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Venerdì, 9 Dicembre 2022
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Il quartiere dell'Isolotto: perché si chiama così?

Storia e curiosità di uno dei quartieri più "giovani" della città di Firenze

Ogni quartiere di Firenze ha una propria storia, con le sue curiosità. Uno dei più recenti è sicuramente quello dell'Isolotto. La zona dell'Isolotto e dei borghi antichi nelle vicinanze anticamente ospitava case rurali, prevalentemente disposte lungo via Pisana, ed ebbe uno sviluppo già nei primi anni del XIX secolo per l'insediamento di industrie. Successivamente il quartiere fu definito “città-satellite” da Giorgio La Pira, allora sindaco di Firenze, nonché 'padre costituente'. 

Il 6 novembre 1954 furono consegnate le chiavi di 750 alloggi e 22 negozi, realizzati nell’ambito del progetto Ina-Casa (un piano di intervento dello Stato italiano, vigente tra il 1949 e il 1963 ed ideato dal ministro del lavoro Amintore Fanfani per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio italiano nel dopo guerra), facendo nascere un nuovo e gradito tassello della città.

L’area in cui sorse era di origine alluvionale (da qui il nome “Isolotto”), situata sulla riva sinistra dell’Arno, di fronte al parco delle Cascine. A Firenze, per far fronte al problema delle case e alla condizione abitativa nel dopoguerra, particolarmente critica per via dell'incremento demografico esponenziale, la politica propose un progetto elaborato da un punto di vista culturale e sociale, che scongiurasse il fenomeno delle baraccopoli e dei quartieri-dormitorio. 

Ina-casa, in accordo con il Comune, affidò il progetto di massima a un gruppo di architetti di chiara fama, costituito da Del Debbio, Gamberini, Fagnoni, Gambassi, Michelucci, Tiezzi, Vaccaro, Bellucci, Pastorini, Poggi, Pagani. 
L’impegno fu ingente per l'amministrazione comunale, che doveva realizzare servizi quali le scuole materne e elementari, la chiesa, il mercato, il cinema, le opere di urbanizzazione e le aree a verde pubblico. Il 6 novembre del 1954, alla cerimonia di inaugurazione dell’Isolotto, La Pira spiegò il senso dell'Isolotto "città-satellite", cioè una città che, pur orbitando intorno alla metropoli, disponesse di tutti i servizi e le strutture tali da renderla autonoma. L'allora sindaco elencò anche i numeri dell'edificazione fatta in quegli anni, con 1005 alloggi divisi in 5370 vani, 100 edifici e 22 negozi, per un totale di 3.000.000 di ore lavorative.

Ventitré anni dopo, proprio il giorno prima dell'anniversario, il 5 novembre, Giorgio La Pira scomparve. Inizialmente fu sepolto nel cimitero di Rifredi, poi, nel 2007, conclusosi il processo di beatificazione, la salma venne traslata nella Basilica di San Marco. Oggi all'Isolotto è possibile trovare un murale, inaugurato nel 2021, che ricorda la genesi di tutto questo. Realizzato dall'artista Arke and Droste, è dedicato ai sindaci di Firenze Mario Fabiani e Giorgio La Pira e svetta in piazza dell’Isolotto, all'angolo con viale dei Bambini.

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