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Russia, Pieraccioni dalla parte del custode che disegnato ha gli occhi sul noto dipinto: "Ha fatto bene"

Il commento ironico del regista e comico toscano sulla notizia che dalla Russia ha fatto il giro del mondo

In questi giorni non si parla d'altro se non del custode che a dicembre aveva vandalizzato, forse per noia, un noto dipinto del museo di Ekaterinburg, in Russia. Leonardo Pieraccioni si è schierato, in modo ironico, dalla parte del vandalo che adesso è anche indagato e rischia una multa e fino a 3 mesi di detenzione. 

Su Instagram ha condiviso una storia con lo screen di un articolo riguardate la notizia e ha aggiungo il commento: "M'anfatti! Ha fatto bene! Tutto i' giorno su quelle seggioline, fermi, in silenzio".

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Il caso del dipinto vandalizzato dal custode annoiato

Lo scorso dicembre, a Ekaterinburg (Russia), un custode, probabilmente in preda alla noia, ha vandalizzato un prezioso dipinto disegnando degli occhi su alcune figure senza volto.

La tela, intitolata “Le tre figure”, è stata dipinta tra il 1932 e il 1934 dall’artista d’avanguardia Anna Leporskaya ed era esposta al Centro presidenziale Boris Eltsin. Come riporta il Guardian, alcuni visitatori si sono accorti della stranezza il 7 dicembre e hanno allertato la direzione, che ha poi contattato la polizia il 20 dicembre.

Ma l’amministrazione cittadina non ha sporto denuncia immediatamente poiché il danno era stato giudicato “insignificante”. A quanto si apprende dai media locali, quando il ministero della Cultura è venuto a conoscenza dell’accaduto si è lamentato con il procuratore generale di Ekaterinburg per l’inazione, fino a quando la scorsa settimana la polizia ha aperto un’indagine.

Il nome del custode incriminato non è stato reso noto. Si sa che era stato assunto da una società di sicurezza privata e che era al suo primo giorno di lavoro, che è stato anche l’ultimo poiché è arrivato immediatamente il licenziamento. Anna Reshetkina, curatrice della mostra, ha dichiarato che “le sue motivazioni sono ancora sconosciute, ma l’amministrazione crede si sia trattato di una sorta di errore mentale”. L’imputato, su cui pende un’accusa penale, rischia ora una multa e fino a 3 mesi di detenzione.

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