la giusta alchimia".

Sul futuro di Nico González: "Posso dire che al 99% è incedibile, sta bene qui, lo ha ribadito anche dopo la partita di Bergamo. Nel calcio, però, mai dire mai".

Sul monte ingaggi: "Il tetto dei salari non deve superare una quota che è in base ai nostri ricavi. Il salary cap è restrittivo, le società verranno controllate a fondo, per noi è buono perché siamo la società col miglior bilancio in Italia, non porta vittorie".

Su cosa ha chiesto a Palladino: "Ambizione. Ognuno di noi deve essere ambizioso. L'identità ce l'ha data Italiano, è un allenatore con idee precise e ben chiare. Quando abbiamo preso Italiano non avevamo identità, oggi siamo riconosciuti".

Sul mercato gennaio: "Non mi ricordo, è passato tanto tempo, inizio ad essere anziano (ride ndr). Il mercato di gennaio è particolare, chi ha i calciatori forti se li tiene. Noi ne abbiamo puntato uno, Gudmundsson, è stata una trattativa lunga, ma l'altra società non ha voluto vendere. Sono arrivati due ragazzi, Faraoni e Belotti, sembrava fossero qui da tanto, li ringrazio per il loro comportamento, sono stati due uomini importanti. Abbiamo fatto altre trattative che potevamo concludere ma non eravamo convinti. Ci piacevano Gudmundsson e Zaccagni".

Sul rapporto con i tifosi: "Sono nove anni che sono a Firenze, ho comprato casa, la mia famiglia ci sta benissimo. Tante volte soffro perché non sento lo stesso amore che ho io nei miei confronti. Non ci si deve fermare al risultato sportivo, il mio sentimento per questa città è forte".

Pradè ha risposto anche sul futuro di Amrabat: "Ancora non sappiamo nulla dal Manchester United. Fosse per me lo terrei, ma non mi sembra che sia ciò che pensa Sofyan, l'abbiamo sentito più volte, è andato in Premier e credo voglia rimanere lì".

Sulla permanenza di Biraghi e Bonaventura: "Sono due situazioni diverse. Biraghi ha un contratto, Bonaventura è andato a scadenza. Siamo contenti di entrambi, ma sono due cose diverse. Sul primo siamo contenti, sul secondo c'è da rinegoziare il contratto e devo parlarne con l'allenatore".

Qualche spiraglio per trattenere Castrovilli: "Ho sentito stamattina l'agente, ci incontriamo in questi giorni per valutare le soluzioni, siamo contenti che sia rientrato, è tornato bene. Decideremo insieme il futuro".

Sull'eredità di Barone: "Passato poco dalla scomparsa di Joe, le due persone che erano più vicine a Joe eravamo io e Alessandro. La persona che era più vicina a Joe era Rocco Commisso. L'unica persona che poteva sostituire Joe è Alessandro Ferrari e vi spiego il perché. Joe faceva tutto a 360°, arrivava alle 7 e andava via alle 21, quando c'era il mercato era un vulcano, mi chiamava 30-40 volte al giorno anche per sapere dei giovani. Sappiamo cosa lui faceva, sono convinto che porteremo avanti il lavoro insieme nella maniera migliore".

Al ds è stato chiesto per se ci sia necessità di vendere per prendere giocatori importanti: "Servono idee. Soprattuto per il centravanti non sarà facile, perché questo genere di giocatori aspetta i top club, noi non siamo ancora in quella fascia. Vendere prima? Dobbiamo stare attenti ai conti, non possiamo chiedere sempre soldi al presidente, ma se ci sarà una situazione da aggredire immediatamente Rocco ci ha dato l'ok".

Positivo il giudizio sulla prima stagione di Beltrán: "Per noi è forte, siamo contentissimi di averlo comprato e convinti che dopo un anno di esperienza farà benissimo. Il ruolo? L'abbiamo preso come prima-seconda punta, l'idea di schierarlo sotto punta è stata un'idea del nostro allenatore. Io lo vedo più negli ultimi 25 metri. Siamo contenti di ciò che ha fatto per la squadra".

Sul perché dell'addio di Italiano: "Finiscono dei cicli, finisce la motivazione forte. Era un problema di Vincenzo, abbiamo provato a trattenerlo. Ci siamo lasciati benissimo, il mercato di gennaio non manca nulla, sa come abbiamo operato".

Sullo scetticismo dei tifosi: "Mi dispiace, ci sono state tante cose fatte bene. Il comportamento dei tifosi è stato esemplare, fino alla finale di coppa non avevo sentito tutto questo scetticismo. Recuperare come? Non solo con i risultati ma col lavoro. Sento la responsabilità, il nostro lavoro è logorante. Abbiamo finito domenica 2 giugno, la notte stessa lavoravamo al nuovo allenatore. Ho la fortuna di essere in un club dove la responsabilità è condivisa. Dopo la sconfitta stavamo male, il dolore annebbia la lucidità, anche i dirigenti sono esseri umani".

Pradè ha confermato che alla Fiorentina arriverà Roberto Goretti: "Ho il piacere di annunciare che sarà il nuovo direttore tecnico della Fiorentina".

Sulla possibilità di creare la Fiorentina Under 23: "Eravamo sul treno per andare a Bergamo e Joe sarebbe partito per gli States per incontrare Rocco e parlare dell'Under 23. Volevamo assolutamente farla. Avremmo avuto dei problemi per l'infrastruttura, però, potevamo bypassare con una soluzione qui nelle vicinanze. Fare l'U23 è un lavoro grande, bisogna costruire una nuova squadra, dopo quello che è successo non c'è stata voglia o energia, questa è la verità".

Infine, alla domanda se con Italiano si poteva fare di più, Pradè ha risposto: "Siamo contenti di quello che ha fatto Vincenzo, mettiamola così: sappiamo che potevamo fare di più".

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