Martedì, 19 Ottobre 2021
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Sabbia e palme in piazza Duomo: il significato dell'allestimento che fa discutere | FOTO

Palme, cipressi, viti, un olivo e tanta sabbia: ecco "Il cammino del verde"

Palme, sabbia e poi un'oasi con alcune viti, dei cipressi e un olivo. Piazza Duomo in occasione del G20 dell'agricoltura si è trasformata in una piccola oasi verde tra palazzi e asfalto. L'allestimento sarà visibile fino al 20 settembre e vuole porre l'attenzione sul rischio della desertificazione che incombe sul paesaggio agricolo italiano a causa dei cambiamenti climatici.

Ecco il perché della sabbia in piazza Duomo, una provocazione che però non tutti hanno colto e che in molti, sui social, hanno criticato. Un utente, ad esempio, commentando le foto condivise dal sindaco Nardella ha scritto: "Togliere subito codesto giardino di palme che sotto il duomo di Firenze ci sta come il parmigiano sulle bavette alle vongole".

"Il cammino del verde" è composto da piante iconiche del paesaggio e del giardino italiano e da piante di climi aridi, idea progettuale dello Studio Bellesi Giuntoli con allestimento del Distretto vivaistico e dell’Associazione vivaisti italiani e la realizzazione di ‘L’arte del giardino’.

“Firenze in questi giorni è capitale mondiale dell’agricoltura e vuole lanciare un messaggio forte contro la desertificazione e i cambiamenti climatici - ha detto il sindaco Dario Nardella -. Da qui, da piazza del Duomo, il cuore della città, vogliamo che sia scritta una nuova pagina verde, simbolicamente rappresentata da questa installazione per far emergere proprio dalla nostra città in occasione del summit mondiale dell’agricoltura proposte forti su temi decisivi che riguardano tutti noi”.

Il giardino in piazza Duomo: la spiegazione 

ll cerchio del presente evoca il paesaggio rurale toscano, con il tipico roccolo, formato qui da 20 cipressi (uno per ogni paese) circondati da viti, e al centro un grande olivo simbolo della pace tra i popoli. In piazza San Giovanni, vicino alla colonna di San Zanobi, il cerchio del futuro si riferisce a un paesaggio trasformato dal processo di desertificazione, con un’aiuola di sabbia, palme e piante di climi subaridi e aridi.

Da molti anni sul pianeta incombe un rapido e considerevole cambiamento climatico principalmente indotto dall’uso senza criterio di combustibili fossili, responsabili dell’effetto serra e del conseguente riscaldamento globale. Non porre rimedio a questo fenomeno significa assistere a eventi estremi sempre più numerosi (piogge torrenziali, venti forti) e all’aumento delle temperature massime e della siccità che, per molte città italiane, sarà analoga a quella di alcune città del nord Africa. Il progetto vuole quindi rappresentare visivamente e simbolicamente questa trasformazione del paesaggio come monito ma anche speranza di ravvedimento.

Il progetto è promosso da Comune di Firenze e Regione Toscana con il contributo di Crédit Agricole Italia.

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