Domenica, 26 Settembre 2021
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Saturno e Giove, l'abbraccio celeste: come e dove vederlo

Giove e Saturno si avvicinano regolarmente nelle loro orbite ogni vent'anni circa, ma non tutte le congiunzioni producono effetti tanto spettacolari per noi che li osserviamo dalla Terra

Giove e Saturno mai così vicini negli ultimi 4 secoli. È lo spettacolo che ci riserva il cosmo oggi, all'ora del tramonto, con una storica congiunzione dei due pianeti giganti che si ripeterà solo nel 2400 (così vicini come il 21 dicembre 2020). Occhi quindi al cielo orientando lo sguardo verso Sud Ovest.

Gli astronomi e astrofisici dell'Inaf sottolineano che "iniziato già da mesi, il lungo avvicinamento culminerà nella 'grande congiunzione' di lunedì 21 dicembre: per un effetto prospettico i due corpi celesti, in realtà distanti centinaia di milioni di chilometri l'uno dall'altro, appariranno separati da solo un decimo di grado, un quinto del diametro della luna piena nel cielo. A occhio nudo Giove e Saturno saranno quasi indistinguibili l'uno dall'altro, ma già utilizzando un binocolo o un piccolo telescopio sarà possibile risolvere i due pianeti e anzi osservarli - occasione davvero unica - nello stesso campo di vista.

Lo spettacolo astronomico sarà tanto imperdibile quanto fugace: i due pianeti restano visibili meno di due ore prima di scomparire dietro la linea dell'orizzonte, e già dalla sera successiva cominceranno di nuovo ad allontanarsi lentamente nel cielo, procedendo lungo le loro orbite.

In caso di cielo nuovoloso sarà possibile seguire a partire dalle 17:00 di lunedì 21 dicembre sui canali Facebook e YouTube dell'Inaf

L'avvicinamento di Saturno e Giove

Giove e Saturno si avvicinano regolarmente nelle loro orbite ogni vent'anni circa, ma non tutte le congiunzioni producono effetti tanto spettacolari per noi che li osserviamo dalla Terra. L'ultima congiunzione così ravvicinata è avvenuta circa 400 anni fa, il 16 luglio 1623. In quell'occasione, secondo i calcoli, i due pianeti si trovavano però troppo vicini al Sole nel cielo per poter essere osservati. Occorre risalire al basso medioevo, precisamente al 4 marzo 1226, per ritrovare un evento celeste di simile portata, potenzialmente visibile nei cieli terrestri.

"Pensiamo all'emozione di un Galileo se puntasse oggi il suo telescopio sulla coppia Giove-Saturno in incredibile congiunzione" commenta Marco Tavani, presidente dell'Istituto nazionale di astrofisica. "All'epoca, 13 anni prima della ultima grande congiunzione del 1623, Saturno gli apparve 'triplice' e incomprensibile (non poteva distinguere la forma degli anelli che deformavano la struttura puntiforme del pianeta). Invece Giove si rivelò con i suoi piccoli 'satelliti', un mirabolante sistema planetario in miniatura che nessuno aveva anticipato e che dimostrava che i pianeti potevano essere dotati di 'lune', addirittura quattro". "Un gesto apparentemente 'inutile' quello di Galileo: puntare uno strumento ottico amplificatore non sulla terra o alla ricerca di navi lontane ma in cielo. Un gesto 'inutile' che ha cambiato la nostra vita, scienza allo stato puro che cambia l'umanità. In meglio".

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