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Edoardo Carnesecchi, il ricercatore toscano vincitore del Lush prize

Edoardo Carnesecchi, il ricercatore toscano vincitore del Lush prize

Sperimentazione non animale, un toscano vince il Lush Prize

Il Lush Prize è il più grande premio al mondo nel campo della sperimentazione non animale

Lush Prize, il più grande premio al mondo nel campo della sperimentazione non animale, ha assegnato l’importante fondo di 250.000 sterline, una donazione di grande rilevanza volta a supportare le eccellenze scientifiche che perseguono l’obiettivo di trovare alternative valide e sicure che portino alla completa sostituzione dei test sugli animali con metodi alternativi.

Il Lush Prize 2020 ha suddiviso il fondo a favore di 9 progetti di scienziati, giovani ricercatori e gruppi di ricerca provenienti da 7 paesi al mondo (UK, Cina, Italia, Olanda, USA, Germania, Taiwan). Per la prima volta, tre dei nove vincitori hanno concentrato i propri sforzi nello sviluppo di progetti che prevedono l’ausilio dei Big Data (Intelligenza Artificiale, Machine Learning, sistemi computazionali) per portare alla sostituzione dei test sugli animali. 

A conferma della forte tradizione scientifica italiana, tra i vincitori Prize 2020 anche due italiani che si sono distinti nella categoria dei Giovani Ricercatori, il primo sviluppando un progetto in Italia e il secondo in Olanda. Il Dottor Domenico Gadaleta, ricercatore presso Istituto Mario Negri IRCCS a Milano, ha ricevuto la somma di 10.000 sterline con un progetto di studio basato sulla messa a punto di metodi alternativi che possano prevedere il rischio legato ad alcune sostanze chimiche di causare danni neurologici grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale e di simulazioni computerizzate. Domenico Gadaleta commenta: “Il numero di sostanze alle quali siamo potenzialmente esposti rende impossibile, oltre che eticamente inaccettabile, ricorrere a test sugli animali per valutarne i potenziali rischi legati. A tal proposito, l’uso di modelli computazionali aiuta a prevedere il pericolo rappresentato dalle sostanze chimiche prima ancora che esse vengano prodotte e messe in commercio, con un chiaro vantaggio in termini di sicurezza della popolazione e risparmio di denaro”. 

Il premio Lush Prize ad un ricercatore toscano

Italiano anche il Dottor Edoardo Carnesecchi, che si è aggiudicato 10.000 sterline del fondo del Lush Prize nella categoria Giovani Ricercatori con un progetto sviluppato nell’ambito dell’Università di Utrecht in Olanda, con lo sviluppo di un’innovativa piattaforma software basata su metodi alternativi alla sperimentazione animale per valutare la tossicità e i potenziali effetti avversi sull’uomo e sull’ambiente dovuti all’esposizione di miscele di sostanze chimiche. Edoardo Carnesecchi commenta: “Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite (UNEP, 2019), ci si aspetta che entro il 2030 la produzione mondiale di prodotti chimici raddoppierà. Allo stesso tempo, gli enti di controllo e le industrie cercano alternative più sicure alle sostanze chimiche pericolose (un processo che chiamiamo di ‘sostituzione’). In questo senso, diventano necessarie metodologie scientifiche e tecniche innovative per condurre i test di tossicità su tali sostanze. In termini pratici, possiamo affermare che è praticamente impossibile eseguire test tossicologici in vivo per tutte le sostanze chimiche e le loro possibili combinazioni presenti nel “mondo reale” (sarebbero infinite!). Quindi, abbiamo urgente bisogno di sviluppare strategie smart e di applicare le New Approach Methodologies (NAMs), che si basano su strumenti in silico e su metodi animal-free, che quindi non prevedono la somministrazione di test sugli animali, ma che altresì risultino più efficienti, rapidi e sostenibili”.

Edoardo Carnesecchi, nato e cresciuto a Massa Marittima (Grosseto) dopo gli studi classici, ha conseguito una laurea triennale (Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro) alla facoltà di medicina e chirurgia, Università di Pisa. In seguito, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari (Università Cattolica), per poi iniziare il dottorato ad Utrecht in collaborazione con l’Instituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri (laboratorio di chimica e tossicologia dell’ambiente). Lì è nata la sua passione per computer science e animal-free methods che l’ha accompagnato sul podio del Lush Prize 2020.

I big data e la lotta contro la sperimentazione animale

La conferenza di questa edizione del Lush Prize, dal titolo “Can Big Data replace animal testing”, si concentra sul ruolo dei Big Data nella strada verso la completa sostituzione dei test sugli animali con metodi alternativi; gli scienziati e i ricercatori si confrontano su progetti sviluppati nell’ambito della tossicologia computazionale grazie all’ausilio di sistemi di Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning. Per la prima volta la conferenza e la cerimonia di premiazione si svolgono online e saranno disponibili sul sito lushprize.org. 

Rob Harrison, Lush Prize Director, commenta: “I giudici sono rimasti particolarmente colpiti dal fatto che la rosa dei candidati di quest’anno comprendesse progetti particolarmente innovativi, capaci di replicare tramite set di dati i percorsi delle molecole tossiche a livello cellulare. Questo utilizzo delle tecnologie del 21° secolo ha ottime probabilità di poter portare alla completa sostituzione su scala globale dei test sugli animali, ormai obsoleti e poco affidabili. ”

Qui la lista dei 9 vincitori del Lush Prize 2020 provenienti da 7 paesi scelti tra 58 progetti finalisti provenienti da 21 paesi al mondo. Si stima che ogni anno più di 115 milioni di animali siano utilizzati per test di laboratorio in tutto il mondo. 

Lush prize

Il Lush Prize nasce da una collaborazione tra Lush and Ethical Consumer per supportare una tossicologia animal-free ed è stato istituito per finanziare progetti di ricerca di gruppi o individui che operano nel campo della ricerca scientifica cruelty-free, che svolgono attività di awareness o lobbying per aiutare a porre fine ai test sugli animali.

Il premio consiste in un fondo annuale, pari a £250.000, il più consistente nel settore della sperimentazione non animale, e l’unico a focalizzarsi esclusivamente sulla completa sostituzione dei test sugli animali. i. I fondi devoluti finora a supporto di progetti per la completa sostituzione della sperimentazione animale con metodi alternativi hanno raggiunto l’importante traguardo di £2.19 milioni, destinati a 110 vincitori di 28 paesi. Punta a concentrare la propria attenzione sui test di sicurezza per i prodotti di consumo, integrandosi in maniera complementare rispetto a progetti che già affrontano la sperimentazione animale nell’ambito dei medicinali.

Il premio si suddivide in 5 categorie principali:

  • Scienza (Science Prize): sviluppo di test alternativi a quelli sugli animali;
  • Formazione (Training Prize): formazione di ricercatori su test che non coinvolgano animali;
  • Lobby (Lobbying Prize): politiche di intervento per promuovere l’uso di test alternativi;
  • Sensibilizzazione dell’opinione pubblica (Public Awareness Prize): iniziative volte ad aumentare la conoscenza dei test alternativi;
  • Giovani ricercatori (Young Researcher Awards): premio dedicato a ricercatori under 35 specializzati nella ricerca sui test alternativi;
  • Si stima che ogni anno più di 115 milioni di animali siano utilizzati per test in laboratorio in tutto il mondo;
  • Black Box: per scoperte rivoluzionare nel campo della ricerca non animale sui percorsi di tossicità.
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