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Domenica, 5 Febbraio 2023
Calcio

Empoli, Zanetti: "Nel mercato sarà importante tenere quelli forti e sfoltire la rosa"

Il tecnico degli azzurri ha fatto un primo bilancio sulla stagione maturata finora: "Siamo consapevoli di essere giunti a due quinti del campionato e non abbiamo fatto ancora nulla"

L'Empoli si è ritrovato da qualche giorno dopo due settimane di riposo per il Mondiale in Qatar. Nella giornata di domani gli azzurri partiranno per il ritiro in Costa Del Sol, dove si alleneranno e giocheranno alcune amichevoli fino al 9 dicembre. A parlare della prima parte di stagione e di altri temi è stato l'allenatore Paolo Zanetti, che sulle colonne del Tirreno, ha rilasciato alcune dichiarazioni:

"Il bilancio è buono, volevamo che fosse ottimo. Abbiamo fatto punti importanti, qualcuno lo abbiamo perso per strada, altri li abbiamo trovati. L’importante è il vantaggio che abbiamo accumulato sulla terzultima. Fare punti in Serie A non è semplice per nessuno. Però siamo consapevoli di essere giunti a due quinti del campionato e non abbiamo fatto ancora nulla. Alla salvezza si arriva facendo tesoro dell'esperienza dell'anno scorso. Quell’esperienza mi è servita e nel gruppo che alleno ci sono tanti giocatori che sono nelle mie stesse condizioni. Mercato? Secondo me la cosa più importante è preservare il gruppo. Quando un gruppo fa bene non va infettato. È importante che quelli bravi restino, sono come nuovi acquisti. Poi probabilmente ci sarà da sfoltire la rosa, anche perché alcuni giovani sono esplosi prima del tempo e hanno cambiato le gerarchie. Per ottenere certi risultati serve tempo e serve mantenere la struttura di un gruppo. Ritiro? I ragazzi stanno tutti bene. Due settimane di stop, a questo punto della stagione, non spostano molto. C’è da mantenere la condizione più che da caricare. Il ritiro in Spagna servirà intanto a dare un po’ di respiro ai nostri campi, ci sarà un clima favorevole per gli allenamenti e stare insieme per sette giorni serve anche a cementare il gruppo, una cosa che è sempre utile. Mondiali? Certo che li guardo. Il calcio è una droga per me. Li guardo anche per prendere qualche spunto. Secondo me l’Italia è fuori anche a causa del format. Basta una partita persa e rischi l’eliminazione. A livello tecnico gli azzurri ci sarebbero stati benissimo in Qatar. Dirò di più: secondo me i campioni d’Europa dovrebbero esserci di diritto ai Mondiali. Poi però devo dire che si nota la differenza di livello tra la Serie A e, per esempio, la Premier League".

Il tecnico degli azzurri ha poi parlato del suo modo di allenare e di altri temi:

"I giocatori sono i veri professionisti. Sono le loro prestazioni che alla fine incidono sul rendimento di una squadra. L’aspetto mentale è quello più difficile da allenare. Per quanto mi riguarda cerco di capire le singole situazioni e affrontare i problemi. L’unica regola è questa: prima viene la squadra, poi il singolo. Meno possesso e più verticalizzazione? Sì, stiamo cercando di essere più verticali. Col solo possesso non si vincono le partite. E allora bisogna stare sul pezzo, orientati al risultato, per cercare di vincere anche certe partite sporche. Questo non significa che vogliamo tralasciare l’aspetto estetico. Dipende dalle situazioni. Fioretto per la salvezza? No, non ho pensato a nessun fioretto. Penso al lavoro sul campo e cerco di metterci tutto me stesso. So che la seconda salvezza è sempre quella più difficile ma sono fiducioso. Devo dimostrare di essere un allenatore da Serie A".

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