Domenica, 17 Ottobre 2021
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Il nuovo libro di Laura Torrisi "Ps: Scrivimi sempre"

Un racconto a cuore aperto, scritto a quattro mani con Sara Gazzini, che racconta la sofferenza della malattia, gli amori, le gioie, le sofferenze: "Due donne e un'amicizia più forte di ogni cosa. Un inno alla voglia di ricominciare"

Laura Torrisi ha raccontato la convivenza con una malattia cronica, l'endometriosi, in un libro "Ps: scrivimi sempre". Il libro uscirà in libreria dal 12 ottobre, ma è la stessa attrice a condividere sui social la sinossi.

La sinossi del libro "Ps: Scrivimi sempre" di Laura Torrisi

"Mi avete spesso chiesto di cosa tratta il romanzo che abbiamo scritto con Sara Gazzini. Questa é la sinossi" ha scritto su Instagram: "Due donne e un'amicizia più forte di ogni cosa. Un inno alla voglia di ricominciare al grido di: A forza di farcela ce la facciamo!".

“Durante il lockdown, Laura e Sara non possono incontrarsi come fanno ormai da anni. Per non perdere di vista la loro amicizia, per continuare a sentirsi vicine, iniziano un lungo scambio di e-mail. Scrivono come se chiacchierassero davanti a un bicchiere di vino, parlando di tutto, anche di quello che, forse, non saprebbero confessare neppure a se stesse.
La loro corrispondenza diventa una sorta di danza, tra risate e commozione, coraggio e leggerezza.
E a rileggere tutto adesso è un po’ come accadeva coi diari segreti da bambine.
Si sentono le emozioni e la stanchezza di certe giornate, il sapore del pane e olio, il profumo dei limoni, le coincidenze che non esistono, le canzoni di Ultimo cantate a squarciagola, i tramonti a piedi scalzi sulla sabbia, il compleanno dei figli, gli amori andati male e quelli con la A maiuscola, gli attacchi di panico, la malattia, la forza delle donne, la forza delle mamme, il peso dei figli portati in braccio dopo che si sono addormentati in macchina, i pianti, la voglia di ricominciare, la voglia di dire qualcosa di importante, di amare innanzitutto se stesse.
Lettera dopo lettera, pezzetto dopo pezzetto, Laura e Sara imparano (se mai davvero si può imparare) a voler bene alle loro cicatrici, a perdonarsi, a non rimanere legate al sasso che le ha fatte cadere, a non aver paura di essere felici per davvero”.

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