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Sabato, 4 Febbraio 2023
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30 novembre 1786: il Granducato di Toscana diventa il primo Stato al mondo ad abolire la pena di morte

Una decisione rivoluzionaria ai tempi, voluta dal Granduca Pietro Leopoldo. La pena durò solo 4 anni e fu ripristinata nel 1790

Il 30 novembre a Firenze e in tutta la Toscana ricorre un anniversario molto importante: era il 1786 quando il Granduca Pietro Leopoldo abolì la pena di morte. Una decisione rivoluzionaria per quei tempi, che portò la Toscana ad essere il primo Stato al mondo ad eliminare la pena capitale. La riforma fu propiziata da Cesare Beccaria nel suo fondamentale ‘Dei delitti e delle pene’. In quell’opera per la prima volta si metteva in discussione che la crudeltà della pena e la durezza delle condizioni detentive potessero rappresentare un elemento dissuasivo, sostenendo al contrario che la clemenza e la dignità del trattamento potevano aiutare il condannato a redimersi.

Chi era il Granduca Pietro Leopoldo

La seconda metà del XVIII secolo è stata l'era del cosiddetto "dispotismo illuminato". In Europa, molti Paesi furono interessati da riforme imponenti, volte alla modernizzazione dello Stato e al benessere collettivo. In tale contesto, si distinsero sovrani memorabili tra cui Pietro Leopoldo, rampollo della Casa d'Austria, che con il titolo di Granduca ha governato la Toscana per venticinque anni, dal 1765 al 1790. Nel dettaglio, giunse in Toscana nel 1765, appena diciottenne, assumendo la carica di Granduca in sostituzione del padre Francesco, e pur senza esperienza s'impegno subito per risollevare una Toscana piuttosto malmessa: le campagne si erano svuotate, con relativo crollo della produzione, mancavano efficienti infrastrutture e la pubblica amministrazione, così come la giustizia, era impantanata in una burocrazia macchinosa e lenta. Per porre rimedio a tali problemi, Leopoldo, avviò un imponente programma di riforme che ammodernarono in poco tempo tutti gli antichi apparati fiscali e amministrativi.

Le riforme da lui promosse e attuate furono innumerevoli e investirono per l'appunto ogni aspetto dello Stato, dall'economia alla giustizia passando per la scuola e il settore ecclesiastico. Intenzionato a superare il vigente sistema giuridico, caratterizzato all'epoca da antiquati retaggi medievali, il 30 novembre 1786 Leopoldo emanò la "Riforma della Legislazione Criminale Toscana", o "Codice Leopoldino", che per la prima volta nella storia aboliva la pena di morte. Non bastasse, la Leopoldina aboliva la tortura, riduceva il carcere preventivo, istituiva la difesa d'ufficio per i meno abbienti e sopprimeva il delitto di lesa maestà, spesso usato per criminalizzare il dissenso politico.

L'abrogazione della pena capitale introdotta da Leopoldo, seppur epocale, durò purtroppo solo quattro anni. L’abolizione della pena di morte fu nuovamente decretata nel 1859 dal governo provvisorio della Toscana, in preparazione all’annessione al Regno d’Italia dopo la caduta definitiva del Granducato. Il testo completo della Riforma si trova conservato e consultabile presso l’Archivio Storico del Comune di Firenze in via dell’Oriuolo 33.

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