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Antognoni, ancora al veleno contro Commisso e Barone: "Trattato come un magazziniere"

L'Eterno 10 viola in un'intervista è tornato sull'addio al club di cui è stato una leggenda, avvenuto in circostanze burrascose nel 2021

Giancarlo Antognoni torna a sferrare bordate contro la Fiorentina di Commisso. Dopo la Hall of Fame Viola, l'eterno 10 gigliato ha concesso un'intervista alla Gazzetta dello Sport, esprimendo ancora una volta la sua amarezza per la fine del rapporto con il club avvenuta nel 2021. 

La bandiera della Fiorentina ancora s'interroga sul perché le cose abbiano preso quella piega: "Mi chiedo anch’io perché non ho un ruolo. Fui io a fare gli onori di casa con Commisso. Lo presentai davanti a 10 mila tifosi e al sindaco. All’inizio tutto bene, fui anche promosso  technical manager, con lo stesso stipendio. Settemila euro netti al mese. Briciole, se pensi ai soldi che girano, ma io con la Fiorentina non ho mai fatto questione di soldi". 

Antognoni è poi tornato sull'addio: "Il giorno prima della scadenza mi chiama Barone e mi fa: 'Siamo intenzionati a mandarti al settore giovanile'. Non l’ho presa bene. Ci sono rimasto di m***a Mi sono sentito declassato, era un modo per dire vattene. La peggiore delusione nel calcio. Il modo poi... Mi hanno trattato come fossi il magazziniere. Storia definitivamente interrotta? Direi di sì". 

Riguardo ai suoi piani per il futuro, Antognoni non ha nascosto di sognare l'Azzurro: "Mi piacerebbe tornare in Nazionale. Non pretendo la prima squadra, mi starebbe bene ripartire da quello che facevo prima. Sono stato capo delegazione dell’Under 21. Quando si trattò di scegliere per la maggiore, Tavecchio optò per Oriali. Ci rimasi male. Pensavo di meritarla quella chance"

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