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Innovazione, equità e sostenibilità per una comunità digitale

La città di Firenze ospita l’incontro sui nuovi scenari per la competitività territoriale. Cuore pulsante dell’evento: l’abbattimento delle disuguaglianze

Che in Italia siano ancora presenti rilevanti segni di disuguaglianze, è uno scenario ormai noto. Paese e istituzioni si impegnano ogni anno per ridurre tali disparità – qualsiasi sia l’ambito in questione – ma la strada da percorrere è ancora lunga e non priva di ostacoli.

Nell’attuale contesto di una nazione sempre più digitalizzata, risulta fondamentale ideare un modello di sviluppo che preveda l’inserimento di innovazione ed equità, in un’ottica di sostenibilità e inclusività.

Lo scorso 15 maggio, la città di Firenze ha ospitato uno degli otto incontri appartenenti al ciclo Italia Comunità Digitale, pensato per stimolare il dibattito sul tema delle opportunità e dei rischi connessi alla transizione digitale e al ruolo che le Fondazioni di origine bancaria svolgono sui territori.

Carenza di competenze digitali significa minore integrazione e partecipazione

L’evento nel capoluogo toscano è stato promosso dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria della Toscana, in collaborazione con Acri - Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio e Fondo per la Repubblica Digitale.

Secondo quanto affermato da Carlo Rossi, Coordinatore Consulta FOB Toscane, di fronte a una digitalizzazione sempre più promossa e diffusa all’interno del nostro territorio nazionale, è importante che si punti sullo sviluppo di innovazione, transizione digitale, equità e sostenibilità sociale, che renda l’Italia competitiva per le sfide globali.

Aggiunge inoltre che «Le risorse del PNRR per la Toscana puntano su connettività, digitalizzazione, innovazione e sicurezza informatica, oltre a garantire la connessione a banda larga a famiglie, imprese ed enti delle aree periferiche. In queste dinamiche, la formazione per le nuove competenze digitali assume un ruolo cruciale: sia per accompagnare e sostenere lo sviluppo del sistema produttivo della Toscana, sia per creare un valore sociale, favorendo la valorizzazione del capitale umano, riducendo le differenze di genere, generazionali, e incoraggiando processi di inclusività».

Il presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale, Giovanni Fosti, si sofferma invece sulla scarsità di competenze digitali che coinvolge 26 milioni di italiani, sostenendo che: «Questa carenza di competenze è un grande ostacolo per lo sviluppo del Paese. Non possedere competenze digitali non significa solo non saper agire con semplici azioni online, come scrivere un’e-mail o creare un account Spid, ma soprattutto non saper vivere in sicurezza o gestire risorse umane ed economiche grazie al digitale, né saper creare attraverso il digitale. Le scarse competenze digitali limitano la partecipazione attiva dei cittadini ad opportunità che sono oramai parte integrante della nostra società».

Ecco come il Fondo per la Repubblica Digitale e la collaborazione con le fondazioni di origine bancaria, si rivelano una risorsa determinante per accrescere le competenze digitali, sostenere progetti formativi e aumentare le opportunità di lavoro per giovani, donne, disoccupati e categorie fragili.

Firenze, 15 maggio 2024: interventi, riflessioni e obiettivi

In prima linea durante l’evento, Giovanni Azzone, Presidente Acri e Presidente Fondazione Cariplo, dichiara che: «Uno dei compiti delle fondazioni di origine bancaria è rafforzare la competitività dei territori. Per fare questo, oggi, in un mondo che sta diventando sempre più digitale, abbiamo bisogno di rendere questi territori attrattivi rispetto al livello di competenze digitali, e di renderli coesi, sviluppando le competenze di persone che possono a pieno titolo entrare nella nostra società».

Richiamando quanto già affermato, Giovanni Fosti sottolinea «Così come sulla popolazione, il livello di competenze digitali in Italia è meno diffuso di quanto non sia negli altri Paesi europei, anche nella popolazione aziendale si riscontra la stessa situazione. Quindi abbiamo il 3,9% di persone con competenze digitali e competenze STEM rispetto al 4,6% di persone nelle aziende negli altri Paesi europei. Investire sulle competenze digitali vuol dire, da un lato, contrastare le disuguaglianze rispetto all’accesso, ma dall’altro lato significa anche costruire condizioni per lo sviluppo del Paese».

L’intervento di Maria Oliva Scaramuzzi, Vice Presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, punta ad evidenziare quanto «Il digitale, l’intelligenza artificiale, sono concetti che ormai prendono impulso in tutte le nostre aziende, sono la nostra quotidianità. Allora abbiamo aperto e dedicato questo bellissimo complesso a tutto ciò che è innovazione e formazione».

Il Presidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena e Coordinatore della Consulta Regionale delle Fondazioni Bancarie della Toscana, Carlo Rossi, valorizza il lavoro di collaborazione tra il Fondo per la Repubblica Digitale e le fondazioni di origine bancaria, sostenendo che: «È un’iniziativa di sistema, è un impegno di grande rilevanza per il mondo delle imprese, per il mondo dei giovani e lo è soprattutto, e lo deve diventare, per ridurre le disuguaglianze. Il progresso, l’innovazione molto spesso creano differenze, noi vogliamo lavorare per promuovere l’abbattimento delle disuguaglianze e la crescita delle pari opportunità».

Infine, Gaia Rialti, Founder di Menabòh, si inserisce nel discorso presentando la realtà sostenibile della sua società: «Menabòh è una startup di moda responsabile. Siamo un marketplace che collega le persone con un network di designer per fare upcycling sui capi d’abbigliamento. Che cos’è l’upcycling? Un processo creativo e sostenibile, che trasforma un capo allungando il suo ciclo di vita. Non buttiamo via, non vendiamo su altre piattaforme, ma trasformiamo i nostri capi».

Prospettive future

L’evidente impegno con cui operano le fondazioni e associazioni coinvolte in questo enorme progetto, è volto all’abbattimento delle disuguaglianze a livello di conoscenze e competenze, con l’obiettivo di creare una comunità attiva, presente e digitalizzata.

L’iniziativa di Italia Comunità Digitale dimostra un’evoluzione importante in tale direzione, di cui man mano vedremo nascere i primi frutti.

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