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Via delle Pinzochere vista da via del Fico

Via delle Pinzochere vista da via del Fico

"Fare le bizze" ecco come è nato il modo di dire

Il modo di dire deriverebbe dalle "Pinzochere" donne laiche che seguivano una vita monastica

C’è una via a Firenze dedicata alle Pinzochere (via delle Pinzochere), donne laiche che conducevano una vita monastica (senza aver preso i voti) essendosi unite al terzo ordine francescano. Il loro particolare nome era legato all’abito che indossavano fatto di un tessuto grezzo, non tinto e dal colore terra detto bigio o “bizzo”; veniva realizzato tessendo due lane di diverso colore: bianco naturale e nero. Da “bizzo” furono soprannominate “bizzochere” che si è poi trasformato in pinzochere.

Queste donne erano ospitate sia presso famiglie che nei monasteri e dovevano occuparsi della basilica di Santa Croce. Le pinzochere potevano essere sia ex-donne di malaffare che vedove, ma anche delle ragazze che si erano sposate con uomini che non le potevano mantenere come ad esempio le mogli di galeotti o ancora donne sole e mai maritate.

Fino al '500 ebbero un loro proprio monastero (dedicato a Sant'Elisabetta del Capitolo) in via San Giuseppe (oggi largo Bargellini). Cosimo I decise di chiudere “l’ordine” per colpa di alcune dicerie che le incolpavano di immoralità: le donne potevano entrare nella basilica a qualsiasi ora (soprattutto la mattina presto per poter fare le pulizie), iniziarono a girare delle voci che queste ci andassero anche di notte per compiacere i frati.

Le pinzochere non potevano avere marito (quelle che l’avevano era come se non ce l’avessero), per cui con il nome "bizza" si indicavano anche le zitelle e il loro carattere spesso bisbetico da qui quasi sicuramente venne il modo di dire di "fare le bizze", cioè fare come le zitelle.

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