Mercoledì, 22 Settembre 2021
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L'ode alla "forca" di Pieraccioni in vista dell'inizio della scuola: "È un momento di rivoluzione"

Leonardo Pieraccioni affida a Instagram il suo pensiero sul "fare forca" ovvero il non andare a scuola di nascosto ai genitori. Il suo ricordo, dal sapore agrodolce, è anche una critica alla tecnologia di adesso che avverte subito i genitori in caso di assenza

Leonardo Pieraccioni

Un ricordo che appartiene all'adolescenza di molti e che per gli studenti di oggi è quasi un miraggio: "fare forca", ovvero saltare la scuola senza il consenso dei genitori. Leonardo Pieraccioni, che vive in prima persona il rientro a scuola con la sua Martina che ha 10 anni, ha deciso di inaugurare il nuovo anno scolastico parlando di cosa amava fare quando faceva forca:

Io arrivavo davanti a scuola e all’improvviso, perché la vera forca non è mai programmata, sentivo le sirene di Ulisse che mi chiamavano dal Giardino di Boboli, all’epoca il Guantanamo dei ripetenti. La forca doc si fa da soli. Io davanti al cancello di Periti aziendali e corrispondenti in lingue estere sentivo rimbombarmi in capo un “come hereeee” ed a tutto foho sgassavo col mio Ciao pk blu verso il mitologico Giardino. A Novembre fermi su quelle panchine ghiacce si congelava, ma c’erano i tetti di Firenze davanti che ti scaldavano. Io mi accendevo inventandomi e fantasticando sulle vite di quelli che vivevano sotto quei tetti e spesso la forca ghiaccia e in solitaria era tanto più poetica e creativa di una lezzione d’itagliano!

Con il registro elettronico e le nuove tecnologie scolastiche fare un'assenza ingiustificata è sempre più difficile e infatti il regista toscano ha dovuto fare il paragone tra ieri e oggi: "Stanno riaprendo le scuole, parliamo di cose serie. A Firenze quando si salta la scuola si dice fare forca, ma ce ne sono altri 100 di modi di dire. Pare che adesso, se l’alunno è assente, si avverta subito i genitori con un sms. Questa cosa non è bella, è da spioni! Rivendico il diritto sacrosanto di almeno quattro forche in un anno! La forca ti forma, è un momento catartico, di puerile rivoluzione ma sempre di rivoluzione si tratta".

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