Venerdì, 19 Luglio 2024
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"Preside, posso portare il mio cane a scuola?": la bella storia di un istituto che può essere d'esempio per tutti

La richiesta è stata avanzata da un'insegnante che non sapeva dove lasciare il proprio cucciolo, diventato una mascotte della scuola

Negli ultimi giorni la storia di Aron, il cane scuoiato e arso vivo a Palermo dal suo padrone, ha portato tutta Italia nelle piazze per chiedere pene più severe a chi compie violenze sugli animali. L'educazione verso i nostri amici a quattro zampe (e non solo) deve partire dalle basi, e quindi dalla scuola, per cercare di evitare episodi simili. Proprio da una scuola fiorentina arriva una bella storia, che può essere presa da esempio per tutti. 

"Preside, ho preso un cucciolo, ma non so a chi lasciarlo per un'ora”. Questa è stata la richiesta di una professoressa dell'Itt Marco Polo di Firenze, avanzata al proprio dirigente scolastico. Ludovico Arte non ci ha pensato due volte, proponendo di tenerlo a scuola durante il normale orario di lavoro. Il piccolo cagnolino ha così passato la mattinata tra qualche ora di lezione e girovagando tranquillamente per i corridoi, diventando subito una mascotte amata da tutti. 

“Sinceramente non ci vedo niente di straordinario – racconta Arte, preside del Marco Polo -. Quest'insegnante ha preso questo cucciolo da un paio di mesi e non sapeva dove sistemarlo per quella giornata. Quindi gli ho detto che poteva tranquillamente portarlo a scuola”. Una situazione già presentatasi in altre occasioni, racconta il dirigente scolastico che si dimostra per l'ennesima volta un preside con idee innovative e moderne. “So che in altre scuole sarebbe stato uno scandalo, ma sinceramente la vedo come una cosa naturale. Diverse volte abbiamo fatto pet teraphy con laboratori pomeridiani, dove i ragazzi lavoravano sulle emozioni attraverso gli animali e professionisti del settore. L'idea di far entrare gli animali nella vita degli studenti può portare sicuramente dei benefici”. 

L'iniziativa, condivisa sul profilo social del preside, è stata apprezzata con decine e decine di commenti positivi, tra chi si congratulava e chi proponeva di chiamare il piccolo cucciolo Marco Polo. Una storia che può davvero essere un'interessante spunto di riflessione. “Il rispetto e la convivenza con gli animali li valuto come un elemento fondamentale del vivere civile – conclude Arte -. Credo che sarebbe importante in un luogo come la scuole, favorire anche in modo naturale, senza troppi discorsi, la convivenza serena con gli animali. Il rapporto con queste creature può portare ad un lavoro prezioso su di sé. Basti pensare ai bambini autistici o con disabilità, che riescono attraverso gli animali, ad esprimere cose che invece con gli essere umani non riescono. Questa è stata un'occasione casuale, ma sarebbe opportuno che gli animali entrassero nelle scuole per mille motivi”.  

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