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Lunedì, 26 Settembre 2022
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Noemi Morandi, 98 anni e custode di un'antica tradizione che rischia di scomparire: il Punto Tavarnelle

Dagli anni ‘30 agli anni ‘80, Morandi insieme al gruppo delle ricamatrici di Tavarnelle crearono per le grandi marche di moda italiana vari tipi di articoli da corredo ed anche le famose scarpette ricamate indossate da Sofia Loren e Audrey Hepburn

Ha 98 anni ed è una delle ultime eredi di una tradizione antica che vanta l'onore di aver vestito grandi dive del cinema. Si chiama Noemi Morandi e il ricamo è ancora una sua grande passione. La sua storia è stata raccontata dalle figlie Gisella e Simona che hanno risposto al messaggio del sindaco David Baroncelli condiviso sulla sua pagina Facebook con il quale ha esaltato il lavoro artigianale delle ricamatrici i cui lavori sono custoditi tra le sale del Museo di arte sacra di Tavarnelle.

La storia di Noemi Morandi, una delle ultime ricamaritrici del Punto Tavarnelle

A più di 98 anni Noemi Morandi, originaria di Tavarnelle Val di Pesa ma che adesso vive a San Casciano Val di Pesa, erede di un patrimonio che rischia di scomparire, sferruzza ancora, accanto alla finestra della cucina che si affaccia su una delle vie centrali di San Casciano. L’anziana aveva imparato dalla mamma a poco più di dieci anni e ha ricamato per mezzo secolo davanti all’uscio di casa, in piazza Domenico Cresti a Tavarnelle Val di Pesa.  

Per lei il Punto Tavarnelle, ricamo tradizionale nato ai primi del Novecento, non è solo un ricordo ma un amore che la tiene in vita. Un punto dopo l’altro, l’ago e il filo scorrono lentamente tra le mani puntuali che sanno dove andare. È così che le opere d’arte, costituite da farfalle, fiori, tulipani, coppie di sposi, figure maschili e femminili, prendono vita sui tessuti della ricamatrice, oggi presenti e diffusi nelle abitazioni delle figlie.

Mentre ricama Noemi ricorda alcuni dei momenti più cruciali del suo passato, primo fra i quali il drammatico periodo della seconda Guerra Mondiale. Durante il passaggio del fronte, mentre fuori imperversavamo i bombardamenti, rifugiata con la famiglia, sfollata in un casolare del Morrocco, la giovane Noemi ricamava e placava il suo terrore con il Punto Tavarnelle. “Erano tempi bui, vivevo nella paura, notte e giorno, avevo fame – rievoca - ma quando iniziavo a lavorare con l’ago e il filo, avevo più di venti anni e il fidanzato in guerra, la mia mano debole non tremava più, trovavo pace in quello che amavo più fare”. A quasi un secolo di vita il cotone treccia ritorto fiorentino 12, appoggiato sul davanzale della finestra, continua ad essere un punto di riferimento e un motivo per alzarsi la mattina, serena e decisa a non disperdere quell’antico sapere che le ha conferito dignità professionale, indipendenza economica e morale. "Per me gli anni passano – tiene a dire l’anziana - ma il Punto Tavarnelle è destinato a non invecchiare se sarà trasmesso alle nuove generazioni". Un appello il suo che si rivolge ai giovani, con la speranza che il ricamo, così importante per lei, non vada perduto.

La mamma la voleva pantalonaia, ovvero una sarta specializzata nella realizzazione di pantaloni, ma lei preferiva di gran lunga l’arte del ricamo e le dava questa comunicazione esclamando: "O fo' il ricamo o non sto ferma". Una passione che si tradusse in un vero e proprio lavoro, un percorso professionale costellato di successi e soddisfazioni, portato avanti dagli anni ‘30 agli anni ‘80, insieme al gruppo delle ricamatrici di Tavarnelle che crearono per le grandi marche di moda italiana lenzuola, tovaglie, tende, centrotavola, copriletto, vari tipi di articoli da corredo e le famose scarpette ricamate per le grandi dive del cinema come Sofia Loren e Audrey Hepburn.

Il messaggio del sindaco Baroncelli

"Mani d'oro, mani umili – aveva scritto il sindaco Baroncelli sui social - mani segnate dalle strade del tempo e del lavoro, quelle delle merlettaie di Tavarnelle, le nostre nonne, le nostre zie, le nostre mamme seppero trasformare una passione, un'abilità manuale, fatta di creatività, costanza e determinazione, in un'attività professionale famosa in tutto il mondo. Le artigiane di casa nostra crearono il Punto Tavarnelle. Un merletto di altissimo valore che fu utilizzato per la realizzazione di capi di pregio e oggi i loro manufatti, accolti come veri e propri tesori d'arte, si possono riscoprire e ammirare tra le sale del Museo di Arte Sacra di Tavarnelle, adiacente alla bellissima pieve di San Pietro in Bossolo, gestito dalla Parrocchia e dagli Amici del Museo di Tavarnelle".

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