Domenica, 24 Ottobre 2021
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Tre anni dalla morte di Astori, Francesca Fioretti: "Così rispondo a Vittoria quando mi chiede dov'è il suo papà"

E' dura spiegare a una bambina che il padre non c'è più, ma l'istinto materno e un buon sostegno psicologico possono aiutare molto. A raccontarlo è la modella

Da certi dolori non si guarisce mai. Si può però imparare a conviverci, guardando avanti, come ha fatto Francesca Fioretti che nel 2018 si è vista portare via il compagno Davide Astori, l'amore della sua vita, da cui ha avuto la figlia Vittoria, rimasta orfana a soli due anni.

Per lei, la modella non si è arresa davanti a un'assenza così pesante, riuscendo con il tempo a non farsi soffocare da questa mancanza: "Alleviare il dolore di Vittoria è stata la mia priorità - ha spiegato a Grazia - L'ho portata nella stessa scuola fino alla fine dell'anno scolastico, volevo che crescesse nella normalità, anche se la condizione era tragica. Non ho modificato le sue abitudini, che sarebbero poi cambiate perché non avrebbe più visto il padre".

Francesca Fioretti è rimasta a vivere a Firenze dopo la morte del calciatore, solo da poco tempo si è trasferita a Milano: "Se fossi stata da sola forse sarei volata in India, chissà - ha detto ancora -. Da un lato, forse, sarebbe stato più semplice. Ma da un altro lato sarebbe stata più dura, perché Vittoria è un motivo di vita. Il mio forte istinto materno mi ha resa più determinata a fare le cose bene per lei".

Francesca Fioretti e l'amore ritrovato con con Kolarov

Vittoria è stata fondamentale, ma importante è stato anche un supporto psicologico che l'ha aiutata a rialzarsi e a continuare a camminare, come donna e come mamma: "Ho imparato a pensare prima a me che a mia figlia. In terapia insegnano che se la mamma è felice anche il figlio potrà esserlo. Altrimenti è dura per entrambi. All'inizio - ha raccontato la modella - quando al parco incontravo un papà con il figlio, temevo che Vittoria percepisse quell'assenza. La terapeuta mi ha spiegato che i bambini così piccoli non capiscono il dolore come gli adulti, siamo noi a rifletterlo su di loro. E a condizionarli".

Francesca Fioretti a sua figlia non nasconde la verità: "Quando mi chiede: 'Dov'è il mio papà?', le dico di pensare a un posto bello, il più bello per lei. L'altro giorno mi ha risposto: 'Il mare'. E io le ho detto che allora lui si trova lì. Anche se poi è sempre qui con noi".

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