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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Montopoli Valdarno: dove il cemento lascia spazio alla natura

La riqualificazione della zona industriale porterà alla nascita di un bosco biosostenibile grazie ad una raccolta fondi da 530mila adesioni

Sentiamo spesso il termine “Polmone Verde” ma siamo veramente convinti di sapere cosa significhi?

Con il termine “Polmone Verde” si indica "l’insieme delle zone verdi che hanno la funzione di purificare l’aria, consentendo un continuo e regolare ricambio dell’ossigeno".

Il nome deriva dalla naturale capacità degli alberi di produrre ossigeno, capacità possibile grazie alla fotosintesi clorofilliana che consente loro di assorbire l’anidride carbonica e di trasformarla in O2.

Ma le piante non si limitano solo a questo, diversi studi hanno dimostrato come gli alberi siano in grado di assorbire una quantità molto importante di particelle inquinanti come le pericolose polveri sottili, di fungere da termoregolatori, abbassando da 2 a 9 gradi la temperatura nei mesi estivi e ,grazie alle radici, di assorbire e trattenere l’acqua durante le ormai tristemente famose "bombe d’acqua".

La natura quindi torna nuovamente in nostro aiuto nella lotta ai cambiamenti climatici.

Il nostro compito è quello di aiutarla, di rispettarla e di proteggerla con ogni mezzo.

Abbraccia un albero, dai vita a un bosco

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Ed è proprio sotto questo obbiettivo che è nato il progetto “Abbraccia un albero, dai vita a un bosco”, iniziativa organizzata da Unicoop Firenze in collaborazione con PNAT, Legambiente e Re Soil Foundation.

Il progetto prevede la riqualificazione di una vecchia area industriale a Montopoli Valdarno situata lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno e la creazione di un bosco biosostenibile grazie alla piantumazione di 3000 alberi.

Perché biosostenibile?

Bio  perché sarà un naturale incubatore di una vasta diversità naturalistica, sostenibile perché la sua creazione sarà in grado di assorbire in dieci anni circa 170 tonnellate di CO2 oltre che a un’importante mole di sostanze inquinanti.

Il progetto può contare su un rapporto costi-benefici che ne garantisce la fattibilità e la ripetibilità sia nel tempo che nel territorio.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di creare un modello virtuoso che possa essere emulato da molti altri comuni e quindi replicato in molte parti del paese, in modo da offrire un aiuto concreto alla natura e di garantire alle generazioni future un valido alleato contro il problema dell’inquinamento.

Un lavoro di squadra

All’evento inaugurale sono stati presenti Daniela Mori, presidente del consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze, che commenta:

"Questo è un progetto che nasce da un concorso di forze di tutto l'associazionismo del territorio ed è anche un progetto di comunità importante perché in tanti hanno contribuito a costruirlo e noi ci auguriamo che in tanti possano contribuire anche a mantenerlo"

Era presente anche Stefano Mancuso, direttore del laboratorio di Neurobiologia Vegetale e Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana a dimostrazione di come la tutela ambientale è una missione che deve vedere tutti impegnati nella causa, un lavoro di squadra per difendere e proteggere il nostro pianeta.

Stefano Mancuso ha commentato così l'iniziativa:

"E' un modello perché ognuna delle persone del pianeta teoricamente dovrebbe mettere a dimora 10 alberi all'anno. Noi  siamo parte di una società ricca e avanzata e quindi dovremmo farci carico in un modo più importante di questa riforestazione che è oggi l'imperativo"

Un progetto che vuole donare alle nuove generazioni un mondo più verde e insegnare come la protezione e la tutela della natura sia un modo di vivere.

Il progetto vedrà la piantumazione di 3000 nuovi alberi e la creazione di tutta una serie di "luoghi" come la torre di osservazione, che consentirà di osservare la zona da otto metri di altezza, l'anfiteatro nel bosco e il loop, una struttura ad anello con vari tipi di vegetazione.

Verranno installate delle vasche dedicate alle piante acquatiche e tutto sarà monitorabile tramite un sistema che invierà settimanalmente un report ai soci sillo stato di salute delle piante, tra qualche mese sarà anche possibile osservare in tempo reale la quantità di CO2 assorbita dalle piante di questa nuova area verde.

Abbraccia un albero, dai vita a un bosco” rientra nel progetto “Oasi Urbane”, un’iniziativa a livello nazionale realizzata da Coop Italia e che prevede la piantumazione entro dicembre di 1000 alberi in dieci capoluoghi, nonché la creazione, la cura e la riqualificazione di altrettante aree verdi su tutto il territorio.

L’attività di Montopoli della cooperativa Unicoop Firenze è stata possibile grazie a oltre 10mila soci donatori che hanno sostenuto la campagna “Abbraccia un albero, dai vita a un bosco”, con piccoli e grandi contributi, fra donazioni alle casse e online, partecipazione a cene e lotterie e altre iniziative per un totale di 80mila euro. La cifra viene raddoppiata da Unicoop Firenze. A questo contributo si sommano altri 65mila euro dai prodotti Viviverde, per un totale di 225mila euro. Per il periodo della raccolta fondi, infatti, parte del ricavato della vendita dei prodotti della linea verde di Coop nei Coop.Fi è stata destinata al progetto e sono stati 530mila i soci che hanno concorso alla realizzazione del biobosco di Montopoli con questa modalità. 

Potete trovare tutti i dettagli della campagna Oasi Urbane  sul sito Coop e scoprire tutte le tappe dell’iniziativa.

La cura e il rispetto dell’ambiente passa dalle nostre piccole azioni quotidiane.

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